Dov’è finito l’immaginario “di sinistra”  ???????

 

Che rabbia! Ancora alla mia età. E che malinconia.

In questi ultimi decenni, è scomparso l’immaginario collettivo “di sinistra”. Quello che da giovane chiamavamo utopia, progetto della nuova società, eccetera.  La perdita, iniziata per lo meno da sor Berlusca in poi,  si è radicata, articolata, sviluppata, grazie agli sciacalli, ai seguaci, ai servi, agli opportunisti, ai suoi sodali (per motivazioni materiali). Già in quei tristi anni, avvisavo che la cosa più drammatica, l’eredità più nociva, era l’involuzione culturale di questo Paese.

E ora, mentre la destra (le destre) ha elaborato un (articolato e sempre orrido) immaginario collettivo, mostro famelico e invadente di questa nostra società, che oramai ha la sua ragione di esistere nella ricchezza, nel potere, in  una orrida idea di bellezza (= massima bruttezza), oltre che nella prepotenza, nell’egoismo, nell’autocompiacimento per il possesso privato delle ricchezze (tanto che inventa “l’invidia sociale”, che ci sarà pure, ma non da parte della sinistra residua), e crea/offre  scenari degradanti e obiettivi velleitari per/a gente risentita, de/formata, degradata,  esasperata,  impotente, e alla fine violenta, la sinistra è semplicemente scomparsa.

Questa è la triste verità. Ha inseguito anch’essa questi scenari non suoi, li ha fatti propri, li ha contesi, ha lasciato che il posizionamento, lo sguardo, il discorso, “di sinistra”, fosse gestito da estranei.

Anche alcune donne si scagliano l’una contro l’altra senza una motivazione davvero prioritaria in questa fase storica, alcune privilegiano la propria appartenenza a un partito politico a scapito per lo meno dell’attenzione dovuta alle altre, alcune inseguono il proprio progetto, la propria “scalata” a una malintesa parità, molte si acquietano in una sorta di equilibrio senza più pretendere né aspettarsi e forse senza più desiderare ciò per cui avremmo dato la vita.