Sulla porta dirai che
sei solo di passaggio
Altre volte l’hai fatto – poi
ti sei allontanata
salutando

Ora è diverso –
lo vedo dalle spalle
e sul tuo viso
lo avverto nel mio corpo
nel mio cuore
nel profumo dei pomodori
che – chissà attraverso quali strade –
sulla mia terrazza
sono nati

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Ti avvolgi nei rami dell’ulivo
voli tra nuvole stracciate
su tetti e vecchie case
accogli nei capelli uccelli vagabondi
bevi questo mare amato
diventato crudele e indifferente
salti da una sponda all’altra
scartando richiami di sirene e cenni
astratti di buona volontà

E finalmente oggi
piangi tutte le lacrime del mondo
urli il dolore atroce che feroce
divora quel che resta della notte
ti armi come non hai mai fatto
con pugnali bombe con stiletti
mitra a raffica e scudisci
e vai allo scontro minacciosa
tremenda nella collera

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Non è pranzo di gala né pizzetta al forno
o un buon gelato
e neanche marciare insieme per un nuovo mondo
o disquisire tracciando divisioni

Riavvolgersi e ricominciare
– tenerezza occhi asciutti –
ciascuna sfida quotidiana conta
a scavare l’anima e il tramonto

Contare passi sull’acqua e affogamenti
le scomparse le disperazioni
nutrirsi di ciò che la felicità disegna
sul volto di chi ti passa accanto

e in qualche modo ottenere che il bambino
provi la passione che la bambina
cammini a testa alta curiosando intorno
e quella vecchia s’incanti nei ricordi

Rivolgersi con riguardo a piante e animali
zufolando un motivetto di qualche anno fa
sgambettare sulla terrazzetta e
spiccare il volo verticale

i traditori in libertà nutrono rivoluzioni

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Puntuale ti presenti
al consueto appuntamento
Schiva ti fermi dietro l’angolo
fingendo esitazione d’incertezza

Sai che è sospeso il definitivo
incontro – pure ti piace segnalare
che ci sei e ammonire che
non tutto si è risolto

E io sorrido maliziosa e soddisfatta
Ho ritrovato tante cose: da fare
da seguire costruire e amare
Per ora t’ho sconfitta

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A una a una tiri fuori dal sacchetto
pietrine raccolte dalla sabbia
del tuo mare
perline di zucchero carpite
a labbra golose e innocenti
fili d’oro creati dalla luna su rami
di alberi innevati
e le parole: di amore di protesta
di felicità

Meticolosa numeri i tesori
senza etichette e apparentemente
alla rinfusa
e ancora frughi – dita inanellate –
per dimenticanze eventuali: un vecchio amore
una passeggiata con le amiche
una corsa – fiato in gola
martellio di cuore falcate da atleta
incoronata