Juana de Ibarbourou

Pseudonimo: 
Secolo: XIX
Nascita: 08/03/1895
Luogo: Melo, Cerro Largo
Professione: 
Opere:

  • Las Lenguas de Diamante,Buenos Aires 1918 e la famosa ed. Maximino Garcia, Montevideo, 1923.
  • Raíz salvaje,Maximino Garcia, Montevideo, 1923.
  • La rosa de los vientos,Montevideo y Buenos Aires, Palacio del Libro, 1930.
  • Chico Carlo,Montevideo, Barreiro y Ramos, 1944.

Bibliografia:

  • Mesquets, Sara, Tríptico lírico:Sobre Alfonsina Storni, Gabriela Mistral y Juana de Ibarbourou,Buenos Aires, Faro, 1994.
  • Crow, Mary, Woman Who Has Sprouted Wings: Poems by Contemporary Latin American Women,Pittsburgh: Latin American Literary Review Press, 1988.
  • Gander, Forrest, Mouth to Mouth:Poems by Twelve Contemporary Mexican Women, Minneapolis, Milkweed Editions, 1993.
  • Kanellos, Nicolás, Short Fiction by Hispanic Writers of the United States,Houston, Arte Público Press, 1993.

Siti internet:
members.tripod.com/Heron5/poets/juana.htm
members.tripod.com/~poesialat/ibarbo.html
http://www.encyclopedia.com/printablenew/22796.html

Presentazione: Poetessa uruguayana (Melo, Cerro Largo, 1895-Montevideo 1979). Nata l’8 marzo da madre di antica stirpe lusitana e da un basco. Nella lirica femminile ispano-americana la poesia di Ibarbourou occupa un posto di rilievo, come espressione poetica della vita appassionata. La sua lirica ha attraversato varie fasi, dalla spontaneità e l’aperto erotismo dei suoi primi libri (El Cántaro Fresco, L’anfora fresca, 1920), all’ultimo sereno intimismo (cfr. le raccolte Romances del destino, Romanze del destino, 1954), che discende dalla conversione al cattolicesimo, attraverso una fase intermedia surrealista, visibile in La rosa de los vientos (La rosa dei venti, 1930). Nel 1929 nel Salón de los Pasos Perdidos del Palacio Legislativo, un gruppo di artisti e diplomatici ha proclamato la poetessa Juana de America. L’autrice ha pubblicato anche cinque opere di teatro per bambini (Los sue os de Natacha, I sogni di Natascia,1946). Del 1968 sono le poesie de La pasajera (La passeggera). Presso la biblioteca dell’università di Stanford sono conservate 2100 lettere appartenute all’autrice (1910-57) e ricevute o inviate dall’America del Sud, dalla Russia, dalla Francia e dalla Spagna.

                                                                       Allegra Alacevich