Grande malinconia da stamani. Appena sveglia ho saputo di Manchester e di Torino.
Mi ripeto che anche ieri e l’altro ieri c’erano morti, attentati, uccisioni, devastazioni, magari percepiti lontani e quindi non degni di particolare attenzione e partecipazione.
Invece chi non se ne cura sbaglia. Sono tra noi. Sono noi. 
Fin da quando ero una giovincella, mi hanno spiegato che il battito di ali di una farfalla, poniamo in Cina, ha conseguenze ovunque: nel mio paese, in Francia, in Spagna, in America, e dunque anche nella mia casa, nel mio cuore
E poi, se anche non colpissero noi direttamente, possibile che soffriamo unicamente per ciò che ci tocca?
Virginia Woolf ne Le tre ghinee, tra tanti altri magnifici ragionamenti, scrive che si sente estranea alle cause e alle modalità della guerra, che appartengono alla cultura maschile. Ma non la chiude così. Aggiunge, e questo è importantissimo, che  la sofferenza a vedere sui giornali foto di massacri, morti, uccisioni, le appartiene.
Ecco qui: a me appartiene tutto il dolore del mondo. E non mi accusate di autoreferenzialitào senso di onnipotenza.
Riguardo a Torino non so se si tratta di un disastro causato da qualche imbecille, da scarsa attenzione nell’organizzazione, da una paura ormai generalizzata e pericolosa. Certo è che un bambino è gravemente ferito, e anche un adulto.  E quella gente ha urlato, ha calpestato, ha avvertito terrore.
Ho un momento di angoscia totale. Come siamo arrivat* a questo punto?