Dominae: La mappa internazionale della presenza femminile nel mondo della cultura

Premessa

Questo Progetto nasce da un’esperienza più che ventennale portata avanti da chi scrive.
Da più di venti anni (da quando cioè ancora si riteneva che scrittrici in Italia fossero unicamente quelle tre o quattro citate nei testi letterari), lavoro al recupero e alla corretta lettura della produzione femminile italiana. Dopo alcuni saggi monografici, il Catalogo della scrittura femminile italiana presente nei fondi librari della Biblioteca Nazionale di Napoli fu l’avvio per il lavoro sempre più attento e articolato, sulla produzione letteraria femminile italiana portato avanti nei successivi venti anni, non solo da me ma da tante altre studiose. Lavoro che ha comportato arricchimento e articolazione culturale e in più creazione di competenze professionali, di nuove professionalità e di nuovi strumenti di intervento.
Eppure, nonostante questo e nonostante il fatto che le donne oggi stiano acquistando funzioni e ruoli sempre più interessanti, la maggioranza di esse ancora stenta a pieni riconoscimenti anche perché, non possedendo conoscenza della propria storia, manca della sicurezza, della autostima propria di chi si senta all’interno di un percorso, con un bagaglio di sapienza e di competenze, con un’autonomia che renda davvero soggetto consapevole del proprio destino.

La coscienza di non essere sole e di non essere le prime, ma di poter contare su una storia, di far parte di uno scenario ricco e articolato, è una forza.
Eppure, nonostante la forza acquistata negli ultimi anni, nonostante gli studi e la produzione in tutti i campi, le donne non hanno modo di conoscere le attività, le presenze, gli intrecci esistenti per ciò che riguarda la presenza e la produzione femminile di ieri e di oggi. Hanno difficoltà a “leggere” la storia da un punto di vista di genere, perché la comunicazione è ancora difficile.

Le grafie (i segni dei vari linguaggi) delle donne costituiscono “scarti poetici” e violazioni di canoni, rappresentano un segno dei tempi che va riconosciuto e meditato, infine manifestano percorsi di coscienze e di esperienze. Confrontandosi con la produzione femminile, diviene chiaro per tutte\i che l’identità femminile esiste e che essa é ampia e articolata.
Le artiste e le intellettuali dei secoli passati, le nostre madri, pur se ciascuna di esse in maniera differente, hanno intessuto una trama fatta di trasgressione, di denuncia, di sensibilità, di rappresentazione del sé e del mondo circostante, di desiderio, di ribellione.
Hanno saputo, quando più quando meno, significare se stesse, naturalmente conservando e anzi formalizzando tutte le contraddizioni che, in quanto donne, vivevano.
Hanno lavorato, con esiti più o meno felici, per piegare alle proprie esigenze, creative o intellettuali, linguaggi che dessero forma alla propria necessità di poieine, nel caso soprattutto della lingua scritta, hanno dovuto affrontare, penso all’italiano in special modo, una lingua ingrata, codificata da altri, risalendo spesso alle sue origini, alla tradizione orale, alla sua stessa essenza di “lingua materna”.
Hanno dato attenzione alle parole, spesso insufficienti o inadatte a “dire” ciò che esse intendevano significare, ne hanno introdotte di nuove, non ancora accolte dalla tradizione letteraria, spesso legate al corpo, alle sensazioni fisiche, alle percezioni, alla raffigurazione di ciò che ancora non era canonizzato: questa operazione di dilatazione e articolazione dei linguaggi tante volte, dalla critica dominante, maschile, é stato presa per sciatteria, per divagazione, per eccessiva partecipazione, per sentimentalismo, se non per spudoratezza e indecenza.
E invece, in anni passati, le scrittrici hanno guardato alla tradizione, ai grandi autori, per carpirne la lezione (che non era a loro rivolta), farla propria e trasformarla. E per arricchirla. (Oggi sappiamo che autori di tutti i tempi, artisti, intellettuali, politici, si sono spesso appropriati (e ancora lo fanno) delle intuizioni, delle sollecitazioni, della produzione delle donne, spesso snaturandola. )
Nonostante la ricchezza delle presenze, le nostre madri sono state cancellate dalla memoria per troppo tempo. Oggi molte studiose lavorano per il recupero della memoria, ma la difficoltà delle comunicazioni, il silenzio della “critica” ufficiale, la timidezza a volte delle stesse studiose, rendono ancora difficile la conoscenza del patrimonio immenso che abbiamo alle spalle.

Questa produzione ci appartiene. E’ nei nostri geni, ci fa così come siamo. Dunque va ricostruita e fatta conoscere. Bisogna fare in modo che il cammino compiuto dalle donne, dalle artiste, dalle intellettuali, divenga patrimonio assorbito e “scontato” nella memoria delle donne: di quelle isolate, delle giovani, di quelle che verranno.

Se fino ad oggi, per ricostruire e valorizzare la Rete di donne e la cultura che viene espressa dalle artiste e dalle intellettuali, ha funzionato l’impegno di singole, di Istituzioni o di Associazioni, oggi è necessario creare una Rete trasversale (nel tempo e nello spazio) ricorrendo a mezzi moderni di comunicazione

Il Progetto “Dominae”

DOMINAE è articolato in più settori, che prendono vita e consistenza contemporaneamente e strettamente intrecciati o in fasi di successione, come si dirà in seguito.
Qui va detto che gli obiettivi principali, strettamente collegati, sono:
A. Mettere in Rete con un Programma che colleghi e segnali le individualità ma anche i percorsi trasversali, donne del passato e del presente, appartenenti a tutte le culture e i paesi, note o sconosciute, che producano arte, cultura, informazione, politica….
B. Rendere visibile e usufruibile dalle giovani generazioni, da studiose e da studiosi, da donne impegnate in lavori intellettuali, ma anche da donne “comuni”, la presenza della produzione intellettuale, creativa, artistica, sociale, femminile, di ieri e di oggi, per far sì che essa sia valorizzata pienamente. (Ricerca e Servizio)
C. Produrre beni culturali pubblici grazie all’uso di moderne tecnologie. (Produzione)
D. Svolgere formazione e aggiornamento tramite lo stesso lavoro di ricerca e di comunicazione, con l’obiettivo di creare nuovi lavori e nuovi posti di lavoro per le donne. (Formazione e Lavoro)
Il progetto Dominae utilizza a pieno la moderna tecnologia per costruire una Rete delle presenze femminili, di oggi e di ieri, che hanno usato e che usano i più disparati linguaggi.
A) – Creazione e valorizzazione di un gruppo di lavoro e di ricerca.
B) – Creazione di un sito Internet di servizio per le seguenti attività:
a) Dominae: Dizionario bio-bibliografico delle donne
b) Le preziose: Libreria di editoria telematica e in volume delle opere delle scrittrici italiane di ieri e di oggi
c) Le cd : Produzione di cd e di cd room su autrici e opere – Ricostruzione di scenari
d) Bibliografie aggiornate al servizio di studiose, di scuole…
e) Chat e Rivista in Rete
C) – Attività di formazione:
f) Corsi di formazione sulla letteratura femminile italiana- Per docenti, laureate, artiste, intellettuali, politiche, donne lavoratrici e no alla ricerca della propria storia, per rafforzare autostima, padronanza, coscienza di sé e conoscenza.
g) Corsi di formazione per le buone lettrici – Saperi e competenze necessarie per l’esercizio culturale della lettura
h) Corsi di formazione per attività editoriali telematiche e no
i) Corsi di formazione per giovani post-diploma
Poiché l’intento è fornire una mappa internazionale e trasversale della presenza femminile, il Progetto prevede, all’interno del Sito:
1) Dominae, Dizionario bio-bibliografico interattivo delle presenze femminili nel mondo.
Il Dizionario raccoglierà e presenterà:
a) dati bio-bibliografici di donne dei secoli passati (a cura di lavoratrici opportunamente formate)
b) dati bio-bibliografici di donne contemporanee che interagiranno con il sito,
Le schede porteranno, oltre i dati bio-bibliografici, pagine testuali che rinviano a libri, a cataloghi, a spartiti musicali….
c) percorsi bibliografici su tematiche prescelte o su richiesta
2) Le Preziose, Libreria di editoria (telematica e sul così detto materiale cartaceo) che riguarda testi di scrittrici italiane del passato e testi di scrittrici contemporanee a nostro giudizio meritevoli di presenza e di circolazione ma che vengono scartati dai criteri molto opinabili del mercato. Si editeranno anche cd e cd room (per i quali si faranno convenzioni con testate giornalistiche, con Provveditorati, con Scuole, con Istituti di cultura…)
Successivamente, grazie all’apertura di chat e di una rivista sul Sito (anche questa tradotta in “materiale cartaceo”), si potranno affrontare i grandi temi della ricerca che vede impegnata tante studiose delle più varie discipline: il canone letterario, la lettura, il punto di vista, la scrittura di genere, la comparazione tra discipline, la ricostruzione di scenari complessi, eccetera.
Inoltre, il Progetto prevede
3) la formazione di giovani donne al primo impiego, di donne interessate a rientrare nel campo del lavoro, di donne professioniste (es: le docenti, ma anche le politiche, le manager…) che intendano aggiornarsi e formarsi su percorsi culturali di genere mai (o poco) praticati. Si prevedono vari moduli, di cui il primo a) propedeutico a tutti gli altri, e i successivi riferiti al possesso di competenze spendibili in lavori di applicazione:
a) formazione culturale riguardante la storia delle donne (della cultura, delle azioni, della mentalità, della produzione culturale, della presenza sociale e politica…)
b) formazione per competenze riferite alle modalità della ricerca
c) formazione per competenze specifiche per le “buone lettrici”
d) formazioni per competenze specifiche riguardo le attività editoriali telematiche (da come costruire il Sito Internet, ai problemi di grafia editoriale in video, alla conoscenza delle leggi, ancora vaghe, per quel che riguarda, per esempio, i diritti d’autore…)
1° fase: entro Maggio 2001
1) Creazione del Comitato scientifico, con la presenza di donne responsabili dei vari settori
2)Creazione del gruppo di lavoro (con relativa formazione del gruppo stesso) e del Sito idoneo
3)Invito alla partecipazione di donne significative
4)Avvio della ricerca e inserimento di figure del passato (non viventi)
5)Rapporti di sinergia con Istituzioni coerenti al Progetto stesso
6) Presentazione al pubblico del Progetto

2° fase: 2002
1)Continuazione e articolazione della 1° fase
2)Servizio interattivo di divulgazione culturale: sinergie con Siti affini e con Istituzioni pubbliche e private
3)Corsi di formazione
4)Servizio di informazione
5) Edizioni di cd e di cd-room

3° fase: 2003
1)Continuazione e articolazione iniziative
2) Edizione telematica (e non) di opere: La Libreria
3)Inaugurazione della “Malvista”, rivista interattiva di poesia, musica, letteratura…
4) Edizioni di cd e di cd-room

A)- La motivazione per la creazione del Dizionario bio-bibliografico, è evidente. Le studiose e le artiste di tutto il mondo non riescono a entrare in contatto, così come fanno gli uomini che si avvalgono di Università, Istituti di cultura, pubblicazioni, citazioni, eccetera, e che hanno una consuetudine di relazione e di valorizzazione reciproca (sia pure per motivi di interesse). Il Dizionario, inoltre, sarebbe un validissimo aiuto per ogni forma di ricerca, di produzione, di conoscenza, che interessi le donne.
B) La prima motivazione della Libreria è certamente quella di dare visibilità a opere belle e interessanti conosciute da poche\pochi o da nessuno, affinché esse costituiscano storia e memoria.
– La seconda, quella di sottolineare come queste opere restituiscano a nomi, a figure, a vite, uno spessore e una forza che, diventando patrimonio comune, creano uno scenario in cui si legge via via con maggiore chiarezza la funzione culturale oltre che sociale delle donne anche in Italia.
– Terza, quella di affermare come la conoscenza della produzione femminile (come di quella maschile) non solo aiuti a capire la storia e la presenza delle donne ma aiuti a comprendere meglio la storia generale, della letteratura come del costume.
– Quarta, quella di formare le buone lettrici, figure professionali delle quali sempre più ci sarà bisogno, visto che le donne sempre più occupano una serie di settori lavorativi tradizionali e ne inventano di nuovi.
Apro parentesi importate: In Italia, l’ho detto e scritto più volte, non sono mancate le autrici (scrittrici, artiste, intellettuali…) sono mancate le buone lettrici. La letteratura anglosassone o francese, ad esempio, abbonda di grandi scrittrici del passato, oltre che del presente, anche perché esse da sempre hanno goduto di attenzione e di decifrazione da parte di conterranee (e conterranei) e anche di “straniere”. Solo una “buona lettrice” può porre le giuste domande, perché la “buona lettrice” è colei che ha una serie di “comunanze” col testo e dunque può interrogarlo correttamente.
Di buoni lettori (nei confronti degli scrittori) la storia della critica italiana ne ha tanti. Per giungere a questo, la storia della critica in Italia ha nutrito schiere di critici, correnti di pensiero, scuole di interpretazione. Ha storicizzato, posto in campo, analizzato testo contesto e intertesto. Ha ritenuto doveroso sapere tutto della vita di un autore, del suo ambiente, della storia della sua città, del suo paese, delle varie correnti culturali, dei predecessori, eccetera eccetera; ha poi sostenuto che tutto ciò non serve, non fa avanzare nella comprensione del testo e che invece bisogna concentrarsi sul linguaggio, sugli scarti, sulle soluzioni individuali; ha poi rimangiato queste conclusioni e le ha rimesse in discussione, e così via. In ogni caso la cultura, la conoscenza delle epoche, dei costumi, degli scenari, delle nevrosi individuali o di un’epoca, delle linee creative, eccetera, tutto ciò é servito. Certo é che alla fine sappiamo tutto della storia, dell’economia, dell’influenza dei fattori economici e imprenditoriali, della psicologia dei lettori comuni, insomma tutto ciò che sta indietro e dentro le opere dei nostri scrittori.
E delle scrittrici?
Delle scrittrici sappiamo poco. Le citazioni, le allusioni, gli scenari, gli scarti, le innovazioni o le accettazioni rimangono vaghe. Sappiamo poco non solo perché i loro nomi sono occultati o cancellati, le loro vite misteriose, i loro scritti spesso introvabili e mai citati, ma perché tutto ciò che sappiamo di un’epoca, delle attività culturali eccetera, non solo riguarda le esperienze degli uomini, ma lo apprendiamo dal punto di vista degli uomini. Prova ne é, non solo la difficoltà di reperire dati, testi, notizie su una scrittrice, ma anche la difficoltà di compilare una buona Bibliografia sulla produzione femminile.
– Quinta, quella di formare competenze, inerenti l’editoria telematica, che sempre più saranno richieste dal mercato, dal processo di globalizzazione e dalle nuove tecnologie.