A VIVA VOCE – Portiamo i libri nelle case (1993)

                                                            

Premessa

Tra le questioni più gravi che ci tocca registrare in questo difficile momento, c’è l’attacco alla nozione di cultura e di storia. Quello che per anni abbiamo temuto, oggi viene attuato apertamente.
E’ da qualche tempo, infatti, che si va affermando una nozione di cultura tutta fondata sull’apparenza e sull’immagine veloce, da consumare in fretta e con superficialità, una cultura cioè che non crea esperienza, tradizione, memoria, ma che anzi, in nome del consumismo più squallido, nega valore a questi elementi e rende sempre più indifesi i giovani e gran parte della popolazione, diffondendo inoltre una visione del mondo così violento e nemico da spingere ciascuno a rinchiudersi nella forma più gretta di egoismo e di egocentrismo.
Tutto ciò può avvenire anche perché le grandi opere di narrativa, di storia, di poesia, di arte, significative, oltre che per se stesse, anche al fine della rappresentazione di contesti complessi, vanno progressivamente scomparendo, tranne ovviamente le eccezioni, e dunque non costituiscono più parte dell’immaginario collettivo. Al loro posto, sempre a parte le rare, circoscritte e luminose eccezioni, c’è su vasta scala un impoverimento della scrittura e di altre forme di linguaggi creativi (e non), che abbassa ancora di più il livello delle aspettative dei più accorti e che incoraggia l’ignoranza dei più.
Il nostro immaginario non più nutrito da libri, racconti, storie che, sia pure a volte moralisticamente o astrattamente, esaltavano comunque certi valori che ci hanno formato e per l’affermazione dei quali noi lavoriamo, è ora nutrito e costruito da storie tutte americane (e della peggiore specie) dove i valori fondamentali sono il danaro, il successo, l’abilità della menzogna, la violenza eccetera.
La cosa più grave è che nell’immaginario collettivo va progressivamente perdendo consistenza non solo la nozione di onestà, di pace, di eguaglianza, di libertà, di accettazione delle differenze e anzi di valorizzazione di esse affinché esse costituiscano ricchezza (tutti concetti che sembravano, almeno per una parte consistente della popolazione, affermati e posseduti per sempre), ma la stessa nozione di immaginazione che è strumento di progresso e tramite di costruzione dell’immaginario collettivo.
L’immaginazione, non più vissuta come creatrice di progettazione, come liberatrice di forze produttive, anche intellettuali, è relegata ad una mera capacità di sognare astrazioni o beni di consumo assolutamente superflui. Esistono ormai solo modelli ai quali uniformarsi e si restringe sempre più la possibilità di costruire esempi, di sperimentare e di sperimentarsi.
E’ anche a causa di tutto ciò che è arrivata ad un livello inaccettabile l’esclusione progressiva di chi non possegga i requisiti richiesti dai tempi e dagli spazi della nostra civiltà: coloro che non sono giovani-belli-sani-forti-ricchi-potenti-famosi, oltre che naturalmente bianchi (e si noti il plurale maschile usato alla lettera) hanno sempre maggiore difficoltà di ritagliarsi una vivibilità decente. La stessa cancellazione o distorsione di tappe storiche è dovuta alla volontà punitiva nei riguardi di chi metteva (e mette) in discussione tali gerarchie.
Di fronte la crisi economica che invade il nostro paese ( e non solo) si insiste a non mettere al centro di un’azione riformatrice la messa in discussione dei criteri e dei modelli di sviluppo, oggi in crisi profonda eppure ancora con una capacità di affascinazione, e non si riflette seriamente sul fatto che una grande ricchezza poco sfruttata e poco valorizzata, del nostro Paese e soprattutto del nostro Sud d’Italia, è la risorsa culturale nelle sue varie manifestazioni.
Per noi invece le cose sono intrecciate: la cura, l’attenzione, la dignità del vivere sono causa e conseguenza di un totale reale rinnovamento.
Molti di noi vivono nel mondo della scuola, hanno figli, conoscono le grandi qualità dei nostri giovani e le loro pericolose, e spesso indotte, tendenze alla superficialità. La mortificazione delle capacità, non educate, non sfruttate, porta quasi inevitabilmente al non uso di sé, alla disistima di sé, a una nozione precaria, di solitudine o di branco che è sempre più tipica dei nostri tempi..
C’è quel “quasi” che ha retto finora e che però diviene sempre più evanescente. Eppure tutti noi conosciamo tanti giovani e non che continuano a lavorare e a cercare il modo di rappresentare se stessi e il mondo al quale vogliono appartenere. Sorretti da idee, da cultura, certo, ma anche da un minimo di sicurezza economica, molti continuano testardamente a inventarsi strumenti di analisi, analisi, attività, progettualità, ricerche.
Sto dicendo che, anche in questa situazione che appare compattamente disastrosa, esistono gli spazi di intervento e di attività che vengono usati da donne e da uomini per produrre cultura e per trasmetterla, per costruire relazioni significative tra le persone e affermare anche e ancora la gioia di vivere e di operare secondo le proprie convinzioni e le proprie scelte.
Di fronte questo elenco di negatività, in cui è compresa la scarsa attenzione da parte del mondo della scuola ad educare alla lettura, al piacere del testo, al senso della parola scritta, al valore formativo e informativo della lettura, cresce, accanto al disagio, anche la volontà di invertire questa tendenza, elaborando comportamenti e modelli che, senza avere la presunzione di risolvere problemi , investano su tempi lunghi ma a partire da oggi.

Il Progetto

Il ProgettoA VIVA VOCE \ Portiamo i libri nelle case” nasce appunto da considerazioni che attengono soprattutto ai seguenti fenomeni:
– il dilagare di una cultura tutta fondata sull’apparenza e sull’immagine veloce, da consumare in fretta e con superficialità, con la conseguente scomparsa progressiva dei lettori e con il contemporaneo scadimento della scrittura
– l’aumento della disoccupazione intellettuale che contribuisce al calo di tensioni etiche e culturali nella progettualità dei giovani riguardo il futuro
– il progressivo abbassamento del livello di vivibilità e in particolare la solitudine e l’abbandono degli anziani, dei malati, delle persone sole e la malinconia e la depressione che invadono fasce sociali di tutti i livelli e di tutte le età
– la crisi delle attività che dipendono dalla fortuna del libro con la conseguente crisi economica del settore (editori, librai…), e loro snaturamento per inseguire la “vendita”.

Noi abbiamo pensato A VIVA VOCE appunto come una delle possibilità di intervento su questi fenomeni, che li unifichi, ne mostri le connessioni profonde e non accidentali e si offra aperto alle possibilità di ulteriori sviluppi ed articolazioni.
Ricordando il piacere che sentivamo da bambini ad ascoltare storie, lette o a memoria, da parte della nonna, della mamma, del padre, ed essendo convinti che quell’ascolto abbia inciso sul nostro successivo gusto alla lettura, abbiamo immaginato il Progetto “A VIVA VOCE – Portiamo i libri nelle case”, che mira a creare una Rete di lettrici e di lettori che, su richiesta, vadano a leggere un libro a malati, anziani, bambini, a persone sole, nelle loro case, negli ospedali, negli ospizi, dovunque si possa creare un luogo di ascolto. Con la loro presenza e con la lettura a viva voce, essi interrompono il senso di isolamento, creano un rapporto interpersonale, recuperano o instaurano il piacere della lettura e dell’ascolto, ridando valore a gesti e a consuetudini che noi amiamo e che riteniamo importanti.
La Rete di lettrici e di lettori, una volta attuato, può dimostrare che la cultura, il suo buon uso, contrasta la condizione di egoismo e di solitudine, di malinconia, di abbandono e di inutilità che vivono i più sfortunati proprio (e anche) perché crea lavoro (la professione del lettore, l’incentivazione delle attività legate alla produzione del libro, dall’impulso alla creatività alla tipografia).
La professione del lettore ripropone la centralità del libro e la mentalità che l’uso dei libri produce, cioè la centralità del valore formativo della giusta tradizione culturale e della memoria storica. Attira l’attenzione sulla straordinaria capacità dei segni della scrittura e dei suoni della parola, capacità di crear immagini, cioè di dar vita all’immaginazione. Ripropone un piacere, che molti di noi hanno goduto, che è quello dell’ascolto, vale a dire quello dell’attenzione e della cura nei riguardi del mondo che ci circonda.
Una volta attuato in tutte le sue potenzialità, il Progetto dunque realizzerebbe più aspirazioni:
– quella culturale, di riaccostare alla parola scritta, alle grandi e piccole opere di letteratura, tramite il fascino dell’ascolto e tramite il rapporto umano tra chi legge e chi ascolta.
– quella sentimentale (non amiamo i termini “solidarietà, solidaristico…” inflazionati e svuotati di senso in questo periodo) di contribuire ad una migliore qualità della vita per tutti, combattendo la solitudine e il senso di abbandono avvertito da tanti più deboli e sfortunati (anche in senso culturale), proponendo nello stesso tempo qualcosa di godibile, di utile, di formativo (anche per gli attori di tale servizio)
– quella economica-imprenditoriale (sempre con risvolti culturali) grazie all’incentivazione di tutte le attività (dalla scrittura alla pubblicazione, alla promozione del libro) connesse alla cultura scritta, che verrebbe dunque rilanciata su tempi lunghi, e in più grazie alla creazione di nuove figure professionali e dunque di nuovi posti di lavoro.
Portare i libri nelle case (negli ospedali, negli ospizi…) significa mettere al primo posto il senso di comune appartenenza alla società che ciascuno di noi contribuisce a costruire, negando (e\o ridimensionando) i modelli esteriori, i prototipi sbandierati dalla peggiore cultura di massa dei giovani-belli-forti-potenti-sani-ricchi, quali unici ad avere diritto alla vita. E significa anche dare impulso alla riappropriazione della migliore tradizione della produzione letteraria, riattribuendole una autentica ragione d’essere. Infine significa creare un lavoro qualificato anche dal punto di vista dell’utilità sociale.

Anna Santoro (1993)

Il Progetto negli anni successivi si è mosso su queste tre direttive:

  • lavoro di ricerca e di visibilizzazione del libro (e della produzione culturale anche di altri linguaggi: video, musica, teatro,…), con incontri di approfondimento (seminari, convegni) per una idonea documentazione bibliografica, e con momenti di lettura (“Il suono della parola” e “Il piacere dell’ascolto”) nei luoghi deputati (scuole, Biblioteche, Teatri, eccetera) e fuori di essi (strade, piazze, bar, circoli, mezzi di trasporto: es. Il libro parlante, Letture sui mezzi…)
  • creazione della nuova figura professionale del “lettore di professione”, organizzando Laboratori di lettura e insegnando così, grazie a varie competenze (logopedia, dizione e articolazione, analisi testuale, informazioni bibliografiche…) a leggere bene a voce alta e a recuperare il piacere dell’ascolto
  • offerta di un servizio, fornito da una rete di lettrici e di lettori di professione, che, su richiesta, vadano a leggere un libro (es.: “Qualità della vita”, “Estate in solitudine?”) a malati, anziani, bambini, a persone sole, nelle loro case, nelle scuole, negli ospedali, negli ospizi, dovunque si possa creare un luogo di ascolto. Con la loro presenza e con la lettura a viva voce, essi interrompono il senso di isolamento, creano un rapporto interpersonale, recuperano o instaurano il piacere della lettura e dell’ascolto, ridando valore a gesti e a consuetudini che noi amiamo e che riteniamo importanti….”

Il Progetto A VIVA VOCE gode del Patrocinio del Comune di Napoli dall’anno 1994.

L’ARABA FELICE
Associazione culturale
C.so Vitt. Emanuele 421
80135 Napoli – tel. 5492007
Alla cortese attenzione di
Ing. Renato Muratori,
Direzione Generale ANM

L’Associazione culturale L’ARABA FELICE, vista l’ottima riuscita della manifestazione “Il libro parlante 2000- Percorsi di lettura sui mezzi a rotaia”, realizzata in collaborazione con il Comune di Napoli e l’ANM, nel mese di Febbraio, proseguendo nell’attuazione del Progetto A VIVA VOCE – Portiamo i libri nelle case, propone
                                              A VIVA VOCE : Letture in viaggio
 
           Il libro é vita, immaginazione, libertà, suono, Potere per poter fare, piacere.
Restituiamo alle nostre strade, alle nostre piazze, ai nostri quartieri, il suono, la magia, il fascino della parola perché essa dalle nostre strade, dalle nostre piazze, dai nostri quartieri é nata.
Sui mezzi di trasporto si trovano quotidianamente donne e uomini della nostra città, di tutti i ceti, di tutte le categorie lavorative, di tutte le età. La risposta alle Manifestazioni di Febbraio è stata davvero ottima e ci incoraggia a proseguire nella scelta di questi spazi per coinvolgere le persone nel piacere dell’ascolto di testi opportunamente scelti.
Inoltre l’ANM si porrebbe come Azienda sensibile all’attesa culturale dei cittadini e aggiungerebbe un altro elemento alla qualità del suo servizio.
Abbiamo così pensato per ora a due possibilità di intervento, da analizzare e discutere insieme:

  • percorrere i tracciati dei mezzi a rotaie, scegliendo un percorso modello: Metropolitana, Funicolari… o percorsi di lungo tratto come Cumana, Circumvesuviana…
  • installare interventi di lettura nelle Stazioni.

Lettrici e lettori di professione e di eccezione, accompagnati da musicisti, leggono brevi racconti, stralci di testi teatrali, incipit di romanzi, pagine scelte, coinvolgendo, dove sia possibile, le ascoltatrici e gli ascoltatori in un ruolo attivo e propositivo.
Ringraziando dell’attenzione, restiamo in attesa di comunicazioni.
Anna Santoro
Presidente dell’Araba Felice
Ideatrice e coordinatrice di
A VIVA VOCE

Guerra, primo numero della Collana Le Preziose, a cura di Anna Santoro, edito da Intramoenia, prodotto dall’Araba Felice con la collaborazione dell’Assessorato alla cultura della Regione Campania, dell’Istituto Campano per la Storia della Resistenza, dell’Associazione culturale Dimensione Polifonica, del LeadStudio.com, assieme al libro con Prefazione di Franco Cavallo, presenta il Cd, della durata di circa un’ora, con musica e produzione artistica di Francesco Forni, e raccoglie i testi letti dalle autrici e dagli autori: Daniela Attanasio, Carla Bertola, Tomaso Binga (Bianca Menna), Franco Cavallo, Fabio Ciriachi, Francesco Forni, Barbara Gabotto, Massimo Giannotta, Giacomo Guidetti, Maria Iatosti, Mario Lunetta, Giorgio Luzzi, Luciano Pennino, Maria Pia Quintavalla, Anna Santoro, Antonio Spagnuolo, Adam Vaccaro, Alberto Vitacchio. Maria Inversi legge un testo della poeta irachena Amal al-Juburi.
Guerra è stato presentato a Napoli, a Galassia Gutemberg, nello spazio delle Manifestazioni per la Pace curate dalla Regione Campania, il 14 Febbraio alle ore 11,30. Successivamente, sempre a Napoli, al Caffè Liberty, il 21 Marzo, in occasione della Giornata mondiale della Poesia, da Biagio Coscia, Anna Santoro, Guido D’Agostino, Gordon Poole.
Sara presentato il 7 Maggio all’Istituto per gli Studi Filosofici, ore 17,30, da Annamaria Crispino, Antonietta De Lillo, Anna Santoro, Pasquale Scialò.
Guerra è regalato alle scuole che ci accolgono per presentare il Cd, leggere poesie e aprire una conversazione sulla guerra.
Primo appuntamento è stato mercoledì 3 Aprile al Liceo Panzini di Napoli.
Appunti di riflessioni:

  • La guerra appartiene ad una cultura nella quale le donne non si sono mai riconosciute.
  • La guerra è violenza, è distruttiva e autodistruttiva. Gli uomini sono mandati senza sapere bene il perché, donne e bambini sono travolti ignari e innocenti. Ma c’è di più (se è possibile): la guerra abitua alla violenza, alla morte. I paesi che sono in guerra da tanto tempo non ricordano più cosa sia la pace. L’idea di “vita” cambia….
  • La “guerra guerreggiata”, quella per esempio che sta invadendo il mondo (Afghanistan, Israele, Palestina, eccetera…) non è qualcosa che sta lì, fuori di noi, punto. Non è qualcosa su cui unicamente ed eventualmente discutere, da accettare o rifiutare, da farci soffrire o altro.

La guerra agisce sul cuore e sulle azioni di tutti, nasce dal cuore e dalle azioni di tutti.

  • Dovremmo tutti interrogarci sui nostri comportamenti, sulla politica che portano avanti i nostri governanti, sulla scuola che ci viene proposta, sull’etica che nutriamo nella nostra società, sulla violenza delle immagini e dei discorsi dei massmedia
  • Dall’interrogazione del mondo e di sé nasce la poesia.
  • I poeti, intendo gli artisti della scrittura, della musica, dell’immagine, del gesto, eccetera, questo fanno (alcuni di essi: altri hanno altri modelli poetici). Rappresentano ciò che vedono, raccontano il proprio sguardo, mettono a fuoco una tessera di questa cosa troppe volte banalizzata e racchiusa in categorie, e invece misteriosa che è il mondo.
  • Per questo credo sia importante che anche in questa occasione essi parlino, siano presenti.

Forse non servono, come pensano alcuni. Forse sì, se riescono a incontrare l’attenzione di chi li ascolta, li legge, li guarda. In ogni caso, per fortuna esistono. Per fortuna scrivono dell’indignazione, della tragedia, e ci aiutano a riflettere, a cambiare, come ogni gesto artistico dovrebbe fare (dal libro alla musica, al cinema….), come ci fa cambiare guardare il mondo.
Ma andiamo a Guerra.

  • Ho pensato alla collana Le preziose da tempo, e nel Marzo del 2000, l’abbiamo progettata come una delle attività importanti dell’Araba Felice.
  • La Collana prevede la stampa (libro e Cd) di opere del passato, inedite o rare, o del presente, anche esse inedite o messe insieme attorno a un tema forte. Il Cd, ricollegandosi e facendo tesoro del lavoro che da anni porta avanti l’Associazione, sia sulla Lettura al alta voce, sia sulla relazione di vari linguaggi (scrittura, voce, musica, immagini…) presenta non testi accompagnati da musica, ma testi e musica.
  • La musica è un elemento centrale della Collana: il suono degli strumenti, delle voci, delle parole, nel Cd si fonde, facendo sì che più linguaggi, in piena autonomia permettano il recupero del piacere e dell’utilità della capacità di ascolto.
  • Guerra è nata dalle vicende che si sono verificate subito dopo l’11 settembre. Allo sgomento di fronte a un atto di inaudita violenza, si è risposto, da parte delle Potenze, con la guerra. I poeti e le poete, presenti in Guerra, sono contro questa scelta.
  • Per la scelta delle autrici e degli autori, sono stata guidata sia dalla stima nei riguardi della loro produzione poetica e musicale, sia perché si tratta di ‘persone’ che hanno subito preso posizione contro la ‘guerra infinita’.
  • Guerra è l’avvio di una riflessione e può essere l’avvio per una relazione tra chi si pone il problema del rapporto tra arte e politica, tra rappresentazione ed emozione, tra linguaggi creativi e presenza nel mondo, tra rappresentazione poetica e analisi critica. E può essere un contributo alla riflessione sulla guerra, sulla cultura contemporanea e su se stesse, che le donne, artiste e intellettuali, stanno oggi facendo.
  • Portare Guerra nelle scuole può essere un modo di aprire un approfondimento su questi temi e soprattutto sulla guerra.

Portare Guerra nelle scuole significa ragionare sul fare poesia.

L’ARABA FELICE
Associazione culturale
C.so Vitt. Emanuele 421
80135 Napoli – tel. 081/5492007
All’Assessorato Istruzione e Cultura
della Regione Campania

L’Associazione culturale L’ARABA FELICE, regolarmente inserita nella Tabella regionale degli Enti di rilievo (e nell’Albo delle Associazioni del Comune di Napoli), proseguendo nell’attuazione del Progetto A VIVA VOCE – Portiamo i libri nelle case, per l’Autunno 1999, propone:
                                      A VIVA VOCE : IL LIBRO PARLANTE  
                                         terzo appuntamento : il ’99 e dintorni
 
Il libro é vita, immaginazione, libertà, suono, Potere per poter fare, piacere.
Il Progetto A VIVA VOCE : Il Libro Parlante nasce dal desiderio di restituire alle strade, alle piazze, ai quartieri della nostra Regione, il suono, la magia, il fascino della parola perché essa dalle nostre strade, dalle nostre piazze, dai nostri quartieri é nata.
La Manifestazione avrà luogo in alcune città e cittadine della Campania, a cominciare da Napoli, Castellammare, Avellino, e anche in piccoli centri riconosciuti per le loro bellezze naturali e per le loro forti tradizioni culturali. Si avvarrà, lì dove sarà possibile, della collaborazione di altri Enti e Istituzioni e soprattutto delle scuole che già in altri anni hanno dato entusiastica adesione e presenza nutrita (nel 1998, hanno partecipato circa 15.000.000 studenti e studentesse) e sarà articolata in serate e/o mattinate, dal mese di ottobre a dicembre, da organizzare in spazi particolarmente significativi per la loro suggestione e importanza storica o in spazi di aggregazione e di riferimento per gli abitanti del luogo.
Il Logos scenografico é un grande libro dal quale le parole, grazie alle lettrici e ai lettori, si staccano e diventano suono e gesto, in un gioco di fusione con musiche originali e\o tradizionali
Il libro si fa vita, diventa percorso di parole, fluidità di suoni.
La scelta dei luoghi tende a segnalare la corrispondenza tra spazio e suono, in un percorso a tappe che segnano lo spazio vissuto e lo spazio raccontato.
Protagonisti sono i lettori e le lettrici, attori e attrici, poeti e poete, ma anche chi ascolta e, volendo, prende la parola, diventando protagonista in uno spazio e in una storia che é il suo spazio e la sua storia.
Protagonista é anche il libro per ciò che ha in comune con la Storia e con le storie, delle quali serba memoria per chi vorrà interrogarla. La memoria é restituita alle sue radici e perciò si fa vita. La cultura é vita e la vita senza cultura, quale che sia, é allagata dalla violenza, dalla superficialità, dall’illegalità, dall’egoismo.
 
1) Manifestazioni mattutine
Inizio a partire dalle ore 10.
Attrici e attori, poete e poeti, studenti e studentesse proporranno testi scelti tenendo conto di volta in volta dell’età dei presenti (bambine/i, giovani, adulte/i e anziane/i). Si tratterà di poesie, brevi racconti, incipit di romanzi particolarmente suggestivi, brani tratti da opere di narrativa o di storia, selezionati da un Comitato appositamente creato, che si avvarrà anche del lavoro già sperimentato dall’Associazione in altra occasione. In ogni caso materiale adatto alla lettura ad alta voce e che rientri nel tema scelto per questo anno.
Azione: le lettrici e i lettori, secondo le possibilità del luogo, proporranno le letture scelte passeggiando e spargendosi a ventaglio o creando piccoli capannelli.
O anche, essi costituiranno delle postazioni di un percorso (da individuare di volta in volta) creando in tal modo un itinerario di segni-parola, quasi sequenza di immagini, che condurrà verso uno spazio predisposto e segnato dal Logos scenografico sopra menzionato.
Sono inoltre previsti interventi musicali opportunamente selezionati.

2) Manifestazioni serali.
Inizio alle ore 19, in luoghi particolarmente suggestivi o in luoghi chiusi adatti all’evento.
Con IL LIBRO PARLANTE intendiamo:
– rivitalizzare i luoghi della Regione,
– far tornare la voce in tutta la sua valenza nello spazio da cui proviene,
– far riacquistare la capacità di ascoltare i suoni che si manifestano.
Riteniamo che una serie di iniziative riguardante la lettura nelle piazze, possa:
– riattivare chi già possegga un rapporto con i libri e con la parola e farlo uscire dal chiuso della sua casa, dei circoli culturali, degli spazi per “addetti” e spingerlo al confronto “con gli altri”;
– dare impulso alla creatività silenziosa e misconosciuta di tanti;
– creare dialogo, grazie alle opere della nostra storia letteraria (poesia, narrativa, storia, saggistica);
– far verificare a quei giovani che lo ignorano, che “libro” non è sinonimo di “testo scolastico”, che la “lettura” non è un dovere ma può essere un piacere, una libera scelta ;
– restituire alla parola, al discorso, alla lettura e alla scrittura, la capacità e la possibilità di stare nelle piazze, assieme alla musica, all’immagine, alla danza, perché tutte sono manifestazioni d’arte e la privazione anche di una sola di esse ci priverebbe di tutte le altre.
Il   LIBRO PARLANTE (POESIA IN PIAZZA) ha l’obiettivo di diventare un appuntamento periodico e itinerante nei luoghi della nostra Regione.

Anna Santoro
Presidente dell’Araba Felice
Ideatrice e coordinatrice di
A VIVA VOCE

L’ARABA FELICE
Associazione culturale
C.so Vitt. Emanuele 421
80135 Napoli – tel. 5492007

L’Associazione culturale L’ARABA FELICE, proseguendo nell’attuazione del Progetto A VIVA VOCE – Portiamo i libri nelle case, per la Primavera 1997, propone:
                                     A VIVA VOCE : IL LIBRO PARLANTE                                              
Premessa: Questo Progetto nasce dal desiderio, nostro e di molti altri, che il suono, la magia, il fascino della parola tornino a diffondersi nelle nostre strade, nelle nostre piazze, sul lungomare, nelle periferie.
La Manifestazione sarà articolata in 3 serate e/o mattinate, nel mese di giugno, da organizzare in spazi particolarmente significativi per la loro suggestione e importanza storica, punto di riferimento frequentato da giovani e turisti o in spazi periferici dimenticati e invece territori importanti per la rinascita della città. Es. P.zza di Secondigliano, Lungomare, Floridiana, P.zza S. Domenico …

1) Manifestazioni serali
Inizio nel tardo pomeriggio (ore 19), o, se dovesse rendersi necessaria una particolare attenzione al pubblico giovane, anche in tarda serata (ore 22).
Attrici e attori, poete e poeti, proporranno testi scelti tenendo conto di volta in volta dell’età dei presenti (bambine/i, giovani, adulte/i e anziane/i). Si tratterà di poesie, brevi racconti, incipit di romanzi particolarmente suggestivi, brani tratti da opere di narrativa o di storia, selezionati da un Comitato appositamente creato, che si avvarrà anche del lavoro già sperimentato dall’Associazione in altra occasione. In ogni caso materiale adatto alla lettura ad alta voce.
Azione: le lettrici e i lettori, secondo le possibilità del luogo, proporranno le letture scelte passeggiando e spargendosi a ventaglio o creando piccoli capannelli, con l’aiuto di microfoni personali e altoparlanti opportunamente piazzati, che permettano effetti di alternanza di voci o di richiamo verso l’uno o l’altro lettore o verso il palco predisposto.
Sono inoltre previsti brani musicali di accompagnamento opportunamente selezionati e saranno particolarmente graditi anche interventi dal pubblico (di ciò si farà esplicito invito nella diffusione, tramite stampa, dell’evento).
A chiusura é previsto l’arrivo ad un piccolo palco, o altro sito naturale adatto all’uopo, dove si alterneranno attori e poeti (4+ 4 per serata), con l’integrazione di un gruppo di musicisti.

2) Manifestazioni mattutine
Stesso svolgimento tenendo conto, come già detto, della differenza degli utenti.
Con IL LIBRO PARLANTE intendiamo:
– rivitalizzare i luoghi della città,
– far tornare la voce in tutta la sua valenza nello spazio da cui proviene,
– far riacquistare la capacità di ascoltare i suoni che si manifestano.
Riteniamo che una serie di iniziative riguardante la lettura nelle piazze, possa:
– riattivare chi già possegga un rapporto con i libri e con la parola e farlo uscire dal chiuso della sua casa, dei circoli culturali, degli spazi per “addetti” e spingerlo al confronto “con gli altri”;
– dare impulso alla creatività silenziosa e misconosciuta di tanti;
– creare dialogo, grazie alle opere della nostra storia letteraria (poesia, narrativa, storia, saggistica);
– far verificare a quei giovani che lo ignorano, che “libro” non è sinonimo di “testo scolastico”, ma è vita, immaginazione, libertà, suono, Potere per poter fare, piacere;
– restituire alla parola, al discorso, alla lettura, e alla scrittura, la capacità e la possibilità di stare nelle piazze, assieme alla musica, all’immagine, alla danza, perchè tutte manifestazioni d’arte e la privazione anche di una sola di esse ci priverebbe di tutte le altre.

Il   LIBRO PARLANTE (POESIA IN PIAZZA) ha l’obiettivo di diventare un appuntamento periodico e itinerante nei luoghi della città.

Associazione Culturale
L’ARABA FELICE
C.so Vitt. Emanuele 421
80135 Napoli – 0815492007
 
                                       A VIVA VOCE : IL LIBRO PARLANTE

La lettura è una ricchezza fondamentale della nostra civiltà: perdendola ci condanniamo e condanniamo i nostri giovani alla perdita della memoria, della capacità immaginativa, di un piacere, di un tramite di conoscenza e di relazione.
La lettura dei libri insegna a leggere tutti gli altri linguaggi: della musica, del corpo, delle arti visive, della moderna tecnologia, dei mezzi di comunicazione, eccetera. Insegna a usare il proprio sguardo nei confronti del mondo, a decodificare i segni del mondo. Insegna che leggere è ascoltare, porsi in posizione di attenzione, di curiosità, di accoglienza.
Anche ascoltare, mettersi in ascolto, guardare, dare attenzione a ciò che ci circonda è una capacità, un’attitudine che si va perdendo e che invece è quella che permette di accogliere il mondo in noi, di goderne, di leggerlo criticamente, di agire in esso e su di esso. E permette di intrecciare relazioni, nutrire affettività, vivere il senso autentico della solidarietà.
Recuperare il piacere dell’ascolto, recuperare il senso dei suoni (e delle immagini) spinge inoltre a recuperare capacità affabulativa e immaginativa, e coscienza di sè.
L’Associazione Culturale l’Araba Felice, proseguendo nel Progetto A VIVA VOCE – Portiamo i libri nelle case (nato dalle considerazioni ora fatte, più altre) presenta ora, all’interno dell’Anno del Libro, promosso dall’Assessorato alla Identità del Comune di Napoli, e in collaborazione con Provveditorato agli Studi di Napoli : A VIVA VOCE: IL LIBRO PARLANTE .
Si tratta di tre appuntamenti in luoghi rappresentativi della nostra città, dove si porterà la lettura come manifestazione di cultura, di civiltà, di comunicazione, di solidarietà.
Il Logos scenografico é un grande libro dal quale le parole, grazie alle lettrici e ai lettori, si staccano e diventano farfalle, suono e gesto, in un gioco di fusione con musiche originali. Il libro si fa vita, diventa percorso di parole, fluidità di suoni. Il suono della parola vola raggiungendo ascolti lontani e imprevisti, seminando attese e scelte – la scrittura raccoglie e conserva quei suoni nei suoi segni, pronta a restituire ai segni i suoni delle parole.
La scelta dei luoghi tende a segnalare la corrispondenza tra spazio e suono, in un percorso a tappe che segnano lo spazio vissuto e lo spazio raccontato.
Protagonisti sono i lettori e le lettrici, attori e attrici, poeti e poete, ma anche chi ascolta e, volendo, prende la parola, diventando protagonista in uno spazio e in una storia che é il suo spazio e la sua storia.
Protagonista é anche il libro per ciò che ha in comune con la Storia e con le storie, delle quali serba memoria per chi vorrà interrogarla. La memoria é restituita alle sue radici e perciò si fa vita. La cultura é vita e la vita senza cultura, quale che sia, é allagata dalla violenza, dalla superficialità, dall’illegalità, dall’egoismo.
Il primo appuntamento (Domenica 21 Settembre, a partire dalle 10), Voci di dentro, vuole essere un tributo alla nostra storia, alla nostra lingua, alla nostra autentica tradizione, per riconfermare la dignità della cultura e della lingua che ciascuno di noi si porta dentro. Chi è privo del senso di sè, della propria appartenenza, chi ha smarrito coscienza di sè e identità, perde dignità e rischia di essere travolto da avventure di vario genere.
La manifestazione consiste in un percorso che non può non collocarsi nella parte più antica e fervida della nostra città: da P.zza del Gesù al Cortile di S. Chiara attrici e attori, lettrici e lettori, fermi in postazioni segnate da simboli scenografici, ripropongono brani, racconti, poesie, della grande letteratura napoletana, (da Basile al Monitore Napoletano, dalla Serao a Viviani a Edoardo, dalle favole pomiglianesi a Cangiullo fino ad autori contemporanei) creando un itinerario di segni-parola, quasi sequenza di immagini-suono. Poete e poeti, attraverso un gioco di musica e parole, danno voce ai loro versi.
Il secondo appuntamento (Domenica 28 Settembre, a partire dalle ore 11), Voci di fuori, vuole manifestare la capacità di accoglienza della nostra città e allo stesso tempo vuole sottolineare la bellezza dei suoni di tutte le lingue, la loro ricchezza, per suscitare rispetto curiosità e attenzione nei loro confronti. La coscienza individuale se non si salda con una forte coscienza collettiva è destinata a mangiare se stessa.
Si svolge nella Galleria Umberto che, per la sua storia culturale e per le sue caratteristiche architettoniche, ben rappresenta la Napoli cosmopolita e plurietnica.
Suoni, parole, lingue si intrecciano creando rimandi e giochi di assonanze\dissonanze. Lettrici e lettori leggono poesie, brevi racconti, pagine di romanzi nelle lingue originali, a cui fanno eco le traduzioni in italiano.
Il terzo appuntamento (Sabato 4 Ottobre a partire dalle ore 10), Voci di tutti, é anch’essa dedicata al recupero del piacere della lettura tramite l’ascolto, ma identifica in modo più preciso il libro come portatore di cultura e strumento fondamentale contro la violenza, l’illegalità, la sfiducia, la perdita di coscienza individuale e collettiva.
Lo spazio prescelto, V.le Campi Flegrei, a Bagnoli, quartiere ricco di forte storia civile ma anche di problemi nuovi e antichi, raccoglie le voci provenienti dai libri e l’unità tematica è data dalla pluralità delle presenze, dei testi letti e di chi regalerà con una breve lettura la propria voce e il proprio esserci. Non solo leggeranno attrici e attori, poeti e poete, ma sono invitate tutte le persone di questa città affinché ciascuna di esse porti un libro come un mattone per costruire un edificio e con semplicità legga la sua pagina a testimoniare nei fatti la sua presenza e il suo impegno. A testimoniare che la cultura é gioia, memoria, solidarietà, arma contro tutte le forme di illegalità e di violenza.
Questo ultimo incontro, che vede l’impegno anche del Consiglio di circoscrizione, è il primo di una serie di appuntamenti, testimoni tutti della funzione del libro come forza creatrice, come arma contro l’incultura, la violenza e l’illegalità, come chiave di accesso agli altri linguaggi.
A consuntivo della manifestazione sarà pubblicato un libro (!) con i nomi di tutte le presenze, con i titoli di tutti i libri, con le poesie o i racconti che gli autori stessi verranno a leggere.
Il libro é vita, immaginazione, libertà, suono, Potere per poter fare, piacere.
Restituiamo alle nostre strade, alle nostre piazze, ai nostri quartieri, il suono, la magia, il fascino della parola perché essa dalle nostre strade, dalle nostre piazze, dai nostri quartieri é nata.

Anna Santoro
Associazione Culturale
L’Araba Felice
C.so Vitt. Emanuele 421
80135 Napoli 0815492007

L’ARABA FELICE
Associazione culturale
C.so Vitt. Emanuele 421
80135 Napoli
tel-fax : 081-5492007
All’Assessore alla cultura
Prof. Guido D’Agostino
Comune di Napoli
All’Assessore alle Politiche Sociali
Dott. M. Fortuna Incostante

Comune di Napoli

                                         A VIVA VOCE – III Laboratorio di lettura
All’interno del progetto A VIVA VOCE – Portiamo i libri nelle case, che gode del Patrocinio del Comune di Napoli, un posto fondamentale spetta al Laboratorio di lettura, che quest’anno riprende la sua attività.
Con il Laboratorio, L’Araba Felice, Associazione culturale iscritta al Registro delle Associazioni della Regione Campania e in quello del Comune di Napoli, affronta il pro­blema della formazione dei lettori e delle lettrici, con il fine di andare a creare una nuova figura professiona­le.
Questo è il terzo anno di Laboratorio.
Durata del corso: 30 ore (10 incontri di tre ore).
Tipologia: lezioni interdisciplinari, attività di labo­ratorio, pratica e inchiesta sul campo.
Utenti     : 20 aspiranti lettori/trici.
Linee programmatiche:

1) Disposizione fisico-psicologica del lettore. Chiarire la particolarità della disposizione da parte di chi leg­ge per essere ascoltato è un punto centrale del nostro Laboratorio. La lettura a viva voce è essenzialmente un atto di comunica­zione, di restituzione della passione e delle ragioni della scrittura stessa, dunque prevede nel lettore a viva voce una disposizione ed una competenza particolare d’ordine psicolo­gico e una capaci­tà del mec­canismo fisiologico del linguaggio articolato. La voce è tramite di emozioni e in quanto tale appartiene al lin­guaggio del corpo, ma la voce, nella lettu­ra, si fa “pa­ro­la” e “discorso” e dunque attraverso il corpo comunica con l’intelletto e con il mondo emozionale dell’a­scolta­tore.
2) Rapporto lettore-testo: elementi di analisi testuale, al fine di fornire il lettore di una metodologia per una giusta comprensione del testo, preliminare alla lettura a viva voce. La punteggiatura. Lettura rapida al fine della padronan­za per la lettura all’impronta.
3) Rapporto lettore-ascoltatore: necessità della cono­scenza da parte del lettore del suo pubblico (lettura individuale, di gruppo, fasce d’età, gruppo sociale, livello culturale, tipologia culturale…) con conse­guenti elementi di psicolo­gia relazionale. Scelta appro­priata dei percorsi di lettura.
4) Tecniche per e dell’uso della voce: rilassamento, respira­zione, emissione voce…
5) Elementi di ortoepia e di dizione.
6) Elementi di logopedia.
7) Prove di lettura in gruppo.
8) Partecipazione controllata dei futuri lettori alle letture nei luoghi già investiti dalle attività di A VIVA VOCE.

Il Laboratorio è tenuto da esperti, competenti per ciascu­no (o più) dei punti sopra indicati, che lavorano ora in­dividualmente, ora relazionandosi in modo opportuno. Ai primi Laboratori hanno collaborato: Cristina Donadio (attrice), Rena­to De Rienzo (attore), Giovanna Petrillo (docente di psico­logia relazionale presso l’Università di Napoli), Vittorio Russo (docente di lette­ratura italiana presso l’Uni­versità di Napoli), Anna Santoro (stu­diosa di letteratura italiana, per­former), Carmen Sci­vittaro (attrice), Vivì Tozzi (logopedista e foniatra)
Quest’anno è prevista la presenza, oltre che di Cristina Donadio, Anna Santoro, Vivì Tozzi, anche di Ottavio Costa (attore), Eleonora D’Urso (attrice), Daniela Cuccurullo (docente, esperta editoriale).

Anna Santoro
Presidente dell’Araba Felice
Ideatrice e coordinatrice di
A VIVA VOCE

               A VIVA VOCE – Per la qualità della vita
All’interno del Progetto A VIVA VOCE – Portiamo i libri nelle case, che gode del Patrocinio del Comune di Napoli, l ‘Araba felice ha portato avanti dal 25-12-94 ai primi mesi del 1996 l’iniziativa denominata: A VIVA VOCE – Per la qualità della vita.
Tale iniziativa consiste in cicli di letture svolte presso l’Isti­tuto Signoriello, il Dormitorio Pubblico, l’Ospizio di Napoli, Villa Medusa e Vil­la Capriccio (Centri per anziani).
Percorsi di lettura
– All’Istituto Signoriello e all’O­spizio sono stati privilegiati i testi in lingua napoleta­na. Nei nostri in­contri, infatti, abbiamo potuto verificare da par­te degli ascoltatori un forte interesse per autori come Totò, Eduardo, Viviani, ed anche un cer­to grado di cono­scenza di molti dei brani letti. Il pia­cere del recupero della memoria e quello di intervenire essi stessi, recitan­do a memoria per esempio alcuni stralci di poesie di Totò, di Eduardo (o anche propri), ha reso vivi interessanti gli incontri. Abbiamo anche inserito testi di autori moderni, sempre in napoletano, più qualche racconto breve in italiano.
– Al Dormitorio la situazione è più varia, per cui anche qui abbiamo letto testi in napoletano, ma abbiamo al­largato anche ad alcuni grandi autori della letteratura internaziona­le: brevi racconti, poesie, fa­vole. Avevamo anche pensato ad una Biblioteca realizzata anche con l’aiuto degli ospiti del Dormitorio e di creare lavori di gruppo su testi storici o filosofici.
– In quanto ai due Centri per anziani (Villa Capriccio e Vil­la Medusa), abbiamo cercato di lavorare in stretta collaborazione con gli assi­stenti sociali del posto: la situazione qui è infatti molto diversa da quella dei posti precedenti, trattandosi di anzia­ni che possiedono una casa e una famiglia e si re­cano al Cen­tro per incontrare persone, chiacchierare, bal­lare. Dopo un anno di attività in questi due ultimi luoghi ci siamo convinte che qui, più che altrove, senza continuità e programmazione, senza una regolarità degli incontri (i quali cioè siano programmati assieme, con obiettivi chiari di crescita di interessi), si corre fortemente il rischio di essere vissuti essenzialmente come momento di spettacolarità, e dunque chiaramente meno interessanti e divertenti di una serata teatrale o musicale.
I lettori e le lettrici: a dar voce ai testi sono stati chia­mati lettori e lettrici di profes­sione. Abbiamo invitato, all’inizio, alcune attrici napo­le­tane (Cristina Donadio e Carmen Scivittaro), ma molti altri si sono dichiarati interessati a parteci­pare, fatti sal­vi gli impegni di lavoro.

Dopo il primo Laboratorio di lettura sono invece intervenute con regolarità le nostre lettrici: abbiamo portato avanti il Progetto Estate in solitudine? (Interventi quotidiani) e Festa di Natale (1994 e 1995).
Obiettivi generali: rompere la solitudine e il senso di ab­bandono avvertito dai più sfortunati; provocare il recu­pero della memoria della propria cultura; far rivi­vere il piacere dell’ascolto (che in parte gli anziani conservano più di tan­ti giovani) e successivamente della parola, del narrare; ri­at­tivare le abi­lità e le poten­zialità ancora vive; contribui­re insomma ad una migliore qualità della vita.
La risposta al nostro lavoro é stata eccellente per cui é stato con vivo rammarico e una punta di rimorso che abbiamo dovuto interrompere, ma era davvero impossibile continuare un lavoro (che si faceva sempre più importante e per il quale ci arrivavano richieste sempre più forti da parte degli ospiti e anche delle assistenti sociali) così impegnativo, dopo che erano apparsi inutili i nostri sforzi per ottenere un minimo di contributo alle spese. Voglio ancora ricordare che tutto il Progetto ha come finalità quello di creare una nuova professionalità, cioè nuovi posti di lavoro, e che le nostre lettrici quest’anno hanno seguito un secondo anno di Laboratorio di lettura.

Anna Santoro
Presidente dell’Araba Felice
Ideatrice e coordinatrice
di A VIVA VOCE

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L’ARABA FELICE
Associazione culturale
C.so Vitt. Emanuele 421
80135 Napoli – 5492007

                                         A VIVA VOCE – Laboratorio di lettura
All’interno del progetto A VIVA VOCE – Portiamo i libri nelle case, che gode del Patrocinio del Comune di Napoli, un posto fondamentale spetta al Laboratorio di lettura.
Con il Laboratorio, L’Araba Felice, Associazione culturale iscritta nel Registro dele Associazioni della Regione Campania e il quello del Comune di Napoli, affronta il pro­blema della formazione dei lettori e delle lettrici, con il fine di andare a creare una nuova figura professiona­le.
Durata del corso: 40 ore, distribuite in due incontri settimanali, ciascuno di 2 ore.
Tipologia           : lezioni interdisciplinari, attività di labo­ratorio e inchiesta sul
campo.
Utenti               : 20-25 aspiranti lettori/trici.
Linee programmatiche:
1) Disposizione fisico-psicologica del lettore. Chiarire la particolarità della disposizione da parte di chi leg­ge per essere ascoltato è un punto centrale del nostro Laboratorio. La lettura a viva voce è essenzialmente un atto di comunica­zione, di restituzione della passione e delle ragioni della scrittura stessa, dunque prevede nel lettore a viva voce una disposizione ed una competenza particolare d’ordine psicolo­gico e una capaci­tà del mec­canismo fisiologico del linguaggio articolato. La voce è tramite di emozioni e in quanto tale appartiene al lin­guaggio del corpo, ma la voce, nella lettu­ra, si fa “pa­ro­la” e “discorso” e dunque attraverso il corpo comunica con l’intelletto e con il mondo emozionale dell’a­scolta­tore.
2) Rapporto lettore-testo: elementi di analisi testuale, al fine di fornire il lettore di una metodologia per una giusta comprensione del testo, preliminare alla lettura a viva voce. La punteggiatura. Lettura rapida al fine della padronan­za per la lettura all’impronta.
3) Rapporto lettore-ascoltatore: necessità della cono­scenza da parte del lettore del suo pubblico (lettura individuale, di gruppo, fasce d’età, gruppo sociale, livello culturale, tipologia culturale…) con conse­guenti elementi di psicolo­gia relazionale. Scelta appro­priata dei percorsi di lettura.
4) Tecniche per e dell’uso della voce: rilassamento, respira­zione, emissione voce…
5) Elementi di ortoepia e di dizione.
6) Prove di lettura in gruppo.
7) Partecipazione controllata dei futuri lettori alle letture nei luoghi già investiti dalle attività di A VIVA VOCE.

Il Laboratorio è tenuto da esperti, competenti per ciascu­no (o più) dei punti sopra indicati, che lavorano ora in­dividualmente, ora relazionandosi in modo opportuno. Ai Laboratori hanno fino ad ora collaborato: Cristina Donadio (attrice), Rena­to De Rienzo (attore), Giovanna Petrillo (docente di psico­logia relazionale presso l’Università di Napoli), Vittorio Russo (docente di lette­ratura italiana presso l’Uni­versità di Napoli), Anna Santoro (docente di ita­liano e storia, stu­diosa di letteratura italiana, per­former), Carmen Sci­vittaro (attrice), Vivì Tozzi (logopedista).

Anna Santoro
Presidente dell’Araba Felice
Ideatrice e coordinatrice di
A VIVA VOCE

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L’ARABA FELICE
Associazione culturale
C.so Vitt. Emanuele 421
80135 Napoli – 5492007
 
              A VIVA VOCE – Per la qualità della vita(2)
All’interno del Progetto A VIVA VOCE – Portiamo i libri nelle case, che gode del Patrocinio del Comune di Napoli, l ‘Araba Felice, Associazione culturale iscritta al Registro delle Associazioni della Regione Campania e in quello del Comune di Napoli, propone l’iniziativa denominata: A VIVA VOCE – Per la qualità della vita.
Tale iniziativa consiste in cicli di letture, opportunamente selezionate e adatte alla tipologia di ascoltatori delle singole manifestazioni.
L’esperienza, già portata avanti per anni presso l’Isti­tuto Signoriello, il Dormitorio Pubblico, l’Ospizio di Napoli, Villa Medusa e Vil­la Capriccio (Centri per anziani), ha ottenuto sempre risultati più che soddisfacenti.
Obiettivi generali: creare un clima di relazione tramite il piacere dell’ascolto di testi della narrativa e della poesia, rompere la solitudine e il senso di ab­bandono avvertito dai più sfortunati; provocare il recu­pero della memoria della propria cultura; far rivi­vere il piacere dell’ascolto e successivamente della parola, del narrare; ri­at­tivare le abi­lità e le poten­zialità ancora vive; contribui­re insomma ad una migliore qualità della vita. Ricreare la giusta relazione tra chi legge e chi ascolta può, col tempo e a seconda delle situazioni far sì che gli stessi ascoltatori desiderino di intervenire attivamente, di diventare essi stessi lettori (anche di testi propri). In tal caso l’occasione della lettura può diventare un vero e proprio Laboratorio, nel quale è nostra cura fornire, con metodologie discrete, tecniche di respirazione, dizione, resa nell’oralità, eccetera.
Percorsi di lettura: Nei nostri precedenti in­contri, abbiamo potuto verificare da par­te degli ascoltatori un forte interesse per autori come Totò, Eduardo, Viviani, ed anche un cer­to grado di cono­scenza di molti dei brani letti. Il pia­cere del recupero della memoria e quello di intervenire essi stessi, recitan­do a memoria per esempio alcuni stralci di poesie di Totò, di Eduardo (o anche propri), ha reso vivi interessanti gli incontri. Abbiamo anche inserito testi di autori moderni, sempre in napoletano, ma abbiamo al­largato anche ad alcuni grandi autori della letteratura internaziona­le: brevi racconti, poesie, fa­vole.
Abbiamo, in altre occasioni, preferito proporre un percorso di lettura definito con chiarezza. Ad es. le scrittrici italiane, poesie d’amore, racconti umoristici, ecc.
 
I lettori e le lettrici: a dar voce ai testi sono chia­mati lettori e lettrici di profes­sione, e anche poete e poeti che abbiano la capacità di affrontare situazioni delicate.

Anna Santoro

 
L’Assessorato alla Cultura                                             L’Associazione culturale
     Comune di Napoli                                                               L’Araba Felice
 
                                 augurano buon viaggio e vi invitano a
 
                     A VIVA VOCE – Il Libro parlante 2000
                     6 itinerari di lettura sui mezzi a rotaie
 
1) 9-2-2000, ore 10-14, partenza: Funicolare di Montesanto al Vomero à P.zzetta
Olivellaà Metropolitana fino a Pozzuoli à Cumana à Montesanto
2) 11-2-2000, ore 10-14, partenza : Funicolare Chiaia al VomeroàP.zza Amedeoà
Metropolitana àP.zza Garibaldià Circum Sorrentina e ritorno (stesso percorso)
3) 14-2-2000, ore 10-14, partenza : Funicolare Montesanto al Vomeroà P.zzetta
OlivellaàCumana direzione Licola, Soccavo… e ritorno
4) 16-2-2000, ore 10-14, partenza : Funicolare Chiaia al VomeroàP.zza Amedeoà
Metropolitana àZona FlegreaàCumanaàMontesanto
5) 23-2-2000, ore 10-14, partenza : P.zzetta Augusteoà Funicolare Centrale à P.zza
Vanvitelli à Metropolitana collinareà ritorno stesso percorso
6) 25-2-2000, ore 10-14, partenza : Funicolare Montesantoal Vomeroà P.zzetta Olivellaà MetropolitanaàP.zza Garibaldià Circum direzione Portici e ritorno
 
Gli attori  Francesca Cutolo, Eleonora D’Urso, Gennaro Piccirillo, Roberta Spagnuolo leggeranno sui mezzi seguendo gli itinerari sopra indicati.
Alla chitarra il musicista Francesco Forni.

Per informazioni: Araba Felice – tel. 0815492007

L’ARABA FELICE
Associazione culturale
C.so Vitt. Emanuele 421
80135 Napoli – tel. 5492007

All’Assessore alla Cultura
Prof. Guido D’Agostino
Comune di Napoli

A seguito dei nostri accordi, diamo in dettaglio il Programma del LIBRO PARLANTE 2000 :
6 itinerari di lettura su mezzi di trasporto a rotaie.
Francesca Cutolo, Eleonora D’Urso, Gennaro Piccirillo, Roberta Spagnuolo leggeranno sui mezzi seguendo gli itinerari sotto indicati. (In caso di sovraffollamento sosteranno, sempre leggendo, nella Stazione) :
1) 9-2-2000, ore 10-14, partenza : Funicolare di Montesanto al Vomero fino a Montesantoà Metropolitana fino a Pozzuoli à Cumana à Montesanto
2) 11-2-2000, ore 10-14, partenza : Funicolare Chiaia al VomeroàMetropolitanaàP..za Garibaldià Circum Sorrentina e ritorno (stesso percorso)
3) 14-2-2000, ore 10-14, partenza : Funicolare Montesanto al Vomeroà Cumana direzione Licola, Soccavo… e ritorno
4)16-2-2000, ore 10-14, partenza : Funicolare Chiaia al VomeroàP.zza AmedeoàMetròàZona FlegreaàCumanaàMontesanto
5) 23-2-2000, ore 10-14, partenza : P.zzetta Augusteoà Funicolare Centrale à P.zza Vanvitelli à Metrò collinareà ritorno stesso percorso
6) 25-2000, ore10-14, partenza : Funicolare Montesantoà Metròà P.zza Garibaldià Circum direzione Portici e ritorno

In più, il 18-2-2000, due attrici-lettrici leggeranno sul BiblioTram (ora: 16-20)

Anna Santoro