Nell’editoriale di questo Sito, mi dichiaro femminista e di sinistra. Ovviamente è una semplificazione: ci sono tanti femminismi e tante sinistre.

Mi chiedo se questo non significhi che s’è perso il nocciolo duro, di base, che definisce l’essere femminista e di sinistra.

Nei miei lavori sulle scritture delle donne, ho da sempre affermato l’esistenza di una serie di “differenze” (sociale, di classe, geografica, culturale…), seconde a quella sessuale ma non per questo meno importanti e con un peso non di poco conto.

Mi aspettavo però che le differenze, e dunque le articolazioni dei discorsi e delle ricerche, accettassero il punto di fondo del Movimento delle donne, che è quello ben individuato da Virginia Woolf: il recupero del significato di essere donne, la sua esplicitazione, la forza dei desideri, la vitalità del corpo femminile, la sua cultura.