Jane Austen

 

Nella storia della letteratura di tutti i tempi, Jane Austen si colloca senza dubbio tra le autrici più universalmente note, le più “universalmente” amate e soprattutto tra le più “universalmente” lette; la sua celebrità e la sua fortuna letteraria è tale ancora oggi al punto che sembra difficile poter parlare di lei senza scadere nell’ambito del già detto e del già conosciuto: tutto il suo mondo è stato indagato nei meandri e pressoché ogni aspetto della sua opera è stato, da sempre, minuziosamente studiato e ricondotto alle tappe della sua vita. E la sua vita è spesso inscindibile dalla sua opera; ogni romanzo ci invia echi della quieta esistenza di Jane nel suo sereno microcosmo familiare. Ripercorrendo i momenti della sua vita senza scosse, ci si accorge che non vi è alcuna traccia del mito letterario che caratterizza oggi questa autrice, autentico “patrimonio dell’umanità”.

 

La principale fonte di informazione biografica sulla celebre Austen è il vasto epistolario familiare e specie il centinaio lettere destinate alla sorella maggiore Cassandra, dal 1796 in poi.

Settima di otto figli, Jane nasce il 16 dicembre 1775 a Steventon, presso Basigstoke, nell’Hampshire, da una famiglia di scarsi mezzi, ma rispettabile; il padre è un pastore della Chiesa d’Inghilterra che sopperisce ai bisogni della numerosa prole facendo l’istitutore nella scuola del villaggio (senza, tuttavia, poter costituire una cospicua dote per le due figlie Jane e Cassandra, proprio come il Mr. Bennet di Orgoglio e Pregiudizio). Forse riflessa nelle pagine di Northanger Abbey, l’infanzia trascorre felice in campagna, nella profonda vicinanza alla sorella Cassandra, compagna di giochi da maschiacci e di studi frettolosi: Jane viene infatti istruita, prima, a Oxford presso una zia, Mrs. Crawley e dal 1785 entra alla Abbey Bording School di Reading (scuola che assomiglia alla casual school di Mrs. Goddard in Emma), ma il completamento dell’istruzione proseguirà, successivamente, a casa in famiglia. Jane impara a disegnare e a suonare il piano, e soprattutto a leggere, beneficiando dei cinquecento libri della biblioteca paterna. Avida lettrice di storie popolari e di romanzi del Settecento, comincia ad appassionarsi al novel, apprezzando specialmente il Sir Charles Grandison di Fielding e i romanzi di Fanny Burney (in particolare Cecilia da cui trarrà il titolo Orgoglio e Pregiudizio, e nel 1796 Camilla). I romanzi della Burney e di Mary Edgeworth saranno, infatti, ampiamente lodati nella sua Defense of the Novel e costituiscono un punto di influenza notevole per la narrativa della Austen.

Dal 1782 all’84 la Austen family mette in scena diverse commedie amatoriali presso l’oratorio di Steventon e dal 1787 l’attività teatrale si fa più intensa, grazie all’iniziativa della sofisticata cognata Eliza de Feuillide; Jane, tuttavia, non sembra apprezzare il teatro e il suo ambiente, (come più tardi lascerà intendere nel romanzo Mansfield Park) e si dedica alle parodie delle opere letterarie e all’umorismo: sono infatti del periodo 1787-1793 i primi juvenilia scritti per divertimento e destinati all’ambito familiare e agli amici, come il romanzo Love and Friendship e, dal 1795 al 1799, anche le primissime versioni dei suoi celebri novelsSense and Sensibility (Ragione e Sentimento, che originariamente intitola Elinor and Marianne), Pride and Prejudice(Orgoglio e Pregiudizio che si intitolava First Impression), Northanger Abbey (L’abbazia di Northanger) e Lady Susan. Nel 1797, il padre Gorge, notando le capacità della figlia, cerca di fare pubblicare First Impression/Pride and Prejudice, ma l’editore non esamina neppure il manoscritto e rifiuta la proposta.

I libri di Jane sembrano rimanere solo un piacevole svago per parenti e amici e la vita prosegue nella tranquillità domestica; le sue lettere raccontano di balli e di feste nell’Hampshire, di qualche visita a Londra, a Southampton e a Bath, “a caccia di marito”, come riferisce malignamente una certa Mrs. Mitford (“the prettiest, silliest, most affected, husband-hunting butterfly she ever remembers” “la farfalla a caccia di marito più graziosa, più sciocca e più pretenziosa che mai ricordi”). In realtà, l’atteggiamento della giovane in pubblico pare piuttosto discreto e defilato e le frequentazioni non vanno aldilà degli amici di famiglia; dopo qualche breve simpatia, nel 1795, Jane ha un fugace flirt, ricambiato, con Thomas Lefroy, cugino irlandese della cara amica Mrs. Anne Lefroy. Il 14 gennaio 1796, a vent’anni, scrive alla sorella Cassandra:

 

At length the day is come on which I am to flirt my last with Tom Lefroy, and when you receive this it will be over. My tears flow at the melancholy idea.

“ Alla fine è giunto il giorno in cui civetterò per l’ultima volta con Tom Lefroy e quando riceverai questa (lettera) sarà finita. Ho le lacrime agli occhi alla malinconia dell’idea.”

Il disincato è forse motivato dal fatto di sapere che Lefroy non la sposerà, per via della scarsa dote e Jane si chiude nella stretta cerchia familiare, nonostante gli sforzi di Mrs Lefroy per combinare un altro fidanzamento con il pastore Samuel Blackall.

Nel 1800 la famiglia Austen decide di trasferirsi a Bath. Pur non amando Bath, la permanenza è serena e le lettere riferiscono di vacanze al mare e di estati miti. Nel corso di una vacanza nel Devonshire si verifica un misterioso episodio, “romantico” da romanzo, forse l’unico avvenimento che realmente scuote la vita della scrittrice. Cassandra racconta di aver incontrato, nei pressi di Lyme, un giovane innamorato di Jane e intenzionato a sposarla, ma poco dopo prematuramente scomparso, lasciando alla Austen l’ennesima delusione. Non si hanno altri dettagli circa questo incontro e non si sa quanto questa vicenda possa aver influenzato Jane e la sua mente creativa; sembra, però, che buona parte di questa misteriosa esperienza sia ricreata nel romanzo Persuasion e nelle vicende della protagonista Anne Ellinot. Il 2 dicembre 1802, durante un soggiorno a Manydown, presso la famiglia Bigg con Cassandra, Jane riceve una proposta di matrimonio da Harris Bigg-Whiter, di sei anni più giovane, e accetta, pur non avendo il minimo interesse, ma il giorno dopo ci ripensa, rompe la promessa e, con l’imbarazzo delle famiglie, decide di tornare a Bath con la sorella. Né Jane né Cassandra si sposeranno.

Nel 1803 l’editore Crosby acquista dalla Austen i manoscritti di Northanger Abbey per la miserabile cifra di dieci sterline, ma il romanzo non verrà pubblicato che quattordici anni dopo; nello stesso anno lavora al racconto The Watsons ma lo interrompe e non ne resta che qualche frammento. Alla morte del padre, nel gennaio 1805, la situazione finanziaria della famiglia (ormai composta soltanto dalle due sorelle e da Mrs. Austen) si fa critica. Grazie all’intervento dei fratelli e delle cognate, Jane riesce a trasferirsi prima a Clifton poi a  Southampton, nell’autunno 1806, lasciando con gioia Bath (a Cassandra scrive: “what happy feelings of escape!”). Nel 1809 torna, con la madre e Cassandra, nei luoghi d’infanzia dell’Hampshire e si stabilisce a Chawton, villaggio vicino a Steventon. Qui riassume tutta la sua attività letteraria: revisiona Ragione e Sentimento, accettato per la pubblicazione nel 1810 e, grazie al fratello Henry e alla cognata Eliza, apparso anonimo nell’ottobre 1811 con la firma “by a Lady”. Il libro è un successo e guadagna centoquaranta sterline. Incoraggiata, revisiona e appronta per la stampa anche Orgoglio e Pregiudizio, che esce nel gennaio 1813 presso l’editore Egerton.

Intanto, pur sforzandosi di mantenere l’anonimato, comincia a trapelare la sua identità di autrice, prima nota solo alla famiglia; nel 1814, ancora presso Egerton, pubblica anche Mansfield Park, che è esaurito in sei mesi. Comincia allora un nuovo romanzo Emma, pubblicato, ancora anonimo, nel 1815 da John Murray, che le vale le lodi di Walter Scott, dalle pagine della “Quaterly Review”. Sulla strada ormai collaudata delle pubblicazioni e aiutata nelle trattative editoriali dal fratello Henry, nell’agosto 1816 Jane fa stampare Persuasion. In questo periodo appaiono anche i primi segnali di malattia (forse il morbo di Addison) che, nell’aprile 1817 la costringono ad interrompere la stesura di Sanditon e, il 24 maggio, a trasferirsi a Winchester per curarsi.

A Winchester Jane Austen muore il 18 luglio 1817, all’età di quarantuno anni. Sepolta nella Cattedrale di Winchester il 24 luglio, è ricordata nell’epigrafe, convenzionale, solo per l’umiltà cristiana e la dolcezza d’animo (“the benevolence of her heart, the sweetness of her temper”) senza alcuna menzione del suo lavoro letterario; solo un’allusione “to the extraordinary endowments of her mind”, alle straordinarie doti intellettuali, ma niente più di un modesto ricordo.

La modestia e la discrezione furono la cifra di tutta la vita di Jane Austen e sono trasfuse nelle sue storie di rapporti familiari e di tormentate quanto silenziose esistenze domestiche, quasi inosservate, come fu la sua parabola artistica e biografica. Probabilmente, se avesse continuato a scrivere e a pubblicare avrebbe potuto diventare realmente celebre, benché lei stessa non apprezzasse gli effetti della fama e dell’interesse attorno alla sua opera. Northanger Abbey e Persuasion saranno pubblicati postumi a cura del fratello Henry e il resto della famiglia Austen comincerà a rendere nota la sua identità di scrittrice e il merito letterario dei suoi romanzi, creando un vero e proprio mito, giunto incrollabile ai giorni nostri.

 

Opere:

  • Sense and Sensibiliy (1811)
  • Pride and Prejudice (1813)
  • MansfieldPark (1814)
  • Emma (1816)
  • Northanger Abbey (1817, postumo)
  • Persuasion (1817, postumo)

Bibliografia:

Veramente sterminata è la bibliografia su vita e opere della Austen e numerose sono le Jane Austen societies nel mondo. Segue qui una selezione personale dei principali studi.

  • Austen-Leigh, J.E., A Memoir of Jane Austen, London, Bentley (1870).
  • Austen-Leigh, W. Richard A., Jane Austen, Her Life and Letters: A Family Record, (1913) revised and enlarged by Dierdre Le Faye. Jane Austen: A Family Record, The British Library (1989).
  • Bradbrook, F.W., Jane Austen and her Predecessors, Cambridge, Cambridge University Press (1966).
  • Burrows, J., Computation into Criticism: A Study of Jane Austen’s Novels, and an Experiment in Method, Oxford, Oxford University Press (1987).
  • Butler, M., Jane Austen and the War of Ideas, London, Clarendon Press (1987).
  • Cecil, D., Portrait of Jane Austen, London, Penguin (1978).
  • Craik, W.A., Jane Austen: The Six Novels, London, Methuen (1965).
  • Craik, W.A., Jane Austen in her Time,  London, Nelson (1969).
  • Fergus, J., Jane Austen and the Didactic Novel, Cambridge, C.U.P. (1983).
  • Grey, J. D., ed., A. Walton Litz, B. Southam, The Jane Austen Companion(with A Dictionary of Jane Austen’s Life and Works by H. Abigail Bok), London, Macmillan, (1986).
  • Grey, J. D., ed. Jane Austen’s Beginnings: The Juvenilia and Lady Susan,UMI Research Press (1989).
  • Heath, W., Discussions of Jane Austen, New York,D.C. Heath (1961).
  • Jenkins, E., Jane Austen: A biography, Gollancz (1938).
  • Johnson, C.L. Jane Austen: Women, Politics, and the Novel, (1988).
  • Kirkham, M., Jane Austen, Feminism and Fiction, London Harvester Press / Barnes & Noble (1983).
  • Lascelles, M., Jane Austen and her Art, Oxford University Press (1939)/(1954).
  • Laski, M., Jane Austen and her World, Oslo,Viking (1969).
  • Leavis, F.R. The Great Tradition, London, Chatto and Windus (1947).
  • Le Faye, D. ed. Jane Austen’s Letters, 3rd. ed. Oxford University Press (1995).
  • Mudrick, M., Jane Austen: Irony as Defense and Discovery, Los Angeles,University of California Press (1952).
  • Nicolson, N., The World of Jane Austen, London, Weidenfield and Nicolson (1991).
  • Southam, B.C., Jane Austen: The Critical Heritage, London, Routledge & K. Paul (1968); vol. 2 1870-1940(1987).
  • Southam, B.C., ed. Jane Austen: Sense and Sensibility, Pride and Prejudice and Mansfield Park: A Casebook, Macmillan (1976).
  • Southam, B.C., ed. Northanger Abbey and Persuasion: A Casebook, Macmillan (1976).
  • Tanner, T., Jane Austen, London, Macmillan (1986).
  • Thompson, J.P., Between Self and World: The Novels of Jane Austen, (1988).
  • Tucker, G., Jane Austen the Woman: Some Biographical Insights, London, St. Martins (1994).
  • Watt, Ian, ed. Jane Austen: A Collection of Critical Essays, (1963).
  • Weldon, F., Letters to Alice on First Reading Jane Austen, Edimbrugh, Michael Joseph (1984).
  • Wilkes, B., Jane Austen, London, Hammond (1978).
  • Woolf, V., “Jane Austen at Sixty”, Nation, vol. XXXIV (15 December 1923), p.433.

 

Per i testi principali, lo stato degli studi  e le più varie curiosità sul mondo Jane Austen si rimanda al sito www.jasa.net.au della Jane Austen Society of Australia, a www.janeausten.comsito del centro Austen di Bath.

Loredana Massa