Da: In altro modo? (Altri Termini 1986)

                       

Mi rendo conto di come è nero il nero

nero
nero
nero
nero
nero
nero
nero
nerone
nerone
nerone
nerone
nerone
?
Nerone ? e chi è?

nero nero nero nero nero nero nero nero neroneronerone roneroneroneroNERONERONERONERONERONERONERONERONERONERONEROYJEPLDOCDOEWNVASLPEVBZQEOGISBAAONBELIMODUBELAPDRHE SORELLA (?) EPGULAMXPLEMDB WOPHORLEBANSDORGTE AMICA (?) GEDLROFPTRALS PENFSZWODGEKDCBASFPRGU MADRE (?) FSOWPBNDGL XOSDENDMODQKS PQLANDKFONV MAMMA (?) UOFISCD PALDVOEGUQAZNVLDOVNSPODUNSJ DONNA (?) DOEGR HBBSPALDJFHHFBBNEFHFEUSDUHPIHOPFRIBACLETQRNM
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Abcdefghilmnopqrstuvz
ABCDEFGHILMNOPQRSTUVZ

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Io sono una donna

– perché tu dici non si può
“io sono una donna”?

Io questa sono

ho mani e capelli
da donna
occhi che d’altri
non potrebbero essere
un sangue una bocca
un sesso
ed è quello di donna

E ho tanti pensieri

sogni
e progetti
e dolori
e amori
e sono di donna

Ed ho finalmente un amore

che ho avuto paura
di dire – per anni:
amore per me

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Compagnuccio
fratellino dolce dal sorriso incerto
l’andatura dondolante e rilassata
sempre terribilmente serio
che parlavi con voce accorata
ardente anche scherzosa
che correvi alla lotta
con incoscienza
rabbia e amore

Compagnuccio
non è vero che lotti ancora
insieme a noi
non è vero che VIVI
dentro noi

Il tuo sorriso le tue lacrime
il tuo dolore la tua follia finale
quella paura di bestia braccata
QUESTO vive dentro noi
assieme ad altri volti altri nomi
una folla di sguardi e pugni chiusi
o anche aperti a

Noi cerchiamo di capire
perché a ventanni
e parliamo di lotta di classe
fascismo capitale imperialismo
Ma non basta
Sei – siamo- nei conti già fatti
la cifra segnata lo scotto

Sì – ma non so più per cosa