Forse è vero che non esiste più destra e sinistra. E questo perché, sebbene tanti si riferiscano ai “valori”, ormai l’uso di questi termini è solo per indicare partiti (sempre più simili) e non visioni del mondo.

Per me il punto è: da che parte stai. Da quale punto di vista e con quali obiettivi guardi le persone e il mondo, cioè: la guerra, la violenza, la povertà, e lo strapotere, la crudeltà, l’egoismo.

Io da sempre sto con quell*definit*perdenti, e che sono invece sconfitt* e calpestat* da logiche orrende. Ma tra quest* ci sono tantissime e molti che affrontano problemi e cercano di scioglierli, il che è già tanto.

Credo ancora a una forma di materialismo (?) che mostra con sempre maggiore evidenza le contraddizioni di questa realtà, e credo agli spiriti liberi e generosi di tant*, e  credo nella cultura, non come accumulo di dati neutri, ma come capacità e felicità di leggere il mondo, e farlo.

Il punto  è scovare spazi e modi affinché  essa ricrei un immaginario non sconfitto ma critico e propositivo. E soprattutto fiero.