“T’ho perdonata”. Il marito lo ripete con “voce petulante” e lei, Vittoria Fieschi, la peccatrice, da quella voce è annoiata e poi addolorata e nauseata. Vittoria è tornata nella casa maritale dopo una fuga d’amore, portando in sé il figlio dell’amante suicida. E’ tornata grata per l’inatteso richiamo, ma non umile né pentita. Certo, ha buone intenzioni: di fare, come prima della scelta di passione, la buona moglie, la buona nuora. La buona madre. E soprattutto è tornata forte di quella esperienza che le ha dato la misura della sua autonomia. Ora scopre, dalle parole del marito, di essere infinitamente superiore moralmente a lui e a tutta la famiglia. Scopre che non può restare e va via. Come Nora.

Se ho tante volte accennato al “campo di ambiguità” in cui si muovono le scrittrici, tra affermazione di sé e omologazione alle consuetudini sociali e al canone letterario dominante, con L’altro dissidio siamo nel campo dell’autoaffermazione, della proclamazione della giustezza della ribellione. Adelaide Bernardini qui non solo racconta una ribellione ma testimonia una trasformazione avvenuta nella mentalità  femminile: é giusto andar via con l’uomo che si ama, é giusto ribellarsi ad un marito che tradisce, ad una famiglia che ti disprezza, é giusto respingere un perdono umiliante e ricattatorio, é giusto scegliere per i propri figli un destino magari di povertà ma dignitoso. Questo é un gran salto (che tante e tanti devono oggi ancora fare) che mostra tra l’altro come le donne, sin d’allora impegnate nella disamina della morale convenzionale, possedessero propri  parametri per misurare la nozione di eticità e per affrontare le grandi tematiche della vita e della morte. Questo salto di mentalità, di costume e di scrittura, avvenuto sin dalla fine dell’800, lo racconta, assieme a tante altre, questa scrittrice oggi sconosciuta ma che ai suoi tempi pubblicò molto e che fu stimata da tante e da tanti.

Moglie di Luigi Capuana, Adelaide non segue le scelte del marito: la sua é scrittura autonoma che ribalta ruoli e valori. Con un linguaggio moderno, Adelaide scrive delle cose che sa, degli ambienti che le sono familiari. Scrive, come altre scrittrici a lei contemporanee, di vicende e di situazioni certamente consuete, ma da un punto di vista inedito rispetto alla tradizione letteraria maschile: le storie di tradimenti, di vendette, di omicidi e di suicidi, di matrimoni fasulli, vengono raccontate dallo sguardo critico e forte di chi, con il suo stesso scrivere, segnala che se pure la figura del marito padre padrone é accettata e subita da tante donne, altre però, nella realtà prima ancora che nella finzione letteraria, si ribellano, offrendosi come presenza forte che possa essere colta e raccontata dalle scrittrici, all’interno di  scenari molto meno convenzionali di quelli presentati dai colleghi uomini.

Adelaide Bernardini, nata a Narni nel 1876 (o nel 1878), visse quasi sempre a Catania. Scrisse poesie (tradotte anche in spagnolo), novelle (tradotte in francese e in tedesco), romanzi, drammi.  Fino a circa il 1920 firma aggiungendo al proprio anche il nome del marito, Luigi Capuana. Collabora a molti giornali, tra i quali : Nuova parola, Natura ed arte, La donna, Poesia, Cordelia, Fanfulla della Domenica, Secolo XX, Ora, Giornale d’Italia, Sicilia, Tirso…

Tra le sue opere:  La signora vita e la signora morte, Catania, 1891 (poi Milano, Treves, 1920);  Il tenorino, Firenze, 1894; Amaritudini, sonetti, Milano, 1897; Guerra in tempo di uva, Palermo, 1898; La indocile preda, Catania, 1895; Intime, poesie, Milano, 1896: Nuove intime, Catania, 1898; Sottovoce, Lanciano, 1898; L’integro, dramma in tre atti, Lanciano, 1899 (e poi  id. 1911); Dopo il no, novella, Milano, 1899; Pittore in erba, Palermo, 1899 (poi Milano-Palermo-Napoli, Sandron, 192…; Prime novelle, Catania, 1899; Contessina , novella, Palermo, 1899 (poi Palermo-Roma-Milano, Sandron, 1926); Flo animae, versi, Trieste, 1900; La bambola rubata, Palermo 1900;  La vita urge…, novelle, Palermo, 1900; Prime novelle, Catania, 1900; Rime amorose dal diario di Lydia, Acireale, 1903; Guerra in tempo di …uva, novella, Milano-Palermo-Napoli, Sandron, 192…; Marionette da salotto, Milano, 1920;  Mai!, romanzo, Milano, 1921; Tutt’ora, novella per bambini, Palermo-Roma-Milano, Sandron, 1926.

Bibl.: Bandini-Buti M., Enciclopedia biografica e bibliografica italiana. Serie VI, Roma, Ist.  Ed. Tosi, 1941; Casati G. Dizionario degli scrittori d’Italia, Milano, Ghislanda, 1925; Gastaldi M., Panorama della letteratura italiana femminile contemporanea, Milano, 1936; Rovito T., Letterati e giornalisti italiani contemporanei, 1922; Villani C., Stelle femminili, Napoli-Roma-Milano, Soc. Ed. Dante Alighieri, 1916 (più: Appendice).

 

Anna Santoro