Immaginate un filo, uno svolgimento. Potrei anche dire: un camminamento. Ma forse preferisco: uno svolazzamento. Insomma, immaginate un percorso ricco di curiosità, di aperture, e colmo di grazia.

Immaginate una levità che percorre e crea mondo. Dunque densa, qualità stupefacente per la levità.

Ma anzi: non immaginate, leggete piuttosto Profusioni  (FusibiliaLibri, -2016?) di Anna Bertini, e troverete ciò che cercavo di farvi immaginare. E non solo nei testi che Anna ci regala, ma anche nel suo vivere girovago e curioso, nel suo non fermarsi e non acquetarsi, non desiderando arrivare  a qualche conclusione, ma avendo piena consapevolezza che è il viaggio in sé che conta. A rappresentare perfettamente tutto ciò, ecco quei disegni-poesia, quella scrittura esile che crea immagini ad apertura di ciascuna sezione, facendo tesoro e sperimentando anche la lezione della poesia visiva di tanti anni fa.

Ma l’idea di continuo svolgimento è data dai testi stessi, da ciò che Anna stessa confida e rappresenta: se non fosse così, queste immagini costituirebbero una graziosa malizia, un gioco, e invece ciascun testo, sia pure in modo differente nelle varie sezioni, svolge un filo. Parte da: io sono qui e da qui corro, sorvolo, seguo parole, eventi, sensazioni, spazi. Sinestesie, rime interne, ripetizioni nel senso di allusioni al rappresentato un attimo e che porta altrove, sono al servizio di questa giovane donna che ne ha provate davvero tante (esperienze culturali) nella vita e che continua a progettare: anzi, a proiettarsi in un ancora altro. Nella vita, nella scrittura

Già nel primo testo, Lacci sciolti, c’è la sua professione di poietica (la poesia è etica sempre in chi esplora libera da preconcetti e, appunto, da lacci, ed è tale anche il vivere).

Perdere il filo, ritrovarlo nella casualità, lasciarsi attrarre da richiami imprevisti, da collegamenti inediti, rompere le sequenze, è per Anna il senso profondo e vero del vivere e della sua poesia. Le parole, come lei, sono libere, piene, creative.

La cultura dominante ha sempre cercato di colpevolizzare tale magnifico atteggiamento: sei discontinua, non lavori per un progetto (una carriera), non ti fermi a recintare il già conosciuto, non ti aggrappi a verità, convinzioni, comportamenti, non costruisci un pacchetto di verità (da proclamare, esportare, divulgare).

In realtà è esattamente questo modo che fa andare avanti.  Grazie cara Anna

Anna Santoro