La storia

Dell’Araba Fenice conoscete tutti il mito, perpetuato continuamente da qualche sconsiderato: perseguitata e ricercata, la poverina, per la logica malvagia della storia, è obbligata, tutte le volte che le cose stanno andando per il loro verso, a morire continuamente per rinascere lontano.
Così la Fenice è molto infeLice…. ma un giorno, mentre tra una comparsa e l’altra si riposa sotto un pino (ce ne sono ancora a Napoli), decide di cambiar vita, cioè decide di vivere, di cercarsi un’altra storia e nuovi autori.
Venne da noi:
“Voglio essere feLice” singhiozzò, digrignando il becco
“E’ ben difficile di questi tempi”
“Voglio essere feLice
Scrissi questa favoletta, nel 1984, in occasione della fondazione dell’Associazione culturale L’Araba Felice, a Napoli, che rappresentava per noi la volontà e la necessità di resistere al così detto riflusso. In realtà, negli gli anni ’80, in Italia, ebbero inizio trasformazioni che alla lunga, incontrollate, saranno catastrofiche (il nuovo liberismo, lo spostamento dell’attenzione dalla classe operaia ai manager, l’individualismo e l’egoismo trionfanti, lo slittamento dell’idea di “politica” come impegno, rivoluzione, aspirazione alla giustizia, lotte a fianco dei più deboli, a operazioni tutte interne alle logiche di partiti, e infine la trasformazione dell’immaginario stesso riguardo a cosa significasse cultura e bellezza). Eppure, negli stessi anni, in Italia ci sono stati fenomeni di grandissimo interesse e di grande portata storica e culturale: l’affermarsi del femminismo, la ripresa della creatività, l’esplorazione di nuovi linguaggi, di nuove forme d’arte e di sperimentazione. E L’Araba Felice ha dato, credo, un contributo interessante.
Alla favoletta seguiva un Manifesto programmatico dove, tra l’altro scrivevo: L’ARABA FELICE è un’Associazione culturale tra artiste e artisti, operatrici culturali e operatori culturali, provenienti da esperienze varie (scrittura, poesia, musica, teatro, arte figurativa, scuola, grafica, fotografia, cinema, regia, musica, canto, ricerca scientifica….), che facendo “quadrato”, per proteggersi dalle sgradevolezze della lotta per la vita dell’arte, dell’intelligenza, del senso critico, della creatività, del gioco, dell’ironia… della cultura insomma, si propongono di allargare sempre più spazi e modi d’intervento. Da qui il carattere aperto dell’Associazione (che non si configura come “gruppo”, né come generica aggregazione) e la scelta di procedere, di offrirsi, attraverso eventi che possano servire da stimolo e da proposta operativa.

L’Araba FeLice, scrivevo, è:
• scommessa per creare un tessuto culturale a Napoli (città ricca di sommi artisti e di ingegni di grande levatura)
• punto di incontro (e di scontro) tra quegli artisti operatori che, per incomprensibile (agli altri) scelta, decidono di esserci, in questa città
produzione di eventi culturali, nati grazie all’intreccio e alla contaminazione delle iniziative e delle capacità individuali
circolazione e organizzazione di eventi culturali a livello nazionale e internazionale
promozione e organizzazione in questa città di eventi “stranieri”.

Anni dopo, nel 2001, avviando il Sito dell’Associazione, così commentavo quel primo Manifesto: questo era il Manifesto Programmatico presentato nel lontano 1986 alla città. Oggi, appaiono evidenti le ingenuità ma ancora mi piace quel desiderio di essere presenti, non più per trasformare il mondo, come alcuni di noi pensavano fino a qualche anno prima, ma per accettare di farlo (poiein) vivendo e assumendosene una parte di responsabilità, e dunque di mettere insieme l’intelligenza, la cultura, la sensibilità, la capacità di ciascuno/a per riuscire a formalizzarle in un Progetto complessivo. Insomma, sceglievamo di impegnarci in attività che non aspirassero al Potere, ma che erano di per se stesse una scommessa per poter fare. Per questo la poesia (il poiein) era il centro delle nostra attività e delle nostre ricerche.
La poesia, intesa in senso lato come scarto, veniva riferita non solo a tutte le manifestazioni creative e artistiche che, grazie a vari linguaggi, raggiungessero, appunto, la qualità di poesia, ma anche alle manifestazioni intellettuali, sociali, culturali, politiche, che si configurassero come esplorazione del “non detto”. Del “non detto” ancora, che, nel suo dirsi, creasse ulteriore “non detto” e dunque rigenerasse continuamente la vita nel suo entrare e uscire, nel suo andare e tornare, nel suo flusso costante di accoglienza e rielaborazione e di curiosità e ricerca. E del detto in altro modo.
Altro elemento centrale, che non citavo perché ovvio, era il mio essere femminista che segnò ogni azione dell’Associazione. In effetti, dalla fondazione dell’Araba Felice, la mia biografia intellettuale e artistica ne fu totalmente assorbita. O forse Anna e L’Araba Felice si identificarono l’una nell’altra.

In breve: L’ARABA FELICE è stata una Associazione culturale senza scopo di lucro, regolarmente iscritta nella Tabella Regionale delle Associazioni culturali della Campania e nell’Albo delle Associazioni del Comune di Napoli. Ha operato dal 1984 al 2003. La ricerca nella Biblioteca Nazionale di Napoli dei testi a firma femminile, con tutto ciò che poi comportò, la scelta della performance, gesto poetico, l’importanza attribuita al piacere dell’ascolto, il lavoro sulla fusione tra gesti, posture, voce, musica, il successivo progetto A VIVA VOCE, fino alla creazione del Sito che tra le altre attività ospitò Dominae, il Dizionario biobibliografico delle donne, furono progetti tutti, ciascuno di essi, novità assoluta a livello nazionale (o internazionale?) e aprirono la via a ricerche, iniziative, anche da parte di altre e altri.
Tutte le attività furono portate avanti dall’entusiasmo di tante e di molti, spesso con il contributo e il sostegno di Istituzioni pubbliche e private (Ministero, Regione, Provincia, Comune, Scuola pubblica, Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, Istituto per la Resistenza di Napoli, Biblioteca Nazionale di Napoli…, più varie altre Associazioni). La ricerca culturale (i vari Convegni che abbiamo promosso e i percorsi di ricerca che illustreremo più avanti) si saldava con la promozione di attività e di manifestazioni pubbliche. E nasceva dall’attenzione verso le persone e gli eventi. Da questa nacquero quelli che successivamente preferii definire Progetti Permanenti, strettamente intrecciati l’un l’altro e non pensabili isolati. La ricerca e la visibilizzazione della Storia della produzione femminile e della soggettività femminile, evidenziando la non neutralità del discorso e dei punti di vista, la presenza del corpo nelle scritture delle donne e dunque l’importanza della voce, del suono della parola, s’intrecciò con la complessiva valorizzazione e diffusione delle attività creative e di ricerca dei (e sui) vari linguaggi, l’attenzione per la Voce, per il senso del suono, della musica e dell’immagine: da qui nacquero anche i progetti per la promozione della lettura, il rapporto forte con scuola, territorio, Centri sociali, e così via. Tutte queste attività e linee di ricerca si scambiavano l’un l’altra doni, e tutte si collegavano alla “lettura” della nostra realtà, sociale, politica, culturale, economica. A ciò vanno aggiunte l’attenzione e le pubbliche prese di posizione riguardo agli eventi politici della nostra città e del Paese.
Iniziammo col proporre performances, spettacoli di poesia e musica, letture pubbliche, e il primo lavoro di catalogazione dei libri delle scrittrici presenti nella Biblioteca Nazionale di Napoli (che già avevo iniziato con un gruppo di compagn* di strada), successivamente preferimmo riferirci a Progetti permanenti, a cui si aggiungevano presentazione di libri, mostre, letture, piccoli incontri di poesia e musica.
Tutti i Progetti permanenti avevano finalità complesse: valorizzazione delle presenze, delle modalità creative, delle metodologie di comunicazione, e anche attenzione al rapporto tra esse e la vita quotidiana, lo svelamento di significati e segni, e infine la promozione e formazione per nuove professionalità (la lettrice/il lettore di professione.
Ai consueti Progetti permanenti si aggiunse poi il lavoro sul Sito, che aprì nuove sezioni e incrementò l’area di dibattito e di riflessione.
I Progetti Permanenti:
1) Ricerca e visibilizzazione della produzione femminile e creazione di relazione tra le autrici: Rete.
2) Manifestazioni di poesia, musica, immagini.
3) A VIVA VOCE – Portiamo i libri nelle case : 1994-2003. A VIVA VOCE aveva più percorsi di attività che corrispondevano a più “sottoprogetti”:
a) Per la qualità della vita e Estate in solitudine?
b) Laboratori per la formazione del lettore ad alta voce
c) Il piacere dell’ascolto – Il suono della parola
d) Manifestazioni di lettura e musica nelle strade e le Attività nelle e per le scuole
e) A VIVA VOCE nelle scuole
4) Conservazione e diffusione del Libro: attività di coproduzione editoriale.
5) IL Sito dell’Araba Felice: Antologie, Pensare pensare pensare, Bacheca, Dominae

Progetti e eventi

Dal 1980, anno in cui partì il lavoro di Catalogazione della produzione femminile italiana dei fondi librari della biblioteca Nazionale di Napoli, arrivammo a DOMINAE nel 2001. Segnalo le principali tappe di questo percorso:
– Ricerca (con un piccolo contributo del CNR, grazie al Prof. Giancarlo Mazzacurati) e Catalogazione delle scrittrici italiane presenti alla Biblioteca nazionale di Napoli (1979-1982), attualmente in dotazione dell’Università di Napoli.
– Pubblicazione (stampa a cura del Comune di Napoli) del Catalogo delle scrittrici italiane presenti nei fondi librari della biblioteca Nazionale di Napoli. Dalle origini della stampa al 1870. Napoli, 1984
– Pubblicazione di una nuova edizione del Catalogo. Dalle origini della stampa al 1900, 2° ed. completamente rivista e aggiornata. + Guida al Catalogo… (stampa a cura del CPE) (1990)
– Incontri con l’autrice – Istituto di Studi Filosofici – Napoli – 11 marzo 1987: Maria Luisa Spaziani, 6 Aprile: Dacia Maraini, 7 Ottobre: Camilla Cederna. (Ed è da notare che fu la prima volta che si usò, a ragione, il femminile: Incontri con l’autrice. Fino ad allora, anche presentando una scrittrice, le manifestazioni si qualificavano come “Incontro con l’autore”).
– Le scritture delle donne in Italia: La ricerca – Convegno di Studi – Istituto per gli Studi Filosofici (Napoli – 5-7 Novembre 1992 – con il contributo del Comune di Napoli e dell’Istituto per gli Studi Filosofici). Anche qui un primato: non solo nell’organizzare un Convegno sulle scrittrici italiane, con la partecipazione di studiose provenienti da tutta Italia, ma nell’usare il termine “scritture”, alludendo alla vastità e articolazione della produzione femminile.
– organizzazione, dei seguenti Corsi di Aggiornamento assieme al Provveditorato agli Studi di Napoli:
1) Scrittrici italiane tra 800 e 900 (1997-98)
2)Lettura ad alta voce (per referenti alla lettura 1998-99) : 1° livello (2 moduli) (maggio 1999)
3) Le riviste femministe in Italia: Incontro con A.M. Crispino (Leggendaria), Luciana Tufani (Leggere Donna), M.R. Cutrufelli (Tutte Storie) (1999)
– Schedatura della produzione femminile italiana a stampa nei fondi librari della Biblioteca Nazionale di Napoli (1900-1945). Aggiungo che purtroppo quest’ultimo lavoro svolto non trovò, per vari motivi, un editore.
– DOMINAE, DIZIONARIO BIOBLIOGRAFICO DELLE DONNE (presente sul Sito dell’Araba Felice, dal 2001)
Dominae era un Progetto permanente, proprio del “mezzo” web, primo nel suo genere, e si articolava in vari sottoprogetti, coordinandosi soprattutto con la promozione e cura della produzione culturale femminile e con le attività editoriali.

– Woman Turn – Spettacolo di poesia – I° nazionale 13 marzo 1986 – Imago- Napoli (Lo spettacolo, è stato poi portato in varie città italiane: Bologna, Parma, Arezzo, Torino, Catanzaro…)
– Concerto dell’Ensemble vocale di Napoli – 19 giugno 1986 – Villa Pignatelli – Napoli
– Centauri, farfalle e appassionatamente tutti gli altri- Indagine sui linguaggi poetici – 23-25 Ottobre 1986, Istituto Grenoble – Napoli (con il contributo della Regione Campania e Patrocinio del Ministero dei Beni culturali)
– Video di Centauri, farfalle…………..
– Catalogo di Centauri, farfalle, ………………. Napoli, ed. Colonnese
– D’Art Room ‘86 – Festival europeo di nuovi luoghi dell’Arte 21-28 Settembre 1986, Bologna (Partecipazione)
– Seminario teatrale – Istituto Studi Filosofici – Napoli – 8-9 Maggio 1987
– I Edizione Natale ad Angri -Serata di poesia – Angri, 29-12-1987
– Per passione e per gioco – Spettacolo di poesia e musica – Napoli, Istituto Grenoble, 26 Maggio 1989

Dal 1990 le Manifestazioni di lettura e musica rientrano nel Progetto Permanente A VIVA VOCE.

Bisogna che qui faccia una premessa.
Dunque dal 1994 abbiamo lavorato prevalentemente su: A VIVA VOCE – Portiamo i libri nelle ca­se, perché la domanda a cui l’Araba Felice cercava di rispondere era: come far sì che la cultura torni ad esser ciò per cui è na­ta, una esigenza degli uomini e delle donne di rap­presentar­si, di relazionarsi, di godere di ciò, di impara­re, di memo­rizzare, di accogliere, di scartare, di andare avanti, di manifestare le diversità senza col­locarle in gerarchie, e come tutto ciò possa tornare ad essere parte del vive­re, del lavora­re, del relazionarsi con altri, visto che è un’es­igenza che non attende permessi ma che si manifesta di fatt­o?
Contro l’aggressione della violenza, dell’indifferenza, del­la superficialità quotidiana, L’Araba Felice decise di ripartire dai libri, non visti in modo feticistico, ma come piccoli tasselli (quelli che ne avessero la qualità) di rappresenta­zione della realtà, di conservazione della memoria, di di­spensatori di piacere e gioia. Se l’abitudine alla lettura e il piacere della lettura in­se­gnano l’immaginazione e la concentrazione, la loro man­canza rende sempre più deboli queste qualità che sono inve­ce pro­prie degli uomini e delle donne.
Ma c’è un’altra qua­lità che viene rafforzata dall’uso della lettura: quella del­l’attenzione. Attenzione all’altro da sé, accettazione del­la differenza, curiosità verso la differen­za.
Ecco che al­lora il piacere della lettura, inteso in que­sti termini, si sveste da ogni rischio di autocompiacimento, di presun­zione solitaria, di concezione elitaria della cul­tura, e induce a un comportamento che “presta attenzione”: alle cose che sono intorno, alle persone. Cioè induce alla ri­cerca di relazioni, insegna a mettersi nei panni degli al­tri, ad assumere altri punti di vista. Spinge alla conside­razione di chi è solo ed emarginato.
L’elemento della rela­zione con l’altro era centrale nel Progetto A VIVA VOCE, ed era proprio questa centralità che allontanava qualsiasi tentazio­ne di astrattezza e di intellettualismo. I testi che facevano par­te dei nostri percorsi di lettura erano libri idonei a recupe­rare il piacere dell’ascolto e dunque che ponessero al primo posto la qualità della affabulazione. Ma non si creda che questa riguardasse unicamente testi semplici di fa­ci­le com­pren­sione. Più la qualità è alta e più la lettera­tura può essere compresa: la poesia, per esempio, è fonte di piacere anche per le persone più semplici, a patto che sia poesia. Eravamo convinti che partendo dal piacere dell’ascolto si potesse ricreare il piace­re della lettura, e dunque della curiosità, dell’attenzio­ne, e così via. Creare una rete di lettura itinerante, che pos­sedesse, per ciascun luogo di intervento un programma, un pro­getto di letture, fu uno degli obiettivi di A VIVA VOCE. Per questo la rete di lettrici e lettori doveva essere composta da persone preparate appositamente dal punto di vista culturale, tec­nico, psicologico. Da ciò nacque l’esigenza di organizzare i Laboratori di lettura ad alta voce.

I percorsi seguiti furono prevalentemente tre.
– Il primo, Per la qualità della vita, si muoveva prevalentemente in direzione del recu­pero del piacere dell’ascolto che è anche comunicazione e relazione. E dunque gli ascoltatori privilegiati erano so­prat­tutto le persone in qualche modo emarginate: gli anziani, i ma­lati, in ospedali o centri sociali, nelle loro case.
– Il secondo tragitto, Il suono della parola, si muoveva al recupero della lettura come piacere e conoscenza e dunque prima di tutto attraverso la scuola. Far ascoltare agli studenti una pagina degli au­tori stu­diati in classe, un poesia, finalmente ben letta, cioè finalmente ad essa re­stituito tutto il fascino del suono della parola, che è tramite e creatrice di concetti e di sensazioni, significa far loro recuperare il senso della bellezza della parola, la memoria storica, il senso del valore della letteratura e dell’arte.
– Il terzo, perseguito in varie manifestazioni in Circoli, Bar, di letture pubbliche anche di autori moderni.
Punto essenziale e significativo di A VIVA VOCE era la fi­gura della lettrice e del lettore come figura professionale, e dunque lavorammo per formare i lettori (studenti/esse, docenti, ma anche semplici cittadin*) tramite i Laboratori di lettura ad alta voce.
A VIVA VOCE ebbe più percorsi di attività che corrispondevano a più “sottoprogetti”:

  1. a) Per la qualità della vita e Estate in solitudine? :
    – Cicli di letture “Per la qualità della vita” presso il Dormitorio pubblico, l’Ospizio dei poveri, L’Istituto Signoriello, Villa Capriccio, Villa Medusa: Natale 1994-, febbraio- maggio 1994
    – Cicli di letture “Per la qualità della vita” presso il Dormitorio pubblico, l’Ospizio dei poveri, L’Istituto Signoriello, Villa Capriccio, Villa Medusa: Natale 1995, febbraio-maggio 1995.
    – Cicli di letture a rotazioni giornaliere presso Dormitorio ecc…”Estate in solitudine?”:
    luglio-agosto 1995
    – Cicli di letture “Per la qualità della vita” presso l’Ospizio dei poveri, Dormitorio pubblico, Istit. Signoriello…. Natale 1996, marzo-giugno 1996
  2. b) Laboratori per la formazione del lettore ad alta voce
    – 1° Laboratorio di lettura ad alta voce (Marzo- Giugno 1995)
    – 2° Laboratorio di lettura ad alta voce (Marzo-Giugno 1996)
    – 3° Laboratorio di lettura ad alta voce (Febbraio-Marzo 2000)
    – 4° Laboratorio di lettura ad alta voce (Marzo – Maggio 2001)
    – 5° Laboratorio di lettura ad alta voce (Aprile 2002)

I laboratori furono proposti anche alle scuole e seguiti da docenti e allievi

  1. c) Il piacere dell’ascolto – Il suono della parola
    Manifestazioni di lettura e musica e Attività nelle o per le scuole
    – Il piacere di leggere, il Piacere di ascoltare : Tavola rotonda. Futuro Remoto 1994
    – Leggere poesie : Futuro Remoto 1994
    – Leggoleros : Futuro Remoto 1994
    – Letture itineranti per bambini e per adulti: Futuro Remoto 1994
    – Letture di poesie e filastrocche per bambini: Galassia Gutemberg 1995
    – Tavola rotonda sul Piacere della lettura Galassia Gutemberg edizione 1995.
    – Il piacere dell’ascolto – Serate di poesia 1995 : Osservatorio di Capodimonte, Gauguin, Intramoenia ..

Alcune delle manifestazioni realizzate:
– Letture in piazza : Festival dell’Unità, P.zza S. Gaetano, P.zza Sannazzaro. (Luglio 1996)
– Il suono della parola a.s. 1995: cicli di letture nelle scuole
– Letture al tramonto: sulle terrazze della Biblioteca Nazionale di Napoli, in collaborazione con la Biblioteca Nazionale, Provveditorato agli Studi di Napoli, Comune di Napoli, Università popolare (settembre 1997)
– Il libro parlante, (P.zza del Gesù, Cortile di S. Chiara, Galleria Umberto, V.le Campi Flegrei), in collaborazione con il Comune di Napoli e con il Provveditorato agli Studi (settembre-ottobre 1997)
– Il libro parlante 1998 (da P.zzetta Cariati a Monte Echia e presso la tomba di Leopardi) in collaborazione con il Comune di Napoli, Istituto per gli Studi filosofici, Provveditorato agli Studi……( settembre-ottobre 1998)
– Cicli di lettura di poesia “Il suono della parola” (Intramoenia, Giugno, 1998)
– Seminario su “La lettura nella vita quotidiana”, in collaborazione con il Provveditorato agli Studi di Napoli, L’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici (Istituto per gli Studi Filosofici, novembre 1998)

– Il Progetto A VIVA VOCE, negli anni scolastici 1996-97, 97-98, 98-99, divenne l’asse portante del Piano Provinciale per il recupero dell’abitudine alla lettura, del Provveditorato di Napoli, di cui ero la referente provinciale, e riuscì a creare una Rete di circa 500 scuole, per un totale di più di 300 Progetti. All’interno del Piano inoltre si organizzarono i Corsi di aggiornamento per i docenti, già citati, sulla Lettura ad alta voce e su Scrittrici italiane tra 800 e 900. Con le scuole e per le scuole si portò avanti un utile Servizio di formazione e orientamento: Rete per il lavoro creativo e critico. Proposte e realizzazioni di Seminari, Laboratori, Corsi di aggiornamento…
In ciascun corso venivano fornite ricche Bibliografie e Percorsi di Lettura. Tra i Corsi di Aggiornamento del Provveditorato agli Studi di Napoli segnalo:
1) L’importanza della lettura nella scuola elementare (1996-97)
2)Lettura ad alta voce (per i referenti alla Lettura) (1997-98):
1° modulo (sc. Materna e Elementare)
2° modulo (sc. Media 1° e 2° grado)

 

– Il Libro parlante 2000 (lettura su mezzi pubblici a rotaie) in collaborazione con il Comune di Napoli (febbraio 2000)
– Carovana di lettura e musica, in collaborazione con la Regione Campania, Comune di Castellammare, Distretto scolastico, Castellammare (marzo 2000)
– Scrittrici campane dall’800 a oggi. Napoli, Caffè Letterario Liberty, Galleria Principe di Napoli al Museo, 2001 (con video)
– Performance al Festival dell’Unità di Napoli, presso il Venus Cafè sul Lago (donne DS), Parco Troisi, 22 Settembre 2001: Anna Santoro-Francesco Forni
– Presentazione del Cd e libro Guerra, Galassia Gutemberg, 2002. Guerra fu donato alle scuole dove si andava a leggere.
– “Il viaggio della poesia e della musica” (poeti e musicisti nelle scuole a eseguire alcuni brani di Guerra, e a commentarli assieme agli studenti. (Marzo-Maggio 2002)
– 21-31- marzo 2003. 1° Carovana nazionale di poesia e musica in giro per tutta Italia

A VIVA VOCE – Il Progetto

AVIVA VOCE  – per le scuole 

E in aggiunta produzione di strumenti multimediali:
– “New Woman Turn”, Teatro Imago, Napoli, 1986. Video
– “In altro modo?”, Centro Ellisse, Napoli, 1986. Video
– “Sotto il vulcano. La festa della Lucerna”, Casamale, 1987. Video
– “Centauri, farfalle e appassionatamente tutti gli altri”, Istituto Grenoble, Napoli, 1986. Video
– Per passione e per gioco”, Istituto Grenoble, Napoli, 1989. Video
– “Per/corsi”, Istituto Grenoble, Napoli, 1991. Video
– Album, Napoli 1993
– VIDEO de Il Libro parlante 1997
– VIDEO de Il Libro parlante 1998
– Riedizione del testo “I secreti della Sig. Isabella Cortese….Venezia 1561” in occasione di Marzodonna: in collaborazione con il Comune di Napoli e la Biblioteca Nazionale di Napoli, 1999
– Riedizione di: M.Pia Lombardi De Maria, Nei vortici del 2000, Commedia arditissima in 3 tempi del 1934, In collaborazione con il Comune di Napoli. Napoli, 2000
– Piccola Antologia delle scrittrici campane dall’800 ai giorni nostri, Ed. Intramoenia, 2001 (con video delle Spettacolo)
– Inaugurazione della Collana Le preziose: Cd e libro con Guerra (i poeti leggono propri testi, musica originale) (2002)
– Anna Santoro (cura) , GUERRA, cd. + libro (testi poetici letti dagli autori), INTRAMOENIA 2002

Anche il Sito è stata un’assoluta novità per quei tempi nel panorama nazionale (e in parte anche in quello internazionale). Purtroppo, per varie ragioni, è stato distrutto e a fatica ho ricomposto solo l’elenco alfabetico di Dominae. Però mi restano documenti che cercherò di inserire qui e soprattutto mi resta la memoria (mia e di altre).
La Bacheca raccoglieva avvisi di manifestazioni, presentazioni di libri, spettacoli teatrali, concerti, le proposte dal dell’Araba, e di altre Associazioni, o dai Siti a noi collegati.
Pensare pensare pensare (citazione da V. Woolf), era lo spazio dove si raccoglievano discussioni su varie tematiche (guerra, lavoro, violenza…).
Le Antologie: una di racconti di scrittori, l’altra delle poete presenti in Dominae.
Dominae era (tendeva a essere) un Dizionario biobibliografico internazionale delle donne. Era uno spazio, dove le persone interessate inserivano schede (proprie o di donne studiate).
Noi raccogliemmo poco più di 500 schede, ciascuna con la propria biobibliografia, inserita tramite le varie categorie (Linguaggio, Alfabetico, Cronologico, appartenenza geografica…). In più, comparivano allegati (poesie, stralci di saggi, racconti, incipit di romanzi, immagini, e così via).
Il programma, creato per noi, era fantastico: c’era l’elenco alfabetico, l’elenco geografico, quello cronologico, che potevano essere intrecciati l’un l’altro e con quello del linguaggio scelto, per cui era possibile verificare per es. quante e quali donne avessero scritto o dipinto o fossero state attrici, ballerine, cantati, in un certo numero di anni e in quale paese.
Le schede, da autentico work in progress, andarono moltiplicandosi man mano che Dominae diveniva popolare (tanto che, purtroppo, non poche schede ci furono “rubate” senza che venisse citata la provenienza, e questo è stata una ferita non al nostro individuale lavoro – non solo – ma alla creatività di tale progetto che metteva in rete, senza divieti o protezioni, i propri risultati), e molte si arricchirono con interventi successivi da parte di studiose, che hanno arricchito molte schede con ulteriori notizie o commenti, studentesse alla ricerca di bibliografie, artiste. Ci hanno anche scritto discendenti di queste nostre madri, fornendoci informazioni preziose.
In complesso, Dominae, come già il Catalogo delle opere delle scrittrici italiane giacente nei fondi della Biblioteca Nazionale di Napoli (che, nel mio tragitto di ricerca ne è l’anticipazione), presentava una quantità e una pluralità di presenze che, tutte insieme e spingendoci a scoprirne altre, rimuovevano ogni accenno riduttivo alla Storia che possediamo. Mise in luce nomi sconosciuti (dei tempi passati e delle contemporanee) di donne, definendole Dominae, e spesso crearono tra artiste/intellettuali relazioni e scambi.

Mi è molto piaciuto, ora, nel rimettere in ordine il vecchio file, ritrovare sin da allora donne che poi, negli anni, lavorando, impegnandosi, sono diventate le poete, le scrittrici, le studiose che oggi sono. E anche verificare come, nomi di donne morte da secoli, allora del tutto cancellate dall’immaginario, o consegnate a letture stereotipe (maschili, ma anche femminili), siano diventate oggetto di studio e di ricerca spesso da parte di “buone lettrici”. E come tante giovani studiose che furono collaboratrici a vario titolo di questo lavoro immenso, abbiano trovato, molte di loro, una strada professionale di grande interesse.
Dirò di più: andando su e giù per il recupero dell’elenco (che per fortuna avevo salvato in word, ma presentava vari errori, e soprattutto le varie schede si presentavano in un ordine del tutto casuale), ho riletto con rinnovato piacere le storie di tutte quelle donne, a volte anche poche righe, e ho ricordato il fervore di quando, col gruppetto delle collaboratrici, portavo avanti la ricerca, e ho capito che il motivo principale di questa presentazione, oggi, sta nel desiderio di fornire materiale di riflessione e studio a tante giovani (o no) che ignorano la forza delle nostre madri.
Troppo spesso mi capita di leggere su FB o altrove, il senso di solitudine di chi non sa quanta Storia possediamo, o il tono un po’ ingenuo di chi ancora si chiede: ma come mai le donne non hanno scritto, dipinto, suonato, e così via, o anche la scarsità di conoscenza del lavoro di visibilizzazione e valorizzazione che negli ultimi 40 anni è stato portato avanti, da tante studiose.

Di queste attività ho per ora recuperato immagini, stesura dei progetti, attività svolte che potete vedere qui.