Il lavoro di promozione alla lettura nelle scuole è stato avviato dall’Araba Felice nel 1994:

  • Incontri di lettura ad alta voce, con la partecipazione di poeti e poete, scrittori e scrittrici, lettori e lettrici
  • Laboratori di lettura

Nel 1996, A. Santoro è stata nominata Referente Provinciale per il Progetto di promozione della Lettura, che qui riportiamo nei suoi punti essenziali. Di seguito riportiamo anche i passi significativi del Piano Provinciale, riservandoci di comunicare per esteso entrambi i documenti a chi ce ne fa richiesta.
Grazie a questo lavoro si creò una rete di circa 500 scuole, e soprattutto, grazie a questo lavoro, il lavoro di promozione alla lettura, che già tante docenti portavano avanti, ciascuna a suo modo, venne in qualche modo “istituzionalizzato” e dunque acquistò visibilità e autorevolezza.
Per noi continua ad essere un punto di partenza e di confronto per i Lavori che proponiamo alle scuole, per i Seminari, i Laboratori, i Percorsi di lettura.

PROVVEDITORATO AGLI STUDI DI NAPOLI

Ufficio Studi e Programmazione
Progetto contro la dispersione e l’abbandono, grazie alla Promozione della lettura nelle scuole di ogni ordine e grado.   Di Anna Santoro

Premessa:
Il Progetto per la Promozione della lettura ha lo scopo di combattere l’evasione scolastica mettendo in atto strategie atte a coinvolgere gli alunni che abbiano ottenuto risultati precari o che abbiano mantenuto comportamenti apatici o segnati dalla disaffezione nei riguardi del sistema scolastico, é rivolto anche a gratificare le attitudini e i comportamenti di tutti gli studenti (compresi dunque quelli che abbiano ottenuto già un buon livello per ciò che riguarda il profitto e la scolarizzazione) al fine di creare o di confermare l’autostima necessaria per la crescita dell’individuo, per l’affezione alla conoscenza e alla capacità critica e per lo sviluppo delle capacità creative. Il Progetto, attraverso gli alunni, si rivolge ai genitori e al territorio per tornare agli alunni e promuovere così una crescita che non può prescindere dai contesti e che mira all’integrazione produttiva e positiva dei soggetti scolastici nella propria realtà economica e culturale.
Il Progetto nasce da considerazioni che attengono soprattutto ai seguenti fenomeni:

  • il dilagare di una cultura tutta fondata sull’apparenza e sull’immagine veloce, da consumare in fretta e con superficialità, con la conseguente scomparsa progressiva dei lettori e con il contemporaneo scadimento della scrittura;
  • il progressivo smarrimento di valori forti e la perdita della memoria storica,
  • il fraintendimento del senso culturale dei nuovi linguaggi multimediali e tecnologici, dovuto ad una fruizione spesso superficiale e meccanica, erroneamente proposta in alternativa alla grande tradizione del linguaggio della parola e della scrittura;
  • la perdita progressiva di capacità sviluppate proprio grazie all’abitudine alla lettura, e cioè la capacità di concentrazione, la capacità immaginativa, la capacità dell’attenzione (al libro, all’altro da sé) eccetera;
  • l’aumento della disoccupazione intellettuale che contribuisce al calo di tensioni etiche e culturali nella progettualità dei giovani riguardo il futuro;
  • la crisi delle attività che dipendono dalla fortuna del libro con la conseguente crisi economica del settore.

Se l’abitudine alla lettura e il piacere della lettura insegnano l’immaginazione e la concentrazione, la loro mancanza rende sempre più deboli queste qualità che sono invece proprie degli uomini e delle donne. Molti giovani, oggi, privi di questa abitudine, anche a causa della disattenzione dei loro educatori e dei loro genitori, mostrano pericolose tendenze alla superficialità e scarsissime attitudini alla capacità critica e all’affabulazione, senza dire dell’appiattimento lessicale e delle gravi carenze in campo grammaticale e sintattico, problemi linguistici che vanno crescendo di anno in anno, come è possibile verificare nelle classi anche delle scuole medie di secondo grado. Tutto ciò contribuisce al senso di estraneità nei confronti della scuola e dunque al progressivo distacco dalla frequentazione scolastica.
Fino ad oggi, da parte del mondo della scuola, c’è stata una forte difficoltà, determinata da tanti fattori, ad educare alla lettura, al piacere del testo, al senso della parola scritta, al valore formativo ed educativo della lettura. C’è stata difficoltà a comprendere il rapporto forte tra emarginazione e abbandono e, anche, tra piacere, curiosità, bisogni di relazioni costruttive e cultura.
Con questo Progetto si ritiene (in perfetto accordo con quanto scritto nell’Allegato A della C. M. citata), che la lettura possegga una forte valenza affettivo-relazionale, che possa cioè essere tramite di relazioni e che nasca da e risponda ad una forte esigenza “sentimentale” oltre che intellettuale, e dunque che sia necessario trovare delle chiavi intelligenti e pratiche, legate alla grande richiesta, tuttora viva, da parte dei giovani, di curiosità e di comunicazione.
Si ritiene anche che la lettura, ben lontana dall’essere un obbligo scolastico, un dovere da inculcare, sia un piacere e come tale debba essere proposta.
Il piacere avvertito, in altra epoca, dai bambini ad ascoltare storie, lette o a memoria, da parte della nonna, della mamma, del padre, ha certamente inciso sul successivo gusto alla lettura delle generazioni passate e così si può affermare che la chiave per riportare l’abitudine della lettura, sia quella di far riacquistare il piacere del testo, tramite l’ascolto delle opere della letteratura (italiana e straniera) che spinga poi il giovane, debitamente consigliato, a creare propri percorsi di lettura.
Si ritiene inoltre che vadano svolte una serie di iniziative per la conoscenza e la divulgazione di opere di saggistica che mostrino ai giovani come ci sia alle loro spalle una lunga tradizione di riflessione riguardo problemi e tematiche da essi avvertiti spesso in modo sofferto e solitario. Lo stesso dicasi per le grandi tematiche storiche, filosofiche, politiche.
In questo modo, si ritiene che i giovani riacquisteranno fiducia nella parola e dunque allargheranno il loro campo di esperienza anche alle opere di discipline scientifiche.
Insomma, è opportuno che i giovani riscoprano come la nascita del discorso abbia sancito la nascita della logica, del rigore intellettuale, della capacità conoscitiva, dell’esperienza esplorativa, tutte qualità che permettono di avanzare successivamente nel cammino della tecnologia moderna. E che quindi il libro non è affatto in antitesi col computer o con i testi multimediali e che anzi le capacità che la lettura aiuta a sviluppare (immaginazione, concentrazione, logica del discorso, capacità critica, memoria storica…) sono indispensabili e propedeutiche per un corretto approccio ai linguaggi moderni della comunicazione letteraria e scientifica.
Ed è opportuno che sappiano e verifichino come la capacità dell’affabulazione, del raccontare e dell’ascoltare, siano indispensabili per un civile e “affettuoso” rapporto tra le persone.

Obiettivi

  • Rivalutare il ruolo della cultura della parola e del discorso, contrastando così la disaffezione alla scuola da parte degli studenti e la conseguente evasione scolastica;
  • rivalutare l’ascolto come “abilità attiva” (quella di “mettersi in ascolto”) e non come “abilità passiva”
  • ricreare il piacere della lettura, partendo dal piacere dell’ascolto e dunque della curiosità e dell’attenzione, al fine anche di ricreare memoria storica, capacità critica e competenze specifiche;

Il piacere dell’ascolto e la presa di coscienza che è il libro la fonte di tale piacere deve essere avviato sin dalla scuola materna. I bambini sono di fatto ottimi ascoltatori, a patto che la capacità affabulativa del lettore sia di livello professionale.

  • promuovere il rapporto dei giovani con gli altri linguaggi ( l’immagine, la musica, il teatro, il multimediale…) che fanno parte del quotidiano culturale e professionale della moderna società, grazie anche all’acquisizione delle qualità conquistate con l’abitudine alla lettura
  • negare la fittizia opposizione tra i linguaggi della parola e quelli tecnologici e mostrare come i primi siano utili per il buon uso dei secondi;
  • recuperare e valorizzare le lingue locali (es. la lingua napoletana) e la tradizione orale, sottolineandone il valore storico, psicologico e culturale;
  • attivare nelle scuole i Laboratori di lettura:
  1. a) per gli studenti degli ultimi anni, con l’ipotesi anche di inventare un nuovo lavoro grazie alla cultura, un lavoro che in più contribuisca ad elevare la qualità della vita di tutti: di chi lo pratica e di chi ne usufruisce.
  2. b) per i docenti, qualificandone così ulteriormente la professionalità e la capacità didattica di affascinare al testo gli studenti, e fornendoli di tecniche di prevenzione nei confronti di malattie professionali;
  • investire anche i genitori nelle attività di lettura, per far loro recuperare un dialogo culturale ed affettivo con i propri figli,
  • riattivare in modo intelligente e produttivo le Biblioteche scolastiche, dotandole di personale specializzato, e farle diventare luogo di incontro tra le varie componenti scolastiche e tra esse e il territorio;
  • allargare la pratica della lettura a livello trasversale, investendo non solo i docenti di letteratura italiana, ma anche di storia, di lingue straniere, di discipline scientifiche;
  • creare, grazie anche alla collaborazione di docenti universitari, di Istituti di cultura, di Associazioni culturali, Centri di ricerca trasversale tra vari Istituti e con la rappresentanza di più discipline, che verifichino le pratiche portate avanti ed elaborino le ipotesi dalle quali partiamo.

E cioè che, grazie alla lettura opportunamente diretta, noi otterremmo:
1)  la rivalutazione della capacità immaginativa che ri-crei un immaginario collettivo decente, contrapposto a quello che si sta creando (o che si è creato) in questi anni, che è quanto di più deprimente e sterile si possa pensare (immaginare, appunto);
2)  l’assegnazione alla parola di questa capacità di riproporre e ricreare creatività, col recuperare la sua stessa magia che è andata via via perdendo e il suo collegamento con la creatività degli altri linguaggi;
3)  la rivalutazione dell’ordine del discorso, cioè della qualità, propria del linguaggio della parola di dare logica e correlazione al pensiero;
4)  la rieducazione alla ricerca grazie alla curiosità, riabilitata come virtù essenziale e molla indispensabile per un reale progresso;
5)  la rieducazione all’ascolto e all’attenzione, al recupero dei sensi che sono tramite tra noi e il mondo, affinché siano affinati e rinforzino le proprie caratteristiche e non siano progressivamente abbandonati, a causa dell’assuefazione e della passività di cui sopra. Dunque inclusione forte del corpo (e della sessuazione) nel processo conoscitivo e relazionale;
6)  la creazione di una coscienza individuale e collettiva che abbia chiaro come la propria maturità dipenda anche dal rapporto con gli altri, aperto a percepire e ad accettare le differenze, senza stabilire gerarchie, sia pure con senso critico dichiarato;
7)  la capacità di relazione e di attenzione verso i più deboli, e cioè l’attivazione e la valorizzazione della solidarietà e del senso di giustizia, sentimenti molto forti tra i giovani che non sanno sempre come dar loro forma.

Strumenti e tecniche di realizzazione

In conformità con la C.M. 105, riteniamo indispensabile articolare il Progetto generale di lettura in sottoprogetti specifici indirizzati a soggetti diversi, e con differenti modalità, secondo una scansione temporale che indichiamo più sotto. I sottoprogetti essenziali sono:

  • Il suono della parola, letture nelle scuole eseguite da lettori e lettrici di professione, includendo la doppia lettura in italiano e in lingua straniera; (alleghiamo il progetto A)
  • Laboratori di ricerca, di lettura e di scrittura applicata alla lingua napoletana (o comunque a quella regionale, locale);
  • Corsi di formazione e/o di aggiornamento, Laboratori di lettura per docenti;

(alleghiamo il progetto B)

  • Laboratori di lettura per studenti come avvio ad una professionalità (tramite eventuale accordo con Regione); (progetto parzialmente simile all’allegato B)
  • Incontri di lettura con genitori; (progetto parzialmente simile all’allegato A)
  • Attivazione della biblioteca scolastica e collaborazione con le Biblioteche pubbliche di quartiere, comunali, nazionali …
  • Creazione del Centro di ricerca, in collaborazione con Università, Istituti di cultura e Associazioni culturali

Tempi di attuazione: Piano triennale

Il Progetto ha una scadenza triennale: si inizierà nella I e/o III elementare, nella I media, nella I del biennio superiore e nella I del triennio superiore (Si raccomanda attenzione per le I classi del biennio superiore perché é in esse che é più alta la percentuale di dispersione scolastica).
Preliminare (Fase 1) é il Questionario, proposto, adattandolo opportunamente, alle classi che seguiranno il Progetto e anche alle ultime (V elementare, III media, II biennio, III triennio) al fine di possedere , a conclusione del triennio di applicazione una possibilità concreta di confronto. (cfr. allegato c)
Successivamente, dopo aver opportunamente letto i risultati , con l’ausilio di un esperto, si passerà alla Fase 2, cioè all’applicazione del Progetto o delle parti che risultino idonee nelle diverse situazioni.
PRIMO ANNO: Avvio delle attività nelle scuole.

  • Questionario sulle abitudini alla lettura;
  • Creazione o riattivazione delle Biblioteche scolastiche, con idoneo spazio di lettura e di incontro, per studenti, genitori e docenti

a)   qualificare i responsabili delle Biblioteche, scelti in seguito a graduatorie di titoli comprovanti certe competenze, con corsi di formazione e incontri seminariali, in collaborazione con le Biblioteche pubbliche, le Associazioni professionali, esperti in materia;
b) creare uno spazio confortevole, luminoso e caldo, con scaffali aperti per il facile accesso ai libri e con addetti alla Biblioteca che stiano a disposizione per chiarimenti e suggerimenti;

c) dotare lo spazio di video, video registratori, computer…raccolte di video teatrali, cinematografici e musicali;
d) programmare proiezione di film con successiva analisi e dotazione di bibliografia opportuna….
e) catalogare i fondi librari e incentivare acquisti mirati

f) programmare incontri con autori (di poesia, narrativa, saggistica…ma anche di teatro, di cinema, di musica, di arti figurative, di pubblicazioni scientifiche….) possibilmente della propria città, al fine di facilitare l’organizzazione di manifestazioni non isolate e straordinarie, ma scandite con regolarità.

g) avviare esperienza di lettura a casa
3)      Corso di aggiornamento per docenti: Laboratorio di lettura (cfr. allegato B).
4)      Letture per studenti (anche in lingua napoletana): Il suono della parola (cfr. allegato A).
5)      Primo ciclo di “Incontri con autori”, rivolti a studenti e genitori.
6)      Visite alle grandi librerie della città e alle Biblioteche pubbliche.
7)      Istituzione di un giorno al mese in cui in tutte le classi e durante tutte le materie, si legge

SECONDO ANNO:Avvio del rapporto scuola-territorio e articolazione e appprofondimento all’interno delle scuole
1)      Incentivazione attività Biblioteche programmate nel Primo anno, e incremento degli acquisti decisi da un Comitato in cui sono presenti tutte le componenti della scuola.
2)      Collaborazione con le Biblioteche pubbliche di quartiere, comunali, di Istituti di cultura (a Napoli anche con la Nazionale).
3)      Corso di aggiornamento per docenti, Laboratorio di lettura, puntando sulla interdisciplinarietà e dunque sulla trasversalità delle tematiche e delle modalità.
4)      Letture per studenti: Il suono della parola
5)      Laboratorio di lettura anche per studenti, con spettacolo di lettura di fine anno, alla presenza dei genitori.
6)      Mostra ragionata dei libri letti, con i percorsi di lettura scelti.

TERZO ANNO : Approfondimento e articolazione del rapporto scuola-territorio

1)      Frequentazione della Biblioteca scolastica da parte dei genitori, precedentemente coinvolti nella programmazione delle attività.
2)      Adozione da parte degli studenti, che abbiano seguito il Laboratorio di lettura, di un luogo di emarginazione (ospizio, ospedale, centro sociale…) dove esercitare la competenza acquisita e la spinta alla solidarietà verso gli emarginati.
3)      Produzione di attività elaborate con gli autori intervenuti e che si siano dichiarati disponibili: giornale scolastico, con testi di poesia, musica, ma anche con ricerche portate avanti nelle materie scientifiche (evidenziando la Bibliografia…), ricerche di laboratorio, progettazione video…
4)      Laboratori di scrittura (organi di informazione, narrativa, sceneggiatura, testi poetici, canzoni…) con la collaborazione di competenti dei vari settori.
5)      Scambio con altre scuole e programmazione comune e continuativa.
6)      Creazione del Centro di ricerca (vedi sopra)
7)      Tavola rotonda per la verifica del lavoro svolto e al fine di accogliere eventuali modifiche e suggerimenti. Partecipano tutte le componenti coinvolte. Al termine, letture da parte degli studenti.

ALLEGATO A
IL SUONO DELLA PAROLA
Premessa:  La lettura è un momento privilegiato della comunicazione.

Questa assolve infatti svariate funzioni, soprattutto in un’epoca come la nostra caratterizzata da una forte oralità: la voce ha una capacità comunicativa, evocativa ed interattiva; promuove una lettura di tipo “sensoriale” e non solamente analitico-astratto, che sacrifica valenze importanti del testo letterario.
Nella scuola elementare la sonorità rappresenta il primo veicolo che condurrà il bambino al libro. Nella scuola media, sia di primo che di secondo grado, l’attenzione oggi focalizzata sulla centralità del testo nella pratica didattica trova un adeguato sostegno nella lettura al alta voce.
Se nella pratica pedagogica la lettura silenziosa ha un suo ruolo definito, e ci aiuta ad interiorizzare il testo, la lettura ad alta voce ha quattro scopi fondamentali:
1)far rivivere il testo nella sua dimensione più vera, soprattutto per quanto concerne alcuni testi letterari, concepiti per essere letti ad alta voce, se non addirittura recitati, e 2) fare in modo che questo testo procuri piacere.
3) sollecitare la pratica della lettura
4) sollecitare la partecipazione attiva degli studenti.

Nella scuola odierna ci si interroga ancora troppo poco sul piacere dell’ascolto: eppure solo chi ha provato questo piacere è un potenziale lettore e userà la lettura anche per informarsi.

In base a queste considerazioni e alle strategie complessive del Progetto provinciale di educazione alla lettura, viene organizzato un Corso di letture opportunamente differenziato per le scuole di ogni ordine e grado.

Lettura ad alta voce come educazione all’ascolto.
Durata: 20 ore di lettura .
Obiettivi:
Riportare l’attenzione dello studente sul valore estetico e formativo delle grandi opere della letteratura tramite il recuperato piacere dell’ascolto;
recuperare la memoria storica di ampio respiro conservata nei testi non solo letterari;
risuscitare curiosità e interesse nei confronti del libro;
promuovere la concentrazione, l’immaginazione, l’attenzione, l’affabulazione, la logica del discorso, capacità indotte dall’abitudine alla lettura;
dotare i giovani di uno strumento formativo di grande valore: la lettura ad alta voce.
Tutto ciò al fine di una complessiva rivalutazione del ruolo della cultura della parola e del discorso e, più specificamente, al fine di rintracciare una nuova modalità per contrastare la disaffezione alla scuola da parte degli studenti e la conseguente evasione scolastica.

Modalità d’attuazione: Ciclo di letture mirante a far ascoltare agli studenti le pagine più significative della letteratura italiana e napoletana (ma anche, tramite letture a doppia voce, delle letterature straniere) per far sì che essi ne colgano l’assoluta bellezza e comprendano, grazie a verifica diretta, i motivi e i modi grazie ai quali esse costruiscano un codice insostituibile, non in contraddizione con gli altri, moderni, codici, ma ad essi propedeutici.
Un lettore di professione legge in classe, durante le ore curricolari e all’interno della programmazione didattica, le pagine più idonee a catturare l’interesse degli allievi, attraverso la riscoperta del piacere dell’ascolto della parola (ritmi e sonorità). L’interazione docente, studenti , lettore, completa la trasmissione del testo e desta curiosità nello studente affinchè prosegua nella lettura autonoma, confermandolo nella consapevolezza del suo ruolo di destinatario e comunicatore del testo scritto.

ALLEGATO B

LABORATORIO DI LETTURA
Corso di aggiornamento per i docenti di scuole di ogni ordine, grado, indirizzo e disciplina, tenuto da esperti del settore.
Durata del corso    : 30 ore

  • Obiettivi : – qualificare ulteriormente la professionalità del

docente, dotandolo di strumenti idonei a
svolgere questa attività ;
– attrezzare il docente nei confronti di malattie
professionali dovute al prolungato ed errato uso
della voce
Tipologia          : lezioni interdisciplinari (teoria e laboratorio)
Utenti              : gruppi di 20-25 docenti di ogni ordine, grado, indirizzo e disciplina
Docenti            : esperti che lavoreranno individualmente o relazionandosi
in modo opportuno e che copriranno le seguenti competenze: logopedia, ortoepia ed elementi di dizione, analisi testuale, psicologia relazionale, gestualità, resa del testo, rapporto oralità-scrittura, tecniche per la resa dei ritmi e delle sonorità (pause)

Linee programmatiche  :
1)  Disposizione fisico-psicologica del lettore. La postura, lo sguardo, la voce, il gesto.
Tecniche per la disposizione all’ascolto (il cerchio).
Competenze d’ordine psicologico e meccanismo fisiologico del linguaggio articolato: La voce come “parola” e “discorso”. La voce come relazione tra mondo emozionale e mondo intellettuale.
2)  Rapporto lettore – testo: evidenziazione di segni grafici (punteggiatura, spaziatura…) e degli elementi di analisi testuale (sequenza, parola-chiave…), finalizzata alla lettura ad alta voce.
3)  Rapporto lettore – ascoltatore: inchiesta sulla tipologia del pubblico. Differenziazione tra fasce di età e di scolarizzazione. Programmazione e scelta appropriata dei percorsi di lettura.
Tecniche di resa del testo: la pausa, l’attesa, l’anticipazione…
4)  Tecniche del e per l’uso della voce: rilassamento, respirazione, emissione voce…
Prevenzione di malattie professionali.
5) Elementi di ortoepia e di dizione.

6)  Recupero della tradizione orale locale: lettura e scrittura della lingua napoletana.

QUESTIONARIO     (Linee generali)

1) Quante storie (a) o favole (b) conosci?   (a)……..   (b)……..
2) Le conosci perché: a) le hai lette

  1. b) te le hanno raccontate
  2. c) le hai viste in TV
  3. d) altro…………………..

3) Hai letto qualche libro nell’ultimo anno?   sì………     no……..
4) Se sì, ricordi qualche titolo? ……………………………………………………………………………………….
………………………………………………………………………………………..
5) Quanti libri possiedi? n………………..
6) Hai mai comprato con i tuoi soldi libri ?   sì………   no…….
7) Li hai mai chiesti espressamente in regalo? sì……… no…….
8) Leggi un libro perché: a) te lo ha consigliato un amico

  1. b) te lo ha consigliato un tuo familiare
  2. c) te lo ha consigliato un insegnante
  3.              d) altro?…………………………………

9) Con quale criterio scegli autonomamente un libro? a) conosci l’autore

  1. b) ti piace il titolo
  2.                                                                          c) hai visto la pubblicità
  3. d) ti piace la copertina
  4.                                            e) altro……………………………………………….

10) Leggi: a) riviste     b) quotidiani         c) fumetti

11) Se sì, indica qualche titolo?………………………………………………………………………………………………..
………………………………………………………………………………………………………………………
12) Quanti fumetti possiedi?..n………….

13) Quanti ne compri? a) nessuno

  1. b) uno al giorno
  2. c) uno alla settimana
  3. d) uno al mese

14) Ci sono libri nella tua casa? sì…………… no……………….
15) Se sì, quanti?…………………………………………………
16) Chi legge i libri nella tua casa? .mamma… ……papà……. .fratello……. sorella………… altri…….
17) Chi li compra?. mamma…….. papà…….. fratello……. fratello………. altri…… .
18) A casa tua si leggono: a) giornali   b) riviste   c) altro
19) Qualche titolo…………………………………………………………………………………………………………….
…………………………………………………………………………………………………………….
20) Chi li compra? mamma……….. papà………. fratello………..sorella………… altri
21) Sei mai stato in una Biblioteca? sì……….. no…………..
22) Se “sì”, in quale? a) nazionale…….. b) di quartiere…….. .c) di scuola……. d) altra città
23) In quale occasione? a) ricerche scolastiche

  1. b) ricerche personali
  2. c) turismo
  3.                      d) altro

24) Sei mai stato in libreria? sì………….. no………………
25) Se “sì”, era: a) per curiosare       b) per comprare un libro già scelto
26) La scuola ti spinge a leggere? sì………….. no……………….
27) In che modo?…………………………………………………………………………………………………..
……………………………………………………………………………………………………
28) Le insegnanti cosa ti consigliano di leggere?   a) i libri di testo

  1. b) i libri della biblioteca
  2.                      c) i libri che ti piacciono
  3. d) i fumetti
  4. e) riviste e quotidiani
  5.                                                                        f) altro

29) Dai suggerimenti avuti (se ce ne sono stati) hai ricevuto informazioni interessanti? sì…….no……
30) Hai scoperto qualcosa che ti é piaciuto: a) un autore

  1.                                                                  b) un libro
  2. c) un quotidiano
  3. d) una rivista
  4.                                                                e) un fumetto

31) Hai continuato a leggere anche per conto tuo? sì…………. no………….
32) Se “sì”   : quali autori……………………………………………………………………………………………….
quali libri…………………………………………………………………………………………………..
quali giornali …………………………………………………………………………………………..
33) Se sei rimasto deluso dai suggerimenti del professore, ne hai parlato con lui?   sì……..no……

 

                          PROVVEDITORATO AGLI STUDI DI NAPOLI

 

                                     Ufficio Studi e Programmazione

Piano provinciale per la promozione della lettura nelle scuole di ogni ordine e grado: per combattere la dispersione e l’abbandono, per contribuire alla formazione dell’identità, della coscienza del diritto\dovere all’istruzione, del gusto estetico, delle capacità di giudizio e di approfondimento dei saperi e delle competenze.

Referente provinciale: Prof. Anna Santoro

a.s. 1996-7, 1997-8, 1998-9

                                                                                                                          

 

Premessa

Il Piano Provinciale per la promozione della lettura nelle scuole di ogni ordine e grado, per combattere la dispersione e l’abbandono, per contribuire alla formazione dell’identità, della coscienza del diritto\dovere all’istruzione, del gusto estetico, delle capacità di giudizio e di approfondimento dei saperi e delle competenze, chiude il secondo anno di attività.

 

Nato come ampliamento e articolazione del Progetto triennale (partito, con la nomina della Referente, nel 1996-97) contro la dispersione e l’abbandono, grazie alla Promozione della lettura nelle scuole di ogni ordine e grado (cfr.Allegato 1), il Piano ha come obiettivo il recupero dell’abitudine alla lettura intesa sia come momento gratificante, educativo per il gusto, per il senso estetico ed etico dello studente, sia come chiave di accesso indispensabile per entrare in relazione con il mondo e con gli altri linguaggi.

Il Piano sottolinea la necessità di creare sinergie con tutte le forze istituzionali e no, operanti sul territorio, al fine di realizzare iniziative articolate e connesse per giungere al comune obiettivo che è quello di combattere la dispersione e l’abbandono e di educare, formare e istruire i giovani.

Specificamente, per quel che riguarda la lettura dei libri, l’obiettivo è recuperare tale attività come pratica curriculare, quotidiana, non più “Progetto speciale”, ma compito primario della Scuola. In questo modo, il bambino, il ragazzo conquista una capacità di sguardo che, dapprima riferita al libro, verrà poi a comprendere anche il cinema, la musica, il teatro, il computer….

Come si può facilmente notare Il Piano Provinciale di promozione alla lettura contro la dispersione, per come è stato pensato e portato avanti, ha in qualche modo anticipato le indicazioni di merito, le finalità, gli obiettivi e gran parte delle considerazioni presenti nel Documento sui contenuti essenziali della formazione di base dell’8-4-98, nato dalla Commissione “dei Saggi”.

 

  • Il Piano Provinciale per la promozione della lettura, infatti, aveva (ed ha), l’obiettivo di morire come Progetto, proprio per non essere inteso come uno tra i tanti Progetti , interessanti o meno, circolanti nelle scuole, sì invece, più correttamente come “progettazione” per riportare la lettura, nelle sue varie ed ampie accezioni, nell’attività curriculare, vale a dire come sottinteso (ma attivamente praticato) di tutte le attività e di tutti i percorsi, e per sollecitare una revisione delle modalità di approccio al testo, rivalutando il momento emozionale che, opportunamente seguito, diviene esso stesso formativo.
  • Il Piano spinge continuamente i docenti a riflettere sul “perché” si riproponga oggi con forza la necessità dell’abitudine alla lettura di testi verbali e le risposte sottolineano la necessità di cogliere l’essenza del valore formativo etico ed estetico della lettura e dunque la necessità di porre la massima attenzione nella scelta dei percorsi di lettura. Pone la necessità di riflessione, per prima da parte di docenti, sullo spazio che il gusto della lettura occupa nella propria vita, e spinge ad una responsabilizzazione, oltre che collettiva, individuale nella scelta dei testi effettivamente formativi (nella più varia accezione) per gli studenti e per le studentesse.
  • E’ stato più volte ribadito negli incontri e nei Corsi di aggiornamento che la promozione della lettura non è da noi intesa come promozione strumentale alla lettura di qualche libro, ma come appropriazione della capacità di “leggere il mondo”, di accoglierlo nella sua varietà e complessità, grazie alla lettura dei segni (a partire da quelli della scrittura) attraverso cui esso si manifesta.
  • L’equilibrio tra i saperi e la loro trasversalità sono al centro della nostra attenzione e dunque recuperare il piacere della lettura significa recuperare o acquisire il gusto di leggere libri, scoprendo in essi elementi che parlano alla sensibilità, alla curiosità, alla sete di conoscenza di chi legge, e in più che provocano una continua messa in discussione del sé, un continuo arricchimento delle modalità di lettura, una riscoperta del punto di vista di chi scrive e di chi legge.
  • Il Piano opera anche al recupero di un certo disagio avvertito da studenti e studentesse, insistendo sul concetto che la cultura (la lettura) giusta aiuta a prendere coscienza di sé e del mondo, a ad acquisire autostima e sicurezza. In particolare sollecita le docenti e i docenti ad aprire un giusto spazio alla produzione letteraria femminile, sia per far conoscere un mondo ancora sconosciuto e invece ricco di suggestioni notevoli, sia per fornire le ragazze di tradizione e di forza e per formare nei ragazzi il rispetto dovuto alle loro compagne.
  • Il Piano, che viene articolato a più livelli e con svariate modalità dalle scuole, a seconda del rapporto col territorio, con la cultura circostante, con la tipologia della platea e delle famiglie di appartenenza, e a seconda delle competenze e dei saperi dei docenti, possiede alcuni punti forti, perfettamente in linea con il documento in oggetto, con i “contenuti irrinunciabili” che il documento segnala. La capacità di comprendere, di rielaborare, di costruire eccetera ha ovviamente come primo punto questa “capacità di leggere il mondo” a cui si accennava sopra. Più specificamente riguardo la lettura, il Piano sostiene :
  • il primato del piacere e l’integrazione tra processo cognitivo e processo emozionale-

affettivo

  • la concezione della lettura come abilità attiva
  • la nozione di testo scritto come testo già di per sé multimediale (la lettura sollecita capacità immaginative, figurative, di logica lineare, di attenzione alla sonorità perché il testo è già ricco di immagini, suoni, senso del discorso, eccetera) e dunque idoneo a suggerire il rapporto con la nuova multimedialità o a intrecciare rapporti con tutti i linguaggi
  • la lettura come interrelazione con l’altro da sé
  • la lettura come ascolto del testo, intendendo in questo caso una sorta di capacità di sguardo, quell’attitudine cioè che dispone all’accoglienza non passiva e unicamente ricettiva, ma sempre attiva e disposta alla rielaborazione. Leggere è provocare e vivere un “incontro di sguardi”, cioè di pensieri, di saperi, di gusti, di competenze, di aspettative, di affettività, eccetera.
  • la lettura come tramite di memoria storica, come conoscenza di esperienze, come esercizio critico
  • la lettura (in senso proprio e lato) come strumento di formazione del gusto estetico ed etico
  • Il Piano Provinciale ha posto come punto di partenza per il recupero del piacere della lettura, il recupero del piacere dell’ascolto, cioè il recupero dell’abilità all’ascolto. Fornisce cioè una indicazione metodologica di percorso didattico-culturale da svolgere successivamente con opportune varianti.

La capacità di ascolto attiva la pratica della lettura ad alta voce, che è competenza importante

e formativa ed è essa stessa strumento di conoscenza e di approfondimento. Essa infatti, una volta

ben acquisita :

  • permette di cogliere la sonorità testuale, il che aiuta a distinguere immediatamente le funzioni del testo, il registro della parola, il punto di vista, eccetera
  • rende indispensabile la capacità di decodifica e di codifica testuale e dunque anche la capacità critica di chi legge
  • è esemplare dell’unità tra emozione e processi cognitivi grazie all’uso contemporaneo di vari linguaggi (linguaggio verbale e non verbale, della voce, del corpo eccetera) che questa unità segnalano e segnano sempre
  • richiama l’attenzione sulla qualità di ciascuna lingua e dunque in particolare sulle qualità della lingua italiana, sulle sue sonorità troppo spesso mortificate e che invece, soprattutto oggi, con le trasformazioni dovute allo stretto contatto con culture e lingue diverse, vanno conosciute e praticate correttamente come correttamente di fatto si insegna la sonorità delle lingue straniere
  • permette una messa a fuoco del senso della traduzione (ad es. di un testo poetico di lingua straniera in italiano, ma anche di un testo da un linguaggio all’altro) con l’evidenziazione del “tradimento” e del complesso rapporto tra significato e significante
  • spinge alla conoscenza e alla valorizzazione del proprio corpo, con conseguente crescita dell’autostima e della responsabilità individuale.
  • fa prendere coscienza della sessuazione della parola e del discorso.
  • Il Piano Provinciale, inoltre, pone come punti irrinunciabili, oltre il recupero del piacere dell’ascolto e della capacità di leggere ad alta voce (con tutto ciò che implica), la continuità e la gradualità delle Progettazioni. Si sono avviati Progetti di continuità che collegano le esperienze delle scuole dalle materne alle superiori, avendo come base il processo di promozione della lettura ma aprendosi a tutte le sollecitazioni che la lettura stessa comporta. Esattamente come in un ipertesto che apre finestre e approfondisce tematiche via via suggerite dalla pratica del lavoro.

Tutto ciò ha registrato un rinnovato entusiasmo e una rinnovata partecipazione non solo da parte dei Referenti ma dai docenti tutti che hanno partecipato al Piano e anche da parte degli studenti e delle studentesse.

Riassumiamo la Strategia adottata dal Piano per la lettura:

  • Proporre alle Scuole, al Territorio, alle Istituzioni un percorso complessivo che prevede :
  • sequenze da rispettare (dal recupero del piacere del testo tramite il piacere dell’ascolto alla presa di parola, all’elaborazione della scrittura, al rapporto con gli altri linguaggi, eccetera) ;
  • massima libertà di sviluppare e articolare iniziative idonee e coerenti a tali sequenze (coinvolgimento di genitori, mostre del libro, giornale scolastico, incontri con poeti e autori, manifestazioni vari, premi , eccetera) ;
  • creazione e rafforzamento di una Rete verticale (continuità) e orizzontale (incrocio tra le esperienze) dei referenti di ciascuna scuola ;
  • creazione di un coordinamento tra responsabili territoriali (uno per distretto) che svolgano un lavoro di informazione e di collegamento tra le scuole e tra le scuole e la Referente Provinciale al Piano (la quale ha il compito di formare e orientare, oltre che direttamente i referenti, le stesse coordinatrici, e di promuovere la relazione e lo scambio)
  • sinergie con quanti cooperino al raggiungimento degli obiettivi
  • Ribadire l’importanza di assumere come punto di partenza il recupero del piacere dell’ascolto e della parola orale (legata al linguaggio del corpo), come tramite privilegiato per il recupero del piacere della lettura, cioè della qualità affettiva-relazionale della lettura e della passione della lettura. (I bambini, i ragazzi, i giovani trovano la motivazione dell’impegno partendo da un piacere, da una scelta affettiva) , e dunque operare al fine di (ri)creare le competenze necessarie alla esecuzione corretta della lettura ad alta voce, la quale :
  • obbliga all’attenta lettura del testo, svelandone sonorità e senso ;
  • contribuisce alla presa di coscienza della propria identità, rafforzando la conoscenza di sé e l’autostima ;
  • crea relazione con chi ascolta.
  • Prestare attenzione alle abitudini e ai gusti dei giovani, senza però rinunciare al proprio ruolo di guida critica, ricordando quanto siano essi indifesi in un mondo che propone libri, film, arte, eccetera, badando agli incassi, al successo e non alla qualità poetica, e intellettuale. Dunque si è chiesto ai docenti la massima disponibilità a rivedere i propri canoni circa il concetto e la definizione di “qualità” (riferita a testi letterari), ma anche un fermo rifiuto a posporre la qualità in nome di una non chiara “adesione al gusto corrente”. E si è chiesto che essi per primi nutrano il proprio piacere della lettura e si aggiornino su tecniche e competenze adeguate ai nostri tempi.
  • Portare avanti un serio discorso di formazione e di aggiornamento con i docenti, al fine di confortare quelli perplessi e demotivati, qualificandoli come professionisti, rivalutare i saperi legati alla cultura della parola, dell’affabulazione, della narrazione, eccetera, rivedere i percorsi di lettura, le scelte proposte ai giovani, la relazione tra libri e testi scolastici, aiutare a cogliere i legami tra linguaggi e a sviluppare le possibili articolazioni
  • Mettere in relazione molteplici esperienze, lasciando la massima libertà a ciascuna scuola, gruppo di scuole o singolo docente di articolare le proprie nel modo ritenuto più opportuno in relazione alla tipologia e alle esigenze territoriali.
  • Confermare l’importanza del rapporto col Territorio, tenendo ben presenti le sue caratteristiche, le sue risorse, i suoi problemi.
  • Far verificare come la lettura possa essere utilizzata per varie attività e vari campi di intervento (salute, legalità, pari opportunità, genitori, rapporto con culture straniere…)

Ampia libertà si è data dunque ai Distretti, Operatori di Rete, Esperti di Rete, scuole, singoli docenti, di articolare ciascuno a suo modo le attività, tenendo presenti le indicazioni di percorso sopra citate al fine di recuperare il senso della gradualità e della crescita delle esperienze. Riteniamo infatti che sia improponibile la piatta sovrapposizione di una “idea” sulle caratteristiche e sulle problematiche che un territorio esprime, ma riteniamo anche che le attività debbano disporsi lungo un tragitto di crescita complessiva che effettivamente recuperi l’abitudine alla lettura e contribuisca a combattere la dispersione.

Ad oggi alcuni Distretti (o gruppi di scuole o singole scuole) hanno sottolineato il rapporto tra diffusione della lettura e lotta contro l’abbandono, altri hanno costruito relazioni con Istituzioni territoriali, altri ancora hanno portato avanti l’aspetto “creativo” (rapporto lettura-scrittura), ricorrendo a vari tipi di manifestazioni: mostre, incontri con autori, premi di poesia, ecc…Inoltre, in alcune scuole, il Progetto lettura é stato inserito trasversalmente in Progetti genitori, Ragazzi 2000, 133, Continuità, eccetera e successivamente in alcune scuole il Progetto per la lettura è l’asse portante del Progetto per l’autonomia scolastica dell’Istituto o di un gruppo di Istituti.

Grande disponibilità è stata rivolta anche a tutte le Associazioni, gli Enti, le Istituzioni pubbliche o private che intendessero cooperare per il raggiungimento di comuni obiettivi e lungo un percorso didatticamente produttivo. Una corretta e coordinata sinergia tra tante forze ha dato risultati eccellenti. Anche riguardo alle proposte portate avanti da tali Enti o Istituzioni, si è però ritenuto opportuno che esse si disponessero all’interno del disegno complessivo di educazione alla lettura del Piano Provinciale, proprio al fine di risultare utili e produttive.

 

Obiettivi fondamentali del Piano per la lettura :

 

  • Attuare in pieno il Progetto per la promozione della lettura già avviato dal 1996-97, arricchendolo delle iniziative e delle proposte emergenti

 

  • Riassegnare la priorità alla pratica della lettura e mostrare come questa si intrecci con tutti gli altri linguaggi, con tutti gli strumenti di comunicazione e/o di rappresentazione.
  • Far recuperare a docenti e discenti saperi e competenze, tenendo presente che, in casi diffusi sia pure non generalizzabili, la disaffezione degli adulti, la loro scarsa fiducia nel valore della lettura, la omologazione dei gusti, riflessa nelle proposte di lettura, influenza ovviamente i giovani molto negativamente (molti di essi per fortuna riescono per altre vie a entrare in rapporto coi libri).
  • Riportare la lettura alla sua qualità affettiva-relazionale, alla sua capacità di “insegnar dilettando” di illuministica memoria, e dunque ricollocare la lettura come piacere.
  • Recuperare il valore della parola, orale prima ancora che scritta, e il senso de “l’ordine del discorso”, e dunque tutte le implicazioni a questo sottese: l’intreccio tra linguaggio del corpo e linguaggio intellettuale, cioé tra segni, segnali e codici, il senso originario della nascita del linguaggio della parola.
  • Ripresentare il piacere dell’affabulazione, che é parola e ascolto.
  • Articolare il concetto di “ascolto” come “capacità” di attenzione.
  • Collegare la capacità di lettura e di ascolto della parola (e del libro) alla capacità di lettura e di ascolto di tutti gli altri linguaggi e, in senso più complessivo, di tutto l’altro da sè.
  • Visibilizzare e mettere in circolo le varie modalità portate avanti dalle scuole singole o in rete e valorizzare le iniziative di docenti sensibili e attenti, tenendo conto dei Progetti attuati e degli effettivi risultati ottenuti .
  • Costruire una Rete tra le scuole, integrata da una Rete tra scuole e territorio.

 

  • Creare sinergia con le presenze territoriali.

 

 

Vogliamo ora ricordare il lavoro svolto.

Ancora non inserito nel Piano Provinciale, Il Progetto per la promozione della lettura contro la dispersione del 1996-1997 è consistito nel:

  1. identificare in ciascuna scuola un referente alla lettura, nominato dal Collegio
  1. proporre, senza nulla togliere alla creatività e alla specificità delle varie situazioni, alcuni punti fermi, identificati come prioritari nell’avvio del lavoro:

1) la lettura come piacere

  • il recupero del piacere dell’ascolto come nodo centrale per successive linee di

intervento e di intreccio

3) la necessità dell’indagine riguardo ai gusti dei giovani

  • la riappropriazione da parte dei docenti delle competenze culturali saldate a quelle

didattiche…

  1. mettere in relazione le esperienze già fatte al fine anche di renderle visibili a tutto il territorio, spingere a farle lì dove siano inesistenti, dando così un segnale forte alle scuole riguardo l’importanza della lettura
  1. portare avanti, grazie ad incontri di riflessione e formazione con i docenti, l’identificazione di successivi nodi o punti generali, sempre fatte salve le specificità dei territori, delle singole scuole, ecc…
  1. sollecitare i docenti (e le scuole) a elaborare Progetti di lettura (cfr. Tabella)

Si é rivolto:

  1. a) ai docenti, tramite incontri di formazione, corsi di aggiornamento, riunioni di continuità trasversale e verticale, incontri di relazione tra diverse situazioni e di pratica ragionata sulle attività portate avanti
  1. b) agli studenti, con la somministrazione del Questionario, con l’appoggio alle iniziative di ciascuna scuola (presentazione di libri, inaugurazioni di Biblioteche scolastiche, premi di lettura….).

Le scuole che hanno aderito al Progetto, oltre alla somministrazione del Questionario, hanno presentato Piani di lavoro rispetto alla lettura, inserendola in Progetti di attività portati avanti singolarmente o in rete con altre scuole.

  1. c) a figure di esperti (nel nostro caso attori e attrici, medici logopedisti, psicologi, eccetera) che, in certo senso, sono stati formati al lavoro che veniva proposto, tenendo con loro, prima di coinvolgerli nei Corsi di aggiornamento, ripetute riunioni, affinché il lavoro di ciascuno fosse funzionale al tutto.

Punti di passaggio del lavoro svolto:

  • Preliminarmente si é svolta un’inchiesta per conoscere le caratteristiche territoriali e delle singole scuole , grazie a Incontri con singoli docenti o con gruppi o con Capi d’Istituto interessati già al problema della lettura.

2) Successivamente c’è stato l’invio di una circolare per la designazione di un referente alla lettura in ciascuna scuola, per l’indicazione del responsabile biblioteca, per una prima ricognizione dello stato delle Biblioteche scolastiche.

Rapporto Progetto – Area territoriale. Verifica della realtà territoriale.

3) Riunioni individuali con Operatori di rete e riunioni distrettuali di informazione e formazione con : Referenti alla lettura di ciascuna scuola, Docenti utilizzati in base alla 257, Operatori di Rete, Capi d’Istituto, Presidenti di Distretto.

  • Rilevazione (continua)
  • dei problemi maggiormente avvertiti da parte dei referenti
  • della qualità dell’adesione e delle capacità di iniziativa

–   delle iniziative e dei progetti portati avanti

5) Somministrazione Questionari

Segnalazione delle adesioni al Progetto provinciale, articolato a seconda le esigenze del territorio, delle scuole, delle scelte del Referente stesso.

6) Informatizzazione dei dati, per Distretto.

Strumenti di intervento :

1) Riunioni, con Referenti e Operatori, di formazione e orientamento su tematiche specifiche, stabilite in base alle esigenze territoriali. Ad es. la lettura ad alta voce, i progetti di continuità tra materna ed elementare, i percorsi di lettura, la relazione tra i linguaggi e tra le culture…

Individuazione di modelli di territorio e valorizzazione delle risorse (umane, di competenze, etcc)

Si precisano gli obiettivi:

– competenza dei docenti alla lettura ad alta voce

– coinvolgimento del territorio (lettore nonno, padre, sorella….)

– minima bibliografia per la creazione di biblioteche, e per inviti alla

lettura.

2) Centralizzazione anche a livello distrettuale dei Progetti e dei dati relativi ai Questionari.

3) Organizzazione di Corsi di aggiornamento :

  1. a) Anno 96-97, Corso di base per le scuole elementari teso a :
  • sottolineare l’importanza della lettura e delle modalità da usare per la

sua diffusione

  • rilevare, visibilizzare e far prendere coscienza allo stesso docente delle

sue competenze

  • modellizzare le esperienze portate avanti relative a :
  • laboratori di lettura
  • progetti continuità (rete verticale tra materna- elementare-media) riguardo la lettura
  • relazione tra la lettura e le attività portate avanti dalla scuola

(inserimento del Progetto lettura nel Progetto genitori, o nei

Progetti di diritto allo studio, contro la dispersione, il disagio,

alcune manifestazioni di handicap..)

– creare percorsi di lettura raccomandati

– modellizzazione (o per lo meno indicazioni ragionate) sulle modalità di

creare rapporti di sinergia con le altre forze territoriali

  1. anno 97-98:

– Corso per i referenti : la lettura ad alta voce

2 moduli : il primo per materna-elementare, il secondo per medie di 1°

e 2° grado (partecipanti : poco più di 200)

– Corso per i docenti delle scuole medie di 1° e 2° grado : proposta di

percorso di lettura : Scrittrici italiane tra 800 e 900 (partecipanti : 130)

  1. c) anno 98-99:

– Corso per i referenti :

1° livello (per quelli che non hanno partecipato allo scorso anno) :

La lettura ad alta voce. (partecipanti : circa 250)

2° livello ( per quelli che già hanno partecipato) : Dalla lettura alla

teatralizzazione (prenotati al corso che si svolgerà a ottobre : 220)

  • Corso per docenti delle medie di 1° e 2° grado : Le scrittrici :

letteratura comparata (italiana-angloamericana) (prenotati per ottobre : c. 100)

 

4) Grandi manifestazioni centrali o di distretto che hanno reso visibile il “valore” della lettura.

Tra queste citiamo :

a)- Adesione, collaborazione e partecipazione alla Manifestazione del 21-28 Settembre e 4 Ottobre 1997 “A VIVA VOCEIl libro parlante”, all’interno delle iniziative dell’Assessorato all’Identità del Comune di Napoli, ideata e organizzata dall’Araba Felice.

A questi appuntamenti hanno partecipato docenti, alunni di scuole di ogni ordine e grado, Operatori ed Esperti di Rete. L’interesse suscitato è stato alto e la richiesta di ripetere l’esperienza in altri spazi è venuto da molti interventi.

b)- Adesione, Collaborazione e Partecipazione alle Manifestazioni sulle terrazze della Biblioteca Nazionale di Napoli, in collaborazione con l’Assessorato all’Educazione, all’Università Popolare, alla Biblioteca Nazionale e all’Araba Felice, “Letture al tramonto”, (rivolte segnatamente ai docenti).

Le letture (18-19, 25-26 Settembre 1997), che hanno visto l’affluenza di molti docenti (con la conseguenza che in molte scuole e in molti territori l’esperienza è stata ripetuta, assieme agli incontri con autrici e autori, e altre attività), oltre che di giovani, sono state eseguite da poeti e da attori e lettori professionisti.

c)- Adesione, collaborazione e partecipazione alla Manifestazione Il libro parlante 1998, assieme all’Assessorato all’Identità del Comune di Napoli, all’Istituto per gli Studi Filosofici, ideata e organizzata dall’Araba Felice. La partecipazione è stata di 15.000.000 studenti. Della manifestazione si è girato un video.

  1. d) Manifestazioni di lettura di piazza e di diffusione del libro in alcuni
  1. Organizzazione di visite guidate alla Biblioteca Nazionale di Napoli
  1. Incontri sulla lettura, tra il Provveditore e i Referenti del Piano Provinciale, come quella presso l’Istituto per gli Studi Filosofici del giugno 1998, o quella del febbraio 1998, in occasione della presentazione del Video della Manifestazione sopra citata. Sono stati organizzati anche incontri tra il Provveditore e i Presidenti di Distretto.
  1. f) Mostre centrali o di distretto della attività svolte.

L’articolazione del Progetto ha comportato :

  1. un incremento del numero dei referenti che ha permesso la promozione di attività nelle scuole, e ha creato, dove è stato possibile, sinergie con altre forze.
  2. un susseguirsi di incontri di formazione e orientamento, a livello distrettuale, per definire

l’attuazione del Piano di lettura nei vari territori.

  1. un eguale susseguirsi di incontri in sede secondo i vari ordini delle scuole : materne-elementari, medie, superiori
  2. la promozione delle iniziative delle referenti del Progetto Lettura Provinciale : Feste del libro, Mostre, Manifestazioni di lettura, eccetera. In alcuni distretti sono state organizzate Letture itineranti, in moltissime scuole genitori e nonni sono andati a leggere con continuità, ci sono stati incontri su percorsi di lettura, seminari sulla lettura ad alta voce, e così via…
  3. il reperimento di coordinatrici di distretto che svolgono funzioni organizzative
  4. incontri con Istituzioni pubbliche e private: Comune, Regione, Istituto Studi Filosofici, Biblioteca Nazionale, Biblioteche comunali, Editori e Librai, Unicef, N : E.A. Istituto Grenoble, Istituto Cervantes, Intra Moenia, Consigli di quartiere
  5. attività varie al fine di dare visibilità all’oggetto libro e alla pratica della lettura come “valore”, come la partecipazione alla Videoconferenza collegata con il Salone del Libro a Torino, alla Distribuzione dei libri Einaudi, alla Conferenza nel trentennale della morte di M. L. King, alla Giornata nazionale dell’espressione dell’arte e della creatività studentesca, alla 1° Conferenza Nazionale delle Biblioteche, e così via, oltre a un continuo servizio di consulenza, informazione, organizzazione, documentazione, sostegno alle attività.

 

Riflessioni:

 

  • In linea generale, da docenti e Capi d’Istituto il Piano è stato visto:
  1. come una guida e come incitamento: le riunioni distrettuali, i Corsi di aggiornamento, la relazione tra referenti, eccetera, hanno fornito materiale di riflessione e indicazioni precise per la stesura di Progetti triennali che partono dal recupero del piacere della lettura tramite il piacere dell’ascolto e continuano con gradualità il percorso secondo le scansioni del Piano Provinciale.
  1. come una istituzionalizzazione, un riconoscimento di attività portate avanti, fino ad ora, a livello individuale da alcuni docenti, in solitudine e poco riconosciuti all’interno della struttura scolastica (certe volte propensa a eventi di maggiore e immediata visibilità), e dunque un incoraggiamento al proprio lavoro che tenda soprattutto ad un’azione graduale e effettivamente incisiva. Così, invece di attività sporadiche o di progetti eccessivamente ambiziosi (sulla carta) e dunque troppo difficili nell’attuazione, i docenti hanno progettato e realizzato (spesso senza incentivazione) attività che, rispettando le scansioni del Piano Provinciale, includono opportunamente anche iniziative già sperimentate. D’altra parte molti Capi d’Istituto hanno saputo “leggere” la potenzialità del Progetto e hanno elaborato interessanti iniziative a livello regionale e nazionale.
  1. c) come l’occasione di creare Rete, in verticale e in orizzontale, con altre

d)come momento di relazione con altri docenti e altre situazioni e

dunque come una sorta di rassicurazione per la riconosciuta condivisione

dei problemi. come strumento per acquisire o perfezionare

   competenze e saperi. (Alcune scuole hanno partecipato a Concorsi,

   indetti sul nostro territorio o a livello nazionale, riportando sempre ottimi

risultati).

  • In linea di massima, le scuole materne ed elementari prediligono le attività di lettura ad alta voce per recuperare l’affettività e la fisicità del rapporto tra docente, bambino-a, libro; le attività di manipolazione della materia-libro, i giochi di animazione, la rappresentazione di favole, la costruzione di libri, le feste con Premi finali. Inoltre hanno usato in molte occasioni la lettura come tramite al rapporto con i genitori, con le famiglie, con il territorio: in molti casi la lettura in classe da parte di mamme o di nonni ha comportato la possibilità di affrontare dinamiche di relazioni difficili.
  • Anche le scuole medie di I grado hanno usato la lettura come tramite per un contatto più vivo con il territorio, con gli altri ordini di istruzione, con le famiglie…

Per la scuola media, inoltre, è molto avvertita la necessità di recuperare il

piacere della lettura anche grazie ad una giusta scelta di percorsi di

   lettura: utili sono state le indicazioni bibliografiche, fornite in riunioni o nei

vari Corsi di aggiornamento.

  • Nelle scuole medie di II grado le attività portate avanti hanno incluso a volte la riflessione sulle lingue, sulla diversa sonorità, sul senso della traduzione(letture in lingua italiana e straniera, o anche italiana e latino o greco), a volte hanno affrontato il rapporto tra la lettura del testo scritto e gli altri linguaggi: cinematografico, teatrale, informatico… Ultimamente hanno organizzato Corsi di aggiornamento riconosciuti a livello nazionale, sulla lettura, sulla scrittura, eccetera.
  • I referenti, fatti esperti e incoraggiati dall’ufficialità della loro funzione, e le coordinatrici territoriali hanno intrecciato relazioni con le Istituzioni locali (Comune, Biblioteche comunali…) e con Associazioni o semplicemente con Librerie e Case editrici, hanno organizzato Feste di fine anno, Feste per il Natale, eccetera. In questo modo la scuola è stata vissuta e riconosciuta come centro di relazione e di diffusione di valori culturali, etici, sociali.
  • Va inoltre segnalato che il lavoro di promozione della lettura è stato un forte incentivo per creare progetti di continuità.

Il Piano Provinciale per la promozione e la diffusione della Lettura è stato chiuso alla fine del triennio. Molte scuole continuano a lavorare e ad articolare Progetti.

Premessa
1)- Che cosa é leggere :
– La lettura in senso lato e in senso stretto é (dovrebbe essere) un processo continuo.
Leggere é “porsi a” guardare, ascoltare, accogliere per elaborare, comprendere, comunicare (per prima a se stessi) attraverso vari linguaggi
– Saper leggere implica una capacità di destrutturazione e ristrutturazione dei segni.
– Leggere é accogliere la comunicazione dell’altra, dell’altro.
– La comunicazione é sempre interattiva.
 
2) Leggere perché ?
Perché la lettura contribuisce a sviluppare:

  1. a) la curiosità e la capacità d’immaginazione,
  2. b) la disposizione all’accoglienza e l’affettività,
  3. c) la comprensione-interpretazione del testo,
  4. d) la capacità di scrittura, il senso del discorso, la scioltezza affabulativa.

Inoltre perché nel linguaggio della parola è memorizzata gran parte della storia passata.
3) Come e cosa fare perché ci si ponga a leggere?

  1. a) Dimostrare l’utilità e la piacevolezza della lettura. La funzione che ha avuto e ha nella nostra vita, nella formazione delle civiltà.
  2. b) Conoscere i nostri referenti, coloro ai quali indirizziamo il nostro lavoro. Le diversità vanno capite, rispettate, accolte dal docente: vanno valorizzate.
  3. c) Ricostruire il contesto del testo, ricostruire il contesto della lettrice e del lettore.

4) Gli strumenti di intervento
Accezioni del termine “lettura”:

  1. a) lettura nel senso di sguardo sul mondo,
  2. b) lettura della parola scritta come capacità critica
  3. c) lettura della parola scritta come capacità “grammaticale”, come competenza.

La lettura a cui noi miriamo é l’intellettualizzazione cosciente di competenze che ognuno già esercita, sin da piccolo o sebbene analfabeta.
Per accostarci alla lettura di parola scritta i linguaggi del corpo ci vengono in aiuto. Dobbiamo ricorrere ai linguaggi del corpo. Cioè all’ascolto, al suono e alla voce.

RELAZIONE VALUTATIVA DEL CORSO DI AGGIORNAMENTO

“LA LETTURA AD ALTA VOCE”

Così come programmato
-il Corso ha avuto luogo dal 1° al 24 febbraio.
-si è articolato in 7 incontri, gestiti dalle tre esperte:
Anna Santoro         Docente. Studiosa di Letteratura Italiana.
Gilda Graniero       Logopedista
Eleonora D’Urso     Attrice
-le 21 ore complessive sono state utilizzate sia per le relazioni teoriche che per le attività laboratoriali.

L’unica variante non prevista è stata l’introduzione nel corso di un gruppo di studenti che ne ha fatto richiesta. Ciò ha prodotto un minimo di sconcerto tra i/le docenti non abituati a vivere esperienze formative comuni con gli/le studenti, che poi è stato felicemente superato. Inizialmente inseriti nel semplice ruolo di uditori ragazze e ragazzi hanno indotto, con la sola presenza, una serie di dinamiche abbastanza complesse, ma sempre evolute in positivo. Sia nel momento della relazione che in quello del laboratorio, le esperte hanno trovato naturale ed opportuno rivolgersi anche alle/agli studenti come ad interlocutrici ed interlocutori attivi. Queste modalità:
-li hanno divertiti
-hanno fatto rapidamente cadere la barriere difensive (sia loro che dei/lle docenti/e)
-hanno prodotto esperienza comune
-hanno prodotto apprendimento comune

Hanno seguito il corso 13 docenti
Si sono aggiunti 25 studenti

Al termine dei lavori è stato somministrato a tutti/e i/le partecipanti un questionario di verifica e di gradimento, da compilare in forma anonima. Si è precisato che la prima parte di esso è finalizzata alla misurazione del raggiungimento degli obiettivi previsti per i destinatari del corso, cioè per le/i docenti, e quindi ad essi riservata. Nella seconda parte si è chiesto a tutti di esprimersi sulla piacevolezza e sull’efficacia:
– del corso, nella sua impostazione complessiva
– di ciascuna delle singole fasi teoriche e laboratoriali gestite dalle esperte.

La lettura e la tabulazione delle risposte ha evidenziato quanto qui di seguito riportato.
Sono stati somministrati 38 questionari
13 alle/ai docenti
25 alle/agli studenti
Dalla parte riservata alle/ai docenti risulta che:

12 su 13 ritengono di aver ulteriormente arricchito la propria professionalità
11 su 13         “       “   “   acquisito strumenti e tecniche per la lettura ad alta voce, atti ad indurre nelle/negli studenti il piacere
dell’ascolto.
8 su 13         “       “ poter trasmettere alle/agli studenti la stessa capacità

Dalla seconda parte risulta che:
37 su 38 hanno trovato piacevole l’impostazione del Corso
34 su 38     “         “     efficace                 “             “     “
24 su 38     “         “     piacevoli gli incontri teorici della Prof Santoro
37 su 38     “         “     efficaci     “       “         “         “       “         “
23 su 38     “         “     piacevoli i laboratori               “       “         “
32 su 38     “         “     efficaci   “     “                       “       “        “
18 su 38     “         “     piacevoli gli incontri teorici della logopedista
32 su 38     “         “     efficaci     “       “         “         “           “
21 su 38     “         “     piacevoli i laboratori              “           “
32 su 38     “         “     efficaci   “       “                     “           “
29 su 38     “         “     piacevoli “       “       dell’attrice
32 su 38     “         “     efficaci   “       “           “     “

CONCLUSIONE
La valutazione del Corso, sia per quanto concerne il processo che l’esito, è decisamente positiva.

Anna Santoro

L’ARABA FELICE

Associazione culturale
C.so Vitt. Emanuele 421
80135 Napoli – tel. 5492007
All’Assessore alla Cultura
Prof. Guido D’Agostino
Comune di Napoli

L’Associazione culturale L’ARABA FELICE, proseguendo nell’attuazione del Progetto A VIVA VOCE – Portiamo i libri nelle case, per Settembre 1998, propone a codesto Assessorato la seconda edizione di
                                           IL LIBRO PARLANTE 1998
                                              Poesia in Piazza

            Il libro é vita, immaginazione, libertà, suono, Potere per poter fare, piacere.

Restituiamo alle nostre strade, alle nostre piazze, ai nostri quartieri, il suono, la magia, il fascino della parola perché essa dalle nostre strade, dalle nostre piazze, dai nostri quartieri é nata.
Il libro parlante 1998 presenta importanti novità rispetto all’edizione del 1997.
Vogliamo infatti non solo cercare nuovi spazi da invadere con il suono della parola (e già questo è segno di un percorso importante e significativo), ma accogliere all’interno della nostra manifestazione l’occasione di celebrare Giacomo Leopardi (del quale quest’anno si festeggia il bicentenario della nascita).

  • Così la prima manifestazione avverrà al Parco Virgiliano, dove è la tomba di G. Leopardi. Qui lettrici e lettori presenteranno il poeta della musica della musica, e poete e poeti gli renderanno omaggio.

     Azione : domenica mattina, ore 10, 30 = postazioni di letture nella zona e musica itinerante
                                                  ore 11, 30-13 = raduno presso il palchetto del Libro parlante per vari interventi e letture da parte di lettrici, lettori, e di quanti vorranno rendere omaggio a Leopardi (magari leggendo una sua poesia), con musicisti a integrare con la musica il suono delle parole. Resa delle letture dal palco per i non udenti.
Postazione di animazione per bambine e bambini.

  • La seconda manifestazione punterà sul recupero tramite la cultura, il libro, di una zona altamente degradata, e dunque sul Leopardi, poeta civile e poeta legato a questa città : creeremo un percorso all’interno dei Quartieri Spagnoli, dove più alta è la delinquenza minorile, l’abbandono e|o il disagio scolastico, e dove la violenza crea solitudine e sfiducia. La lettura itinerante prediligerà i testi in lingua napoletana (della tradizione e della nuova letteratura napoletana), mentre nel luogo di raduno, una Piazza interna ai quartieri vicina ad una scuola, si allargherà anche a testi di Leopardi . In più poete e poeti leggeranno propri versi.

Azione : sabato, ore 10, 30, dal Corso Vitt. Emanuele scenderemo per stradine e scalette, leggendo ad alta voce, preceduti da musicisti di piazza (suonatori ambulanti). Raduno (ore 11,30) al Palchetto in Piazza, letture con integrazioni musicali e con resa per i non udenti.
Postazione di animazione èper bambine e bambini.

  • La terza manifestazione invece avverrà al Centro Direzionale, per recuperare quello spazio, a suo modo affascinante e rappresentativo di un aspetto della Napoli moderna. Anche qui, accanto a testi della letteratura napoletana e a testi in lingua originaria (riaffermando così l’accoglienza riguardo le lingue e le civiltà che di fatto si intrecciano nella nostra città), Leopardi sarà assunto come poeta illuminato (e illuminista), precoce anticipatore di fenomeni di là da venire.

Azione : Domenica mattina, ore 10,30, letture itineranti con postazioni in varie lingue (lettore madre lingua + traduzione in italiano), (musiche adatte) poesie e brevi racconti, letteratura napoletana. Ore 12 : raduno al palco, prosecuzione delle letture, accompagnate dalla musica e rese anche per i non udenti..
Postazione di animazione per bambine e bambini.
Elemento del tutto nuovo e fortemente significativo, come si vede, è la lettura per i non udenti che verrà eseguita da persone specializzate, nell’ambito delle tre manifestazioni.
Il Logos scenografico é un grande libro dal quale le parole, grazie alle lettrici e ai lettori, si staccano e diventano suono e gesto, in un gioco di fusione con musiche originali e\o tradizionali
Il libro si fa vita, diventa percorso di parole, fluidità di suoni.
La scelta dei luoghi tende a segnalare la corrispondenza tra spazio e suono, in un percorso a tappe che segnano lo spazio vissuto e lo spazio raccontato.
Protagonisti sono i lettori e le lettrici, attori e attrici, poeti e poete, ma anche chi ascolta e, volendo, prende la parola, diventando protagonista in uno spazio e in una storia che é il suo spazio e la sua storia.
Protagonista é anche il libro per ciò che ha in comune con la Storia e con le storie, delle quali serba memoria per chi vorrà interrogarla. La memoria é restituita alle sue radici e perciò si fa vita. La cultura é vita e la vita senza cultura, quale che sia, é allagata dalla violenza, dalla superficialità, dall’illegalità, dall’egoismo.

Ci auguriamo che l’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli voglia realizzare questo Progetto, per il quale prevediamo di coinvolgere altre Associazioni culturali, i Consigli di quartiere, altre Istituzioni, le forze produttive. Ma soprattutto la scuola sarà chiamata alla partecipazione non formale ma sostanziale: ci aspettiamo che le docenti e i docenti spieghino le ragioni e i modi della manifestazione e preparino, incitino e aiutino studenti e studentesse, collaborino con i ragazzi e con le ragazze, affinché anche il libro possa essere vissuto come una scelta e non come una imposizione o un dovere.

Verba volant – scripta manent : il suono della parola vola raggiungendo ascolti lontani e imprevisti, seminando attese e scelte – la scrittura raccoglie e conserva quei suoni nei suoi segni, pronta a restituire ai segni i suoni delle parole.

Anna Santoro
Presidente dell’Araba Felice
Ideatrice e coordinatrice di
A VIVA VOCE

PROVVEDITORATO AGLI STUDI DI NAPOLI

Ufficio Studi e Programmazione

Progetto contro la dispersione e l’abbandono, grazie alla Promozione della lettura nelle scuole di ogni ordine e grado

Premessa:
Il Progetto per la Promozione della lettura ha lo scopo di combattere l’evasione scolastica mettendo in atto strategie atte a coinvolgere gli alunni che abbiano ottenuto risultati precari o che abbiano mantenuto comportamenti apatici o segnati dalla disaffezione nei riguardi del sistema scolastico, é rivolto anche a gratificare le attitudini e i comportamenti di tutti gli studenti (compresi dunque quelli che abbiano ottenuto già un buon livello per ciò che riguarda il profitto e la scolarizzazione) al fine di creare o di confermare l’autostima necessaria per la crescita dell’individuo, per l’affezione alla conoscenza e alla capacità critica e per lo sviluppo delle capacità creative. Il Progetto, attraverso gli alunni, si rivolge ai genitori e al territorio per tornare agli alunni e promuovere così una crescita che non può prescindere dai contesti e che mira all’integrazione produttiva e positiva dei soggetti scolastici nella propria realtà economica e culturale.
Il Progetto nasce da considerazioni che attengono soprattutto ai seguenti fenomeni:

  • il dilagare di una cultura tutta fondata sull’apparenza e sull’immagine veloce, da consumare in fretta e con superficialità, con la conseguente scomparsa progressiva dei lettori e con il contemporaneo scadimento della scrittura;
  • il progressivo smarrimento di valori forti e la perdita della memoria storica,
  • il fraintendimento del senso culturale dei nuovi linguaggi multimediali e tecnologici, dovuto ad una fruizione spesso superficiale e meccanica, erroneamente proposta in alternativa alla grande tradizione del linguaggio della parola e della scrittura;
  • la perdita progressiva di capacità sviluppate proprio grazie all’abitudine alla lettura, e cioè la capacità di concentrazione, la capacità immaginativa, la capacità dell’attenzione (al libro, all’altro da sé) eccetera;
  • l’aumento della disoccupazione intellettuale che contribuisce al calo di tensioni etiche e culturali nella progettualità dei giovani riguardo il futuro;
  • la crisi delle attività che dipendono dalla fortuna del libro con la conseguente crisi economica del settore.

Se l’abitudine alla lettura e il piacere della lettura insegnano l’immaginazione e la concentrazione, la loro mancanza rende sempre più deboli queste qualità che sono invece proprie degli uomini e delle donne. Molti giovani, oggi, privi di questa abitudine, anche a causa della disattenzione dei loro educatori e dei loro genitori, mostrano pericolose tendenze alla superficialità e scarsissime attitudini alla capacità critica e all’affabulazione, senza dire dell’appiattimento lessicale e delle gravi carenze in campo grammaticale e sintattico, problemi linguistici che vanno crescendo di anno in anno, come è possibile verificare nelle classi anche delle scuole medie di secondo grado. Tutto ciò contribuisce al senso di estraneità nei confronti della scuola e dunque al progressivo distacco dalla frequentazione scolastica.
Fino ad oggi, da parte del mondo della scuola, c’è stata una forte difficoltà, determinata da tanti fattori, ad educare alla lettura, al piacere del testo, al senso della parola scritta, al valore formativo ed educativo della lettura. C’è stata difficoltà a comprendere il rapporto forte tra emarginazione e abbandono e, anche, tra piacere, curiosità, bisogni di relazioni costruttive e cultura.
Con questo Progetto si ritiene (in perfetto accordo con quanto scritto nell’Allegato A della C. M. citata), che la lettura possegga una forte valenza affettivo-relazionale, che possa cioè essere tramite di relazioni e che nasca da e risponda ad una forte esigenza “sentimentale” oltre che intellettuale, e dunque che sia necessario trovare delle chiavi intelligenti e pratiche, legate alla grande richiesta, tuttora viva, da parte dei giovani, di curiosità e di comunicazione.
Si ritiene anche che la lettura, ben lontana dall’essere un obbligo scolastico, un dovere da inculcare, sia un piacere e come tale debba essere proposta.
Il piacere avvertito, in altra epoca, dai bambini ad ascoltare storie, lette o a memoria, da parte della nonna, della mamma, del padre, ha certamente inciso sul successivo gusto alla lettura delle generazioni passate e così si può affermare che la chiave per riportare l’abitudine della lettura, sia quella di far riacquistare il piacere del testo, tramite l’ascolto delle opere della letteratura (italiana e straniera) che spinga poi il giovane, debitamente consigliato, a creare propri percorsi di lettura.
Si ritiene inoltre che vadano svolte una serie di iniziative per la conoscenza e la divulgazione di opere di saggistica che mostrino ai giovani come ci sia alle loro spalle una lunga tradizione di riflessione riguardo problemi e tematiche da essi avvertiti spesso in modo sofferto e solitario. Lo stesso dicasi per le grandi tematiche storiche, filosofiche, politiche.
In questo modo, si ritiene che i giovani riacquisteranno fiducia nella parola e dunque allargheranno il loro campo di esperienza anche alle opere di discipline scientifiche.
Insomma, è opportuno che i giovani riscoprano come la nascita del discorso abbia sancito la nascita della logica, del rigore intellettuale, della capacità conoscitiva, dell’esperienza esplorativa, tutte qualità che permettono di avanzare successivamente nel cammino della tecnologia moderna. E che quindi il libro non è affatto in antitesi col computer o con i testi multimediali e che anzi le capacità che la lettura aiuta a sviluppare (immaginazione, concentrazione, logica del discorso, capacità critica, memoria storica…) sono indispensabili e propedeutiche per un corretto approccio ai linguaggi moderni della comunicazione letteraria e scientifica.
Ed è opportuno che sappiano e verifichino come la capacità dell’affabulazione, del raccontare e dell’ascoltare, siano indispensabili per un civile e “affettuoso” rapporto tra le persone.

Obiettivi

  • Rivalutare il ruolo della cultura della parola e del discorso, contrastando così la disaffezione alla scuola da parte degli studenti e la conseguente evasione scolastica;
  • rivalutare l’ascolto come “abilità attiva” (quella di “mettersi in ascolto”) e non come “abilità passiva”
  • ricreare il piacere della lettura, partendo dal piacere dell’ascolto e dunque della curiosità e dell’attenzione, al fine anche di ricreare memoria storica, capacità critica e competenze specifiche;

Il piacere dell’ascolto e la presa di coscienza che è il libro la fonte di tale piacere deve essere avviato sin dalla scuola materna. I bambini sono di fatto ottimi ascoltatori, a patto che la capacità affabulativa del lettore sia di livello professionale.

  • promuovere il rapporto dei giovani con gli altri linguaggi ( l’immagine, la musica, il teatro, il multimediale…) che fanno parte del quotidiano culturale e professionale della moderna società, grazie anche all’acquisizione delle qualità conquistate con l’abitudine alla lettura;
  • negare la fittizia opposizione tra i linguaggi della parola e quelli tecnologici e mostrare come i primi siano utili per il buon uso dei secondi;
  • recuperare e valorizzare le lingue locali (es. la lingua napoletana) e la tradizione orale, sottolineandone il valore storico, psicologico e culturale;
  • attivare nelle scuole i Laboratori di lettura:
  1. a) per gli studenti degli ultimi anni, con l’ipotesi anche di inventare un nuovo lavoro grazie alla cultura, un lavoro che in più contribuisca ad elevare la qualità della vita di tutti: di chi lo pratica e di chi ne usufruisce.
  2. b) per i docenti, qualificandone così ulteriormente la professionalità e la capacità didattica di affascinare al testo gli studenti, e fornendoli di tecniche di prevenzione nei confronti di malattie professionali;
  • investire anche i genitori nelle attività di lettura, per far loro recuperare un dialogo culturale ed affettivo con i propri figli,
  • riattivare in modo intelligente e produttivo le Biblioteche scolastiche, dotandole di personale specializzato, e farle diventare luogo di incontro tra le varie componenti scolastiche e tra esse e il territorio;
  • allargare la pratica della lettura a livello trasversale, investendo non solo i docenti di letteratura italiana, ma anche di storia, di lingue straniere, di discipline scientifiche;
  • creare, grazie anche alla collaborazione di docenti universitari, di Istituti di cultura, di Associazioni culturali, Centri di ricerca trasversale tra vari Istituti e con la rappresentanza di più discipline, che verifichino le pratiche portate avanti ed elaborino le ipotesi dalle quali partiamo.

E cioè che, grazie alla lettura opportunamente diretta, noi otterremmo:

1)  la rivalutazione della capacità immaginativa che ri-crei un immaginario collettivo decente, contrapposto a quello che si sta creando (o che si è creato) in questi anni, che è quanto di più deprimente e sterile si possa pensare (immaginare, appunto);
2)  l’assegnazione alla parola di questa capacità di riproporre e ricreare creatività, col recuperare la sua stessa magia che è andata via via perdendo e il suo collegamento con la creatività degli altri linguaggi;
3)  la rivalutazione dell’ordine del discorso, cioè della qualità, propria del linguaggio della parola di dare logica e correlazione al pensiero;
4)  la rieducazione alla ricerca grazie alla curiosità, riabilitata come virtù essenziale e molla indispensabile per un reale progresso;
5)  la rieducazione all’ascolto e all’attenzione, al recupero dei sensi che sono tramite tra noi e il mondo, affinché siano affinati e rinforzino le proprie caratteristiche e non siano progressivamente abbandonati, a causa dell’assuefazione e della passività di cui sopra. Dunque inclusione forte del corpo (e della sessuazione) nel processo conoscitivo e relazionale;
6)  la creazione di una coscienza individuale e collettiva che abbia chiaro come la propria maturità dipenda anche dal rapporto con gli altri, aperto a percepire e ad accettare le differenze, senza stabilire gerarchie, sia pure con senso critico dichiarato;
7)  la capacità di relazione e di attenzione verso i più deboli, e cioè l’attivazione e la valorizzazione della solidarietà e del senso di giustizia, sentimenti molto forti tra i giovani che non sanno sempre come dar loro forma.
Strumenti e tecniche di realizzazione
In conformità con la C.M. 105, riteniamo indispensabile articolare il Progetto generale di lettura in sottoprogetti specifici indirizzati a soggetti diversi, e con differenti modalità, secondo una scansione temporale che indichiamo più sotto. I sottoprogetti essenziali sono:

  • Il suono della parola, letture nelle scuole eseguite da lettori e lettrici di professione, includendo la doppia lettura in italiano e in lingua straniera; (alleghiamo il progetto A)
  • Laboratori di ricerca, di lettura e di scrittura applicata alla lingua napoletana (o comunque a quella regionale, locale);
  • Corsi di formazione e/o di aggiornamento, Laboratori di lettura per docenti;

(alleghiamo il progetto B)

  • Laboratori di lettura per studenti come avvio ad una professionalità (tramite eventuale accordo con Regione); (progetto parzialmente simile all’allegato B)
  • Incontri di lettura con genitori; (progetto parzialmente simile all’allegato A)
  • Attivazione della biblioteca scolastica e collaborazione con le Biblioteche pubbliche di quartiere, comunali, nazionali …
  • Creazione del Centro di ricerca, in collaborazione con Università, Istituti di cultura e Associazioni culturali

Tempi di attuazione: Piano triennale
Il Progetto ha una scadenza triennale: si inizierà nella I e/o III elementare, nella I media, nella I del biennio superiore e nella I del triennio superiore (Si raccomanda attenzione per le I classi del biennio superiore perché é in esse che é più alta la percentuale di dispersione scolastica).
Preliminare (Fase 1) é il Questionario, proposto, adattandolo opportunamente, alle classi che seguiranno il Progetto e anche alle ultime (V elementare, III media, II biennio, III triennio) al fine di possedere , a conclusione del triennio di applicazione una possibilità concreta di confronto. (cfr. allegato c)
Successivamente, dopo aver opportunamente letto i risultati , con l’ausilio di un esperto, si passerà alla Fase 2, cioè all’applicazione del Progetto o delle parti che risultino idonee nelle diverse situazioni.
PRIMO ANNO: Avvio delle attività nelle scuole.

1)      Questionario sulle abitudini alla lettura;
2) Creazione o riattivazione delle Biblioteche scolastiche, con idoneo spazio di lettura e di incontro, per studenti, genitori e docenti

  1. a) qualificare i responsabili delle Biblioteche, scelti in seguito a graduatorie di titoli

comprovanti certe competenze, con corsi di formazione e incontri seminariali, in collaborazione con le Biblioteche pubbliche, le Associazioni professionali, esperti in materia;

  1. b) creare uno spazio confortevole, luminoso e caldo, con scaffali aperti per il facile accesso ai

libri e con addetti alla Biblioteca che stiano a disposizione per chiarimenti e suggerimenti;

  1. c) dotare lo spazio di video, video registratori, computer…raccolte di video teatrali, cinematografici e musicali;
    1. d) programmare proiezione di film con successiva analisi e dotazione di bibliografia

    opportuna….

    1. e) catalogare i fondi librari e incentivare acquisti mirati
    2. f) programmare incontri con autori (di poesia, narrativa, saggistica…ma anche di teatro, di

    cinema, di musica, di arti figurative, di pubblicazioni scientifiche….) possibilmente della

    propria città, al fine di facilitare l’organizzazione di manifestazioni non isolate e straordinarie,

    ma scandite con regolarità.

    1. g) avviare esperienza di lettura a casa

     

    3)      Corso di aggiornamento per docenti: Laboratorio di lettura (cfr. allegato B).

    4)      Letture per studenti (anche in lingua napoletana): Il suono della parola (cfr. allegato A).

    5)      Primo ciclo di “Incontri con autori”, rivolti a studenti e genitori.

    6)      Visite alle grandi librerie della città e alle Biblioteche pubbliche.

    7)      Istituzione di un giorno al mese in cui in tutte le classi e durante tutte le materie, si legge

     

    SECONDO ANNO:   Avvio del rapporto scuola-territorio e articolazione e appprofondimento all’interno delle scuole

    1)      Incentivazione attività Biblioteche programmate nel Primo anno, e incremento degli acquisti decisi da un Comitato in cui sono presenti tutte le componenti della scuola.

    2)      Collaborazione con le Biblioteche pubbliche di quartiere, comunali, di Istituti di cultura (a Napoli anche con la Nazionale).

    3)      Corso di aggiornamento per docenti, Laboratorio di lettura, puntando sulla interdisciplinarietà e dunque sulla trasversalità delle tematiche e delle modalità.

    4)      Letture per studenti: Il suono della parola

    5)      Laboratorio di lettura anche per studenti, con spettacolo di lettura di fine anno, alla presenza dei genitori.

    6)      Mostra ragionata dei libri letti, con i percorsi di lettura scelti.

    TERZO ANNO : Approfondimento e articolazione del rapporto scuola-territorio

    1)      Frequentazione della Biblioteca scolastica da parte dei genitori, precedentemente coinvolti nella programmazione delle attività.

    2)      Adozione da parte degli studenti, che abbiano seguito il Laboratorio di lettura, di un luogo di emarginazione (ospizio, ospedale, centro sociale…) dove esercitare la competenza acquisita e la spinta alla solidarietà verso gli emarginati.

    3)      Produzione di attività elaborate con gli autori intervenuti e che si siano dichiarati disponibili: giornale scolastico, con testi di poesia, musica, ma anche con ricerche portate avanti nelle materie scientifiche (evidenziando la Bibliografia…), ricerche di laboratorio, progettazione video…

    4)      Laboratori di scrittura (organi di informazione, narrativa, sceneggiatura, testi poetici, canzoni…) con la collaborazione di competenti dei vari settori.

    5)      Scambio con altre scuole e programmazione comune e continuativa.

    6)      Creazione del Centro di ricerca (vedi sopra)

    7)      Tavola rotonda per la verifica del lavoro svolto e al fine di accogliere eventuali modifiche e suggerimenti. Partecipano tutte le componenti coinvolte. Al termine, letture da parte degli studenti.

QUESTIONARIO

(Linee generali)
1) Quante storie (a) o favole (b) conosci?   (a)……..   (b)……..
2) Le hai lette (a) o te le hanno raccontate (b) o le hai viste in TV (c)?   (a)……. (b)…… (c)……
3) Hai letto qualche libro nell’ultimo anno?   sì………     no……..
4) Se sì, ricordi qualche titolo? ………………………………
………………………………………………………………………………………………
5) Quanti libri possiedi? ………………..
6) Hai mai comprato con i tuoi soldi libri ?   sì………   no…….
7) Li hai mai chiesti espressamente in regalo? sì……… no…….
8) Con quale criterio leggi un libro? (a) consigli di un amico………………….
(b) di un parente…………………………..
(c) di un professore………………………
(d) altro?………………………………………………………………………….
9) Con quale criterio scegli autonomamente un libro? (a) conoscenza dell’autore……………………..
(b) gradimento di un altro suo libro………….
(c) pubblicità………………………………………….
(d) copertina………………………………………….
(e) altro……………………………………………….
9) Leggi riviste (a) o giornali (b) o fumetti (c)?     (a)………. (b)……………(c)…………….

10) Se sì, quali?………………………………………………………………………………………………..
………………………………………………………………………………………………..
………………………………………………………………………………………………….
11) Quanti ne possiedi?………………………………………………………………………………….
12) Quanti ne compri con regolarità?………………………………………………………………..
13) Ci sono nella tua casa? sì…………… no……………….
14) Se sì, quanti?…………………………………………………
15) Chi legge i libri nella tua casa?……………………………………………………………………….
………………………………………………………………………..
………………………………………………………………………….
16) Chi li compra?………………………………………………………………………………………………
17) Si leggono riviste (a), giornali (b), altro (c).?     (a)………….(b)…………….(c)…………….
18) Chi li compra?……………………………………………………………………………………………..
…………………………………………………………………………………………….
19) Qualche titolo di libro, di giornale, di rivista presenti nella tua casa……………………………….
……………………………………………………………………..
…………………………………………………………………….
…………………………………………………………………….
20) Sei mai stato in Biblioteca? sì……….. no…………..
21) In quale?………………………………………………………………………………………………………….
22) In quale occasione?……………………………………………………………………………………………
23) Sei mai stato in libreria? sì………….. no………………
24) Se sì, per comprare un libro già scelto (a), o per curiosare(b)? (a)…………(b)……………
25) La scuola ti spinge a leggere? sì………….. no……………….
26) In che modo?…………………………………………………………………………………………………..
……………………………………………………………………………………………………
…………………………………………………………………………………………………..
27) Cosa?………………………………………………………………………………………………………………
……………………………………………………………………………………………………………..
……………………………………………………………………………………………………………
28) Dai suggerimenti avuti (se ce ne sono stati) hai ricevuto informazioni interessanti? sì………no……
29) Hai scoperto un autore(a), un libro (b), un giornale (c), che ti é piaciuto? e quale?
(a)……………………………………………………………………
(b)……………………………………………………………………
(c)……………………………………………………………………
30) Hai continuato a leggere anche per conto tuo? sì…………. no………….
31) Se sì, quali autori (a), libri (b), giornali(c)? (a)…………………………………………………………
…………………………………………………………………………………
(b)………………………………………………………..
…………………………………………………………………………………
(c)…………………………………………………………
………………………………………………………………………………..
32) Se sei rimasto deluso dai suggerimenti del professore, ne hai parlato con lui? sì……..no…..